Libano, la crescita è frenata da una situazione regionale incandescente

Libano, la crescita è frenata da una situazione regionale incandescente
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11 Maggio 2018
Categoria: Exportiamo Incontra
Paese:  Libano

Con Massimo Marotti, Ambasciatore d’Italia a Beirut, abbiamo analizzato la situazione economica del Libano ed il complicato contesto regionale in cui le imprese straniere che investono nel Paese si trovano ad operare.

Quali sono le principali caratteristiche del mercato libanese?

La propensione mercantile e la forza del settore privato sono i due aspetti che più caratterizzano il mercato libanese: il Paese, infatti, rimane ancora oggi un’importante centrale operativa di scambi con al centro imprese dinamiche ed un solido settore bancario a supporto del settore privato. Le imprese libanesi hanno collegamenti internazionali importanti e gestiscono attività produttive e commerciali in molti mercati esteri, anche perché il mercato domestico è di piccole dimensioni. I profitti delle aziende libanesi all’estero reinvestiti in Libano (7 miliardi di dollari nel 2017) tengono in equilibrio la bilancia dei pagamenti e contribuiscono alla liquidità delle banche.

Quali sono i rapporti politici e commerciali che intercorrono fra Libano e Italia?

Il Libano è un Paese di importanza primaria per gli interessi italiani nella regione (molto tormentata) del Levante: Beirut è infatti in grado di influenzare significativamente gli equilibri politici dell’area. L’Italia ha ottimi ed intensi rapporti con il Libano e sostiene le istituzioni locali per meglio contribuire alla stabilità e alla sicurezza del Paese e per questo da dodici anni partecipa alla Missione Onu che assicura la stabilità lungo il confine con Israele, dopo la guerra del 2006. Fino ad oggi il Libano è rimasto al riparo dalla devastante violenza dello stato islamico ed ha retto ai duri contraccolpi economici della guerra siriana anche grazie al programma di assistenza allo sviluppo italiano. Non bisogna dimenticare che il Paese ha subito, dal 2013, l’arrivo di numerosi profughi soprattutto siriani (circa 1,5 milioni secondo le stime del governo, su una popolazione inferiore a 5 milioni) che ha inevitabilmente minato la stabilità sociale e gli equilibri tra le comunità del Libano che si tollerano e si rispettano reciprocamente.

Quali sono le prospettive economiche del Paese per i prossimi anni?

Le prospettive economiche per il Libano sono influenzate dalla situazione regionale che, per ora, rimane incandescente. Tuttavia il Libano gode di una grossa apertura di credito internazionale ed alla recente Conferenza di Parigi (6 aprile 2018) il Governo libanese ha presentato un programma di investimenti in settori strategici (tra i quali energia, trasporti, risorse idriche) che necessita circa 8 miliardi di dollari d’investimenti oltre alle risorse stanziate dal governo. La comunità e le istituzioni internazionali hanno già promesso aiuti per quasi 11 miliardi: si tratta di un aiuto importante che intende preservare la stabilità politica ed economica del Libano e vuole contribuire al peso della insostenibile presenza di profughi nel Paese. Va sottolineato comunque che senza la riapertura dei mercati del Golfo sarà molto complicato tornare a tassi di crescita superiori al 5%. Un aspetto interessante è che il Libano ha inoltre la potenzialità di divenire un produttore di gas tanto che il consorzio Total-Eni-Novatek inizierà ad esplorare ad inizio 2019 due dei 10 blocchi off-shore individuati, mentre sono state avviate le procedure per assegnare ulteriori licenze di esplorazione. I potenziali giacimenti sono nella zona economica esclusiva libanese adiacente a quelle di Israele, Cipro e Siria. Come accennato, l’economia non cresce più ai livelli del 2010-11 poiché sconta le difficoltà di un elevato debito pubblico (vicino al 150% del PIL), detenuto per oltre il 60% da enti e famiglie libanesi. Infine si segnala che la Banca centrale del Paese dispone di ampie riserve in valuta e da vent’anni mantiene la propria valuta agganciata al dollaro.

Quali sono i prodotti italiani più apprezzati dai consumatori locali e qual è la percezione del Made in Italy nel Paese?

Meccanica, design e generi alimentari sono i beni italiani più richiesti in Libano. Interessante il fatto che i macchinari italiani (importati per il loro impiego in Libano o riesportati verso altri mercati della regione) sono ancora i più apprezzati in assoluto: l’Italia rimane infatti il primo fornitore di macchinari del Libano detenendo il 21% delle quote di mercato, appena sopra la Cina. Il Made in Italy è quindi estremamente apprezzato e si riscontra una naturale propensione dei libanesi verso l’Italia di cui beneficano anche i nostri prodotti (dopo la Cina siamo il secondo esportatore in termini globali).

Quali suggerimenti darebbe agli imprenditori italiani intenzionati a investire in Libano: quali sono i settori più redditizi e quelli in maggiore espansione?

La prima risorsa del Libano è il suo settore privato: versatile, dinamico ed internazionale. L’imprenditore medio libanese ha una forte propensione ad operare sia nel piccolo mercato domestico che in mercati terzi. Di qui l’importanza per potenziali investitori italiani di puntare in primo luogo a stabilire partnership che possono spianare la strada ad opportunità anche in altri mercati. La stagione degli investimenti infrastrutturali parte ora: dopo le elezioni di maggio il nuovo governo dovrebbe dare avvio alle iniziative programmate con l’assistenza internazionale. Il settore privato esigerà dal governo libanese l’utilizzo di meccanismi di governance che limitino gli effetti perversi della corruzione e di metodi predatori e alle istituzioni internazionali saranno affidati compiti di vigilanza.

Può fornirci alcune informazioni sulla business etiquette che è bene tenere in considerazione se si opera a Beirut e dintorni?

Gli imprenditori libanesi sono aperti e comunicativi, seri e puntuali e gli italiani godono di un capitale di fiducia importante accumulato anche grazie agli stretti rapporti tra i due Paesi e all’assistenza fornita nel corso degli anni. Con le istituzioni pubbliche locali occorre trattare con pazienza e preferibilmente con l’assistenza di partner locali se non si conosce ancora bene il mercato. Il consiglio è quello di rivolgersi all’Ambasciata e all’Agenzia per il commercio estero che rappresentano i punti di riferimento italiani in Libano per la prima assistenza ai nostri operatori.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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