Lituania, la Repubblica dell’Innovazione dove il Made in Italy trova Terreno Fertile

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17 Settembre 2019
Categoria: Focus Paese
Paese:  Lituania

Quello lituano è un mercato che offre margini di crescita estremamente interessanti, favoriti dal progressivo sviluppo economico e dall’aumento della capacità d’acquisto dei consumatori. Il contesto produttivo e culturale favoriscono ricerca ed innovazione, rendendo il Paese baltico molto attrattivo anche per l’export italiano.

La Lituania è un Paese di piccole dimensioni, e delle tre Repubbliche Baltiche (Lituania, Estonia e Lettonia), è quella situata più a sud, nonché la più grande e maggiormente popolata. Queste Repubbliche si sono originate come Paesi indipendenti dal dissolvimento dell’Unione Sovietica e tra queste la Lituania è stata la prima a ripristinare la sovranità con la dichiarazione d’indipendenza dell’11 marzo 1990.

Si tratta, quindi, di una Repubblica giovane che ha dovuto imparare da zero la democrazia e il libero mercato dopo il dominio comunista durato oltre 60 anni. Questo non le ha impedito tuttavia di riuscire ad entrare nell’Unione Europea nel 2004 - fatto che ha comportato la scomparsa dei dazi doganali per i prodotti importati dall’UE e la riduzione delle procedure burocratiche e dei documenti amministrativi necessari - e ad adottare l’Euro come moneta ufficiale nel 2015.

Oggi il Paese è guidato dall’economista, conservatore ed europeista Gitanas Nauseda, che ha vinto le presidenziali lo scorso maggio correndo da indipendente.

Nauseda ha basato la campagna elettorale sul messaggio che la missione fondamentale dello Stato sia “creare le condizioni necessarie al benessere dei cittadini”. Più dei migranti, qui infatti è centrale il tema degli emigranti, cioè i lituani che scelgono di andare all’estero, un fenomeno che non si arresta soprattutto a causa delle forti differenze sociali ed economiche tra zone urbane e rurali. In effetti, proprio quello delle disuguaglianze economiche è un tema caldo in Lituania, così come quello della corruzione, poiché negli ultimi anni il Paese baltico è stato scosso da diversi scandali che hanno coinvolto funzionari di alto rango e che hanno talvolta condizionato le azioni di governo. La lotta alle élite è dunque una delle priorità del nuovo Presidente, che ha dichiarato “l’oligarchia è molto pericolosa, non solo perché controlla i mass media, ma anche perché interferisce pesantemente sulla politica, e questo è inaccettabile”.

Anche la questione economica è particolarmente sentita, dopo che la crescita è rallentata dal 3,8% del 2017 al 3% scarso del 2018, comunque al di sopra della media Ue così come accade dal 2015, cioè da quando Vilnius è entrata nell’Eurozona.

Si discute molto anche di un altro problema comune con le altre Repubbliche Baltiche, vale a dire la dipendenza energetica dalla Russia, che nonostante le tensioni diplomatiche resta sempre uno dei principali partner commerciali del Paese. Anche dopo l’indipendenza, l’economia lituana ha continuato a vedere in Mosca l’interlocutore preferenziale, ma dopo l’ingresso nel mercato unico si è maggiormente orientata verso l’Unione Europea. La dissoluzione dell’URSS, principale mercato di riferimento per i suoi prodotti industriali, infatti ha avuto pesanti ripercussioni sul piano economico. Il Paese ha dovuto modificare le sue relazioni commerciali intensificando i rapporti con gli Stati Baltici, le ex Repubbliche Sovietiche e i Paesi dell’Europa Occidentale, anche se Mosca rimane tutt’oggi il primo cliente lituano, seguita da Berlino e Varsavia.

