Ernesto, l’Amazon dei servizi per la casa è Made in Italy

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09 Maggio 2018
Categoria: Un'Italia da Export

Con Riccardo de Bernardinis, CEO & Founder di Ernesto, abbiamo scoperto la startup nata per aiutare gli utenti a trovare la persona giusta per svolgere una serie di servizi per la casa nel minor tempo possibile.

Da dove nasce l’idea di Ernesto?

Ernesto nasce per far fronte ad una problematica: personalmente mi sono ritrovato più volte con il bisogno di un professionista per servizi casalinghi ma ho spesso perso diverse ore in inutili ricerche. Penso che a quasi tutti sia successo, almeno una volta nella vita, di avere problemi nella ricerca di un idraulico, un elettricista, un fabbro, una donna delle pulizie, un giardiniere o di una qualsiasi altra figura specializzata in alcuni servizi per la casa. Ecco, con Ernesto trovare la persona più adatta è diventato semplice perchè è la prima app e piattaforma web dedicata esclusivamente ai servizi per la casa disponibile sul sito web ed in versione app sia per i sistemi operativi iOS che Android. Ernesto nasce quindi da un bisogno e la più grande fonte di ispirazione per il mio progetto mi è stata trasmessa dalla storia di Airbnb, la startup che mette in contatto gli host con turisti in cerca di un alloggio. La startup è stata fondata nel 2008 da due designers di San Francisco che, avendo bisogno di arrotondare, hanno inventato una piattaforma per affittare spazi in casa propria nei periodi di overbooking. Oggi Airbnb è presente in 192 Paesi ed ha più di 8,5 milioni di clienti. Non male per una startup realizzata esclusivamente per far fronte ad una necessità!

Da chi è composto il vostro team e quali sono le competenze più importanti per lo sviluppo e la crescita della vostra idea imprenditoriale?

Il Team di Ernesto si distingue per riunire culture, formazioni, ed esperienze di vita diverse ma siamo tutti legati dalla passione per il problem solving. Il nostro percorso ci ha insegnato quanto sia importante porre le domande giuste, ascoltare pensieri altrui e collaborare.

Quali sono le principali difficoltà che una startup incontra nel mercato italiano?

Sicuramente il fisco. L’Italia ha uno dei sistemi fiscali più onerosi in Europa, il 64,8% della pressione fiscale contro una media europea del 40,8%. Solo questo sarebbe sufficiente per convincere tutte le aziende e le start-up a fare le valigie ed andare all’estero.

Quali mercati internazionali pensate siano più attrattivi per il vostro business e quali quelli dove trovare più facilmente investitori o finanziamenti?

La piattaforma è già multilingue ed è attualmente disponibile in italiano, inglese, spagnolo e a breve anche in tedesco! Infatti abbiamo già un piano di espansione fuori dai confini nazionali. Attualmente sono presenti più di 10.000 professionisti nel Regno Unito e stiamo continuando a crescere ma il nostro sogno è arrivare oltreoceano, in particolare negli Stati Uniti ed in India. Anche se ho un forte spirito patriottico bisogna essere realisti: è molto difficile trovare in Italia investitori con importanti somme di denaro da destinare al progetto.

Partecipare a programmi di supporto e tutoraggio offerti da incubatori ed acceleratori italiani genera un’utilità ed un vantaggio competitivo per una startup?

Noi siamo totalmente indipendenti dal giorno 1, comunque sì, può essere da aiuto soprattutto per imparare la metodologia ed aprirsi ad un network difficilmente raggiungibile in altri modi. Anche in questo caso però bisogna fare attenzione perché si rischia di cedere percentuali importanti a poche lire in fase d’avviamento e di perdere un po’ il controllo totale della nave.

Quale consiglio dareste ai giovani startupper che intendono sviluppare una propria idea in Italia?

Sicuramente consiglierei di lavorare ad un’ idea che si ha particolarmente a cuore e di analizzare attentamente il mercato onde evitare di lanciarsi in mercati saturi o di nicchia. Il rischio più grande è dedicare tempo ed energie a sviluppare un prodotto che le persone non vogliono.

Obiettivi per il futuro…

Nell’ultimo anno, abbiamo fatto enormi progressi verso il nostro sogno: abbiamo aiutato più di 20 mila italiani a trovare professionisti ed abbiamo inviato migliaia di euro ai nostri professionisti da questi clienti. Tuttavia il nostro obiettivo di diventare un Amazon per i servizi della casa, resta ancora un sogno. Ciò che vogliamo fare è sviluppare nuove funzionalità utilizzando l’addestramento di reti neurali e l’intelligenza artificiale per rendere il processo di connessione tra domanda e offerta sempre più semplice e veloce. Non c’è niente di strano in ciò che i clienti richiedono: rapidità, efficienza, trasparenza, sicurezza e… la possibilità di leggere un buon numero di recensioni. Perciò il nostro obiettivo principale per il futuro rimane quello di sviluppare un sistema sempre più performante per l’intero settore dei servizi per la casa.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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