Trenton, l’Ex Fabbrica del Mondo Tenta il Rilancio

Trenton, l’Ex Fabbrica del Mondo Tenta il Rilancio
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28 Luglio 2019
Categoria: Expatriamo
Paese:  USA

Trenton, piccola capitale dello Stato del New Jersey, era in passato una delle città industriali più importanti degli States. Oggi ha perso questo primato e sta attraversando una condizione di degrado, ma nonostante tutto rimane un’ottima base di partenza per chi vuole investire negli Usa. Vediamo insieme perché.

Trenton, città di 85.000 abitanti, è la capitale dello stato del New Jersey, oltre ad essere capoluogo della contea di Mercer. La sua posizione, quasi perfettamente baricentrica rispetto ai confini statali, la pone praticamente al confine tra l’area metropolitana di New York e la Valle del Delaware, con la quale Trenton condivide la maggior parte delle comunicazioni e dei trasporti.

Il primo insediamento che poi sarebbe divenuto Trenton fu fondato nel 1679 dai Quaccheri, esponenti di un movimento religioso ideologicamente vicino al protestantesimo costretti ad emigrare dall’Inghilterra a causa di minacce e persecuzioni, che si stanziarono nella regione che allora veniva ancora chiamata “delle Cascate del Delaware”. L’insediamento prese il nome di “Trent-towne” nel 1719 in onore di William Trent, che era tra i suoi principali proprietari terrieri.

Negli anni delle guerre d’indipendenza, Trenton fu il campo di battaglia dove le armate agli ordini di George Washington ottennero la prima vittoria militare nel 1776. Al termine della guerra il prestigio della città raggiunse livelli inimmaginabili: tutti i più grandi patrioti, i più importanti esponenti politici, le più alte cariche governative si ritrovavano qui, tanto che per qualche mese, tra novembre e dicembre del 1784, Trenton fu proclamata capitale degli Stati Uniti.

Per ricordare e far rivivere i fasti del passato ci si può dirigere al Washington Crossing State Park, sedici chilometri sulla NJ 29, un parco che al suo interno mette in evidenza l’esatto tratto del Delaware che fu attraversato dal generale George Washington in occasione del primo attacco alle truppe inglesi durante la guerra d’indipendenza. Sempre di carattere storico sono anche le visite al Battle Monument, all’Old Barracks Museum, ed al 1719 William Trent House Museum, mentre per cambiare genere ci si può dare all’arte, contenuta nel New Jersey State Museum e nel Trenton Museum, o all’architettura, in particolare quella che caratterizza edifici come il New Jersey State House e l’Ellarslie Mansion.

Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, Trenton fu uno dei maggiori centri industriali del Paese, soprattutto nei settori: acciaio, gomma, cavi, cordami, linoleum e ceramica. Uno dei ricordi di quell’epoca è lo slogan “Trenton Makes, The World Takes” (”Trenton fa, il mondo prende”) adottato negli anni venti e scritto sul ponte Lower Free Bridge (conosciuto anche come “Trenton Makes Bridge”).

Proprio la presenza di numerose fabbriche e la possibilità di trovarvi lavoro attirò a Trenton in quegli anni numerosi connazionali, tanto che Chambersburg, o semplicemente “the ‘Bourg“, come veniva chiamato il quartiere dove vivevano, era una delle Little Italy più importanti d’America, fulcro della comunità di italiani emigrati negli Stati Uniti in cerca di futuro. In Hudson Street nessuno parlava inglese, ma siciliano, napoletano, calabrese. C’erano le feste paesane e le processioni religiose. C’era il cibo italiano, le bakery, le macellerie, i grocery store italiani.

Negli anni 60/70, quando le fabbriche hanno iniziato a chiudere, gli Italiani hanno iniziato a trasferirsi, cominciando a lasciare Trenton poco a poco. Altre comunità hanno preso il posto di quella italiana: sono i Latinos, come vengono genericamente chiamati i nuovi immigrati provenienti da Messico, Guatemala, Costa Rica, Colombia che oggi vivono a Trenton.

