Doucal’s: l'artigianato Made in Italy che intende conquistare l'Asia

Doucal’s: l'artigianato Made in Italy che intende conquistare l'Asia
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04 Aprile 2018
Categoria: Un'Italia da Export

Oggi abbiamo il piacere di ospitare l’intervista con Gianni Giannini, titolare e direttore creativo di Doucal’s, celebre brand italiano che dal 1973 produce scarpe eleganti artigianali.

Ci racconti brevemente la storia della sua azienda…

L’azienda è nata nel 1968 come Ducale. Nel 1973, con la forte influenza del British Style, si è reso necessario un adeguamento ai tempi e alle nuove tendenze: abbiamo così deciso di modificare il logo e il nome del marchio in Doucal’s, brand naming molto più internazionale ed esportabile. Esso testimonia il concetto di eleganza maschile, che negli anni è diventato il nostro tratto distintivo.
La tappa fondamentale è stato il passaggio generazionale avvenuto con l’ingresso in azienda di me e mio fratello. È stata inoltre decisiva la scelta di non guardare solamente al mondo delle calzature e di voler seguire di pari passo le tempistiche dell’abbigliamento: crediamo infatti che l’accessorio non vada più considerato in maniera isolata, ma in una logica più globale. Possiamo senz’altro parlare di una storia di famiglia: l’azienda infatti nasce per volontà di mio padre che, intuendone le potenzialità, ha trasportato tutto il know how del distretto calzaturiero marchigiano nelle sue creazioni. Io e mio fratello abbiamo poi proseguito su questa strada, in un continuo mix di creatività Made in Italy.

Quali sono gli elementi e le condizioni che ne hanno decretato il successo sul mercato attuale?

Il successo e la forza di Doucal’s risiedono nella produzione interamente made in Italy che mixa fatto a mano e nuove tecnologie. Siamo in grado di farlo grazie alla lunga storia che abbiamo nella produzione: negli anni siamo riusciti a far coesistere handmade e industrializzazione, stabilendo un legame di fiducia con i fornitori che dura da 45 anni. Questo rapporto ci consente di avere una condizione più vantaggiosa rispetto ai clienti dell’ultimo minuto e quindi di vendere le nostre scarpe a un prezzo competitivo. Il successo commerciale di Doucal’s però va oltre la questione economica: è la nostra visione personale di lusso ad essere indossata e a far in modo che il cliente si fidelizzi e continui a sceglierci.

In questi anni di crisi, quanto la ricerca del successo sui mercati internazionali è stata una scelta e quanto una necessità?

Diciamo che è stata una scelta necessaria! Non solo, nel nostro caso è stato un grande propulsore che ci ha spronati ad aprirci ai mercati dove non eravamo presenti, a crescere a livello commerciale e di sell-out. La crisi non è solo qualcosa di negativo, a volte è anche una grande opportunità di crescita. Doucal’s trae sempre il meglio da qualsiasi situazione.

Quale metodologia di ingresso ha adottato per fare business all’estero ed in quali mercati siete oggi presenti?

Abbiamo agito aggredendo direttamente i mercati e cercando attraverso i nostri collaboratori di fare analisi specifiche sugli usi e i costumi del Paese selezionato, per poi cercare di studiare una strategia ad hoc e metterla in pratica nel migliore dei modi.

Qual è il “peso” delle attività internazionali oggi sul suo business?

Ad oggi è un peso davvero importante, visto che costituisce circa il 65 % del nostro business.

Nel vostro percorso di espansione all’estero siete stati supportati da strutture pubbliche e/o da società di consulenza private?

Siamo stati supportati principalmente da società private.

Com’è il rapporto con la burocrazia all’estero e, più in generale, quali sono state le principali difficoltà riscontrate?

Il rapporto è ottimo. La problematica principale che abbiamo affrontato però è stata quella dei dazi doganali in tutti quei Paesi che rendono più difficile l’export per via del grosso ricarico che subisce la merce.

Quali sono i vostri piani futuri di sviluppo? Avete già in mente nuovi mercati da conquistare?

I nostri piani futuri coincidono con il mercato che intendiamo conquistare: l’Asia, dove peraltro siamo già molto presenti, ma vogliamo esserlo ancor di più. È una parte di mondo in fermento, in pieno sviluppo, in continua crescita e dalla ricchezza potenziale immensa. È in Paesi come la Korea, la Cina e il Giappone che i giovani stanno sviluppando un gusto sempre più raffinato e in linea con la vision della nostra azienda.

Quale consiglio si sente di dare agli imprenditori che intendono affacciarsi nello stesso contesto estero?

Di armarsi di tanta pazienza e tenacia: la globalizzazione è solo apparente, quando poi andiamo a fare i conti con la realtà locale, ogni Paese ha il proprio modo di fare business e la propria visione d’impresa.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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