Cicalia, fare la spesa non è mai stato così facile

Cicalia, fare la spesa non è mai stato così facile
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31 Luglio 2019
Categoria: Un'Italia da Export

Cicalia è il primo supermercato online d’Italia in grado di consegnare in tutto il Paese anche i prodotti freschi e freschissimi, superando i limiti logistici, geografici e di assortimento dei player della Gdo e degli operatori del food online. Davide Rossi, Responsabile Sviluppo di Cicalia, ci ha parlato di questa startup che nel primo anno di attività, il 2017, ha acquisito più di 7.000 clienti differenti dislocati in 20 regioni italiane ed ha raggiunto un fatturato di oltre 490mila euro, quasi raddoppiato nel 2018.

Da dove nasce l’idea di Cicalia?

Spero di non deludere nessuno “svelando” che Cicalia non è nata in un garage come alcune leggendarie company della Silicon Valley. Cicalia nasce dall’intuizione del sottoscritto, di Stefano Robbi, di Simone Gotti e di Emiliano Anversa. Io, Stefano e Simone abbiamo una lunga esperienza di e-commerce e abbiamo a vario titolo contribuito alla crescita di altri importanti portali.

Nell’agosto del 2016 ci siamo accorti che un primario settore come quello della GDO, che vale in Italia 83 miliardi di euro, non era stato toccato dalla rivoluzione digitale e l’esperienza di acquisto era molto simile a quella di decenni addietro. Nel contempo abbiamo analizzato i volumi di ricerca delle keywords legate alla spesa online e abbiamo scoperto che c’era un’elevata domanda di questo servizio. Così, non ci abbiamo pensato due volte e a gennaio 2017 cicalia.com era online.

Da chi è composto il vostro team e quali sono le competenze più importanti per lo sviluppo e la crescita della vostra idea imprenditoriale?

Io sono responsabile delle Operation, Robbi del Marketing, Gotti dello sviluppo IT e Anversa, che è titolare di un’importante azienda di food non-food e ha una lunga esperienza nella GDO, della parte logistica. Direi che i soci fondatori hanno nel complesso ciò che serve per creare un e-commerce di successo. Credo che questi quattro ambiti siano quelli alla base dei quali si sviluppa un progetto come quello di Cicalia.

Quali sono le principali difficoltà che una startup incontra nel mercato italiano?

Senza ombra di dubbio la parte più complessa è il found raising: l’Italia, che nell’ultimo anno ha fatto passi in avanti, resta un Paese estremamente conservatore, dove si trova ancora molta diffidenza verso le startup. Anche a fronte di un progetto credibile, dati interessanti e di scalabilità, spesso si fatica a trovare i fondi necessari per una crescita veloce. Rispetto ad altri ecosistemi (mi viene in mente quello francese senza dover guardare oltreoceano) c’è ancora un gap notevole. E’ un problema generato in parte dalle istituzioni che non hanno mai veramente creduto nell’innovazione e in parte dagli operatori finanziari tradizionali, ancora decisamente distanti dal mondo startup.

Quali mercati internazionali pensate siano più attrattivi per il vostro business e quali quelli dove trovare più facilmente investitori o finanziamenti?

In questo momento siamo concentrati sul mercato nazionale, anche se stiamo valutando uno sviluppo all’estero per il futuro. Anche e soprattutto perché vediamo nella gestione di prodotti “Made in Italy” un plus rispetto ad operatori esteri.

Partecipare a programmi di supporto e tutoraggio offerti da incubatori ed acceleratori italiani genera un’utilità ed un vantaggio competitivo per una startup?

Cicalia è una startup atipica in quanto frutto del lavoro di un team con altre esperienze imprenditoriali alle spalle. Pertanto non è entrata in nessun programma di incubazione ed ha potuto fare leva su alcune importanti esperienze pregresse. Tuttavia, proprio in questo periodo stiamo valutando di aderire ad acceleratori per scalare più rapidamente. Ci aspettiamo di trovare know-how utile per raggiungere gli obiettivi.

Quale consiglio dareste ai giovani startupper che intendono sviluppare una propria idea in Italia?

Sono convinto che per avere successo non sia sufficiente l’intuizione ma serva impegno ed abnegazione da parte di tutto il team; una buona idea è solo il punto di partenza per creare un’azienda, la differenza la fa la qualità del lavoro quotidiano. Mi piace sempre ricordare come Facebook non sia stato il primo social network e come Google non sia stato il primo motore di ricerca. Entrambi sono entrati in un mercato già presidiato e hanno superato i competitors con un servizio di qualità. Inoltre, un altro aspetto che spesso viene tralasciato, in fase di startup è un’analisi della fattibilità del modello di business e delle condizioni di mercato. Sono il primo passo per gettare delle fondamenta solide.

Obiettivi per il futuro…

Siamo molto ambiziosi e vogliamo diventare il primo player italiano nel mercato della spesa online. Abbiamo un modello di business che funziona, il livello di soddisfazione degli utenti è elevatissimo, siamo gli unici a poter scalare su base nazionale: direi che gli ingredienti per fare bene non mancano. Abbiamo tanta strada davanti…

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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