Rapporti con l’Italia ed opportunità di business

L’Italia è il quinto fornitore della Lituania alle spalle di Russia, Germania, Polonia e Lettonia per un’esportazione di 1,5 miliardi di Euro ed il quindicesimo mercato di sbocco per la Lituania che esporta verso l’Italia merce pari a 603 milioni di Euro (dati Istituto di Statistica Lituano). Nel corso del 2017 l’interscambio tra i due Paesi ha superato i 2 miliardi di Euro grazie all’aumento sia delle esportazioni italiane (+ 5,2 % rispetto al 2016) sia di quelle lituane (+ 13,7%).

Il popolo lituano ha un’alta considerazione del Made in Italy, particolarmente per il cibo, la moda e l’arredamento, ed i prodotti italiani sono percepiti come di buon gusto e di qualità. In quest’ottica, quindi, operare in Lituania esportando prodotti italiani può essere un mezzo utile per stabilire un proficuo business.

Un settore in cui potrebbe essere interessante investire in Lituania è, senza dubbio alcuno, quello alimentare. Sta sicuramente crescendo quella nicchia di mercato che si sta rivolgendo verso il consumo di prodotti eno-gastronomici di qualità, prodotti tipici e biologici: frutto di una maggiore sensibilizzazione verso questo genere di prodotti, di un crescente interesse verso la dieta mediterranea nonché verso la cultura enogastronomica in generale e di una crescita della domanda interna lituana. Questa fascia di mercato sembra avere delle buone prospettive: entrano sul mercato nuovi operatori, diventano sempre più numerosi i negozi specializzati in cibi gourmet, si introducono nuove referenze. Molti operatori del settore enologico, affermatisi come importatori e commercianti di vini, ampliano la loro offerta con olio di oliva extravergine, formaggi, salumi ed altre ricercatezze. Questi prodotti trovano sempre più spazio anche presso la GDO, spinta a proporre ai propri clienti una scelta più diversificata, in quanto i consumatori stanno diventando più esigenti. Tale tendenza apre il mercato anche ai produttori italiani minori, realtà familiari, specializzate nella produzione di prodotti tipici. Il crescente interesse verso prodotti alimentari di qualità è legato anche al sempre più diffuso interesse verso una alimentazione sana, perciò nel mercato nei prossimi anni dovrebbero trovare sempre più spazio anche i prodotti biologici. Le possibilità di essere presenti e/o espandersi su questo mercato sarà legata all‘offerta di prodotti di sempre migliore qualità e dal buon rapporto qualità-prezzo nonché alla capacità di essere percepiti dai propri partner commerciali come più affidabili rispetto ai produttori dei Paesi concorrenti.

Altri settori estremamente promettenti sono quelli legati allo sviluppo infrastrutturale (corridoio ferroviario interbaltico) e alla logistica (il porto di Klaipeda è un importante centro di smistamento in tutta l’area baltica) e a quello di alcune industrie (legno, plastica, imballaggio) oltre che in alcune aree hi-tech (informatica, semiconduttori, laser, intelligenza artificiale), delle energie rinnovabili e delle biotecnologie.

Tra l’altro vale la pena ricordare che la Lituania vanta la più veloce rete wi-fi pubblica al mondo, il primato per quanto riguarda la diffusione della fibra ottica presso la popolazione locale e uno dei più economici ed affidabili servizi a banda larga nell’intera Unione Europea.

Il potenziale di innovazione è specialmente concentrato in 5 Valleys appositamente create secondo il modello della più nota Silicon. Il principale investitore nella ricerca e nell’innovazione è lo Stato che investe nel settore l’1,04 % del Pil. Un’ulteriore fonte di risorse arriva da privati e da aziende che, visti gli attrattivi sgravi fiscali che la Lituania presenta alle nuove aziende in cerca di affermazione, hanno interesse verso l’innovazione.

D’altronde, i lituani conoscono bene l’inventiva e la tecnologia italiana e lo stesso governo ritiene che un interesse da parte di investitori italiani nel settore della tecnologia possa essere utile allo sviluppo del Paese. Va da sé, dunque, che il potenziale per il Made in Italy in Lituania può essere davvero significativo.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Miriam Castelli, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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