In New Jersey, comunque, gli Italiani di vecchia e nuova generazione, sono ancora tantissimi (quasi 2 milioni, circa il 20% della popolazione dello Stato), anche se ora non esiste più una comunità italiana circoscritta in un luogo ben preciso.

Dopo la chiusura delle fabbriche e il declino del settore industriale, la città è diventata sempre più il centro di agenzie governative statali. Dal 1982 al 1992, oltre una dozzina di edifici per uffici sono stati costruiti principalmente dallo stato per gli uffici statali ed attualmente ogni giorno si recano a Trenton oltre 20.000 lavoratori pendolari che arrivano dalla periferia utilizzando l’efficiente rete di trasporti locali.

I mezzi più efficienti e comodi per spostarsi a Trenton risultano essere il treno e l’autobus. I trasporti su rotaia convergono verso la Trenton Train Station, gestita dall’Amtrak, che funge da capolinea per molti convogli statali ma anche extrastatali provenienti da Philadelphia o New York (che distano rispettivamente circa mezz’ora ed 1 ora da Trenton), mentre gli autobus, il mezzo pubblico migliore per rapporto qualità-prezzo per spostarsi in centro, sono regolamentati dal New Jersey Transit. Il Trenton Mercer-Airport è invece l’aeroporto cittadino, di modeste dimensioni e non servito da rotte internazionali, che prediligono il vicino centro di Newark, comodamente raggiungibile muovendosi in automobile attraverso la fitta rete stradale ed autostradale che innerva Trenton, da cui si possono prendere la I-195 e la US 1, oltre alle varie statali 29, 31, 33 e 129.

Grazie proprio all’incredibile rete infrastrutturale di cui dispone, che gli permette di gestire con efficienza i rapporti commerciali con tutta la costa orientale degli States, Trenton, e più in generale il New Jersey rappresentano un punto strategico di accesso importante per gli Stati Uniti ed è sicuramente uno degli Stati da tenere in considerazione se si decide di investire oltreoceano.

E questo è vero nonostante Trenton oggi appaia come una città degradata e pericolosa: nel 2018 è risultata essere la 32esima città più pericolosa degli States in relazione al tasso di criminalità, ed anche una delle più povere: con un reddito pro-capite di 31.592 dollari è la 12esima città più povera d’America

Un vero e proprio paradosso che mostra le due facce della medaglia dello Stato Giardino, così come viene definito il New Jersey: se da un lato si rivela uno dei più ricchi Stati dell’Unione, dall’altro quasi un quarto della sua popolazione vive in stato di povertà.

Proprio per invertire questa rotta lo Stato offre diversi incentivi, di cui possono beneficiare anche le imprese straniere, offerti a supporto dello stabilimento di impianti per produrre sul suolo statale.

Grow NJ Assistance Program assegna detrazioni fiscali nell’ordine dei $500 - $5000 per posto di lavoro all’anno, alle aziende che creano posti lavoro in determinate aree del New Jersey.

Esistono inoltre diversi programmi che offrono forme di finanziamento attraverso Bond Financing o prestito diretto a lungo termine per aziende di produzione che posseggono i requisiti richiesti.

Infine, sono disponibili diverse esenzioni fiscali sul consumo di elettricità e gas naturale per impianti produttivi. Per esempio gli stabilimenti di produzione classificati come Urban Enterprise Zone (UEZ) che impiegano almeno 250 impiegati full-time, di cui il 50% almeno lavora nel processo produttivo, possono usufruire di tali vantaggi fiscali.

In definitiva, se state pensando di investire negli Usa, Trenton ed il New Jersey potrebbero rivelarsi un punto di partenza alternativo alla grande area metropolitana di New York.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Miriam Castelli, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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