Montpelier, la Piccola Capitale del Vermont (apparentemente) Fuori dal Mondo

Montpelier, la Piccola Capitale del Vermont (apparentemente) Fuori dal Mondo
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06 Ottobre 2019
Categoria: Expatriamo
Paese:  USA

La capitale del Vermont, Montpelier, è una città di dimensioni ridotte e prepotentemente attaccata alle tradizioni e al suo aspetto naturale più selvaggio. Ciononostante, negli ultimi anni è diventata un polo di attrazione per le imprese innovative non solo della regione ma anche per quelle straniere.

Montpelier, capitale dello Stato del Vermont e della contea di Washington, è la più piccola delle capitali degli Stati Uniti, ed è anche la meno popolosa visto che vi abitano poco meno di 8.000 anime.

Oltre alle piccole dimensioni, insolite per una capitale americana, c’è anche un altro aspetto che rende Montpelier una città quasi avulsa dal tempo, dove il consumismo prevalente nei grandi centri urbani americani sembra non avere attecchito. Basti pensare che Montpelier è l’unica capitale statunitense a non avere un ristorante McDonald’s, ma è la sede di quello che pare sia l’ultimo produttore di mollette da bucato rimasto negli Stati Uniti! Gran parte delle aziende presenti nell’area cittadina sono locali: ad esempio, le uniche catene nazionali di ristoranti presenti sono Subway, Quiznos e l’azienda locale Ben & Jerry’s, che produce ed esporta gelati anche in Italia!

La vera natura di Montpelier, quella di un semplice villaggio di campagna, si rispecchia nella possibilità di accedere dalla porta principale allo State House, un imponente edificio dalla cupola dorata costruito nel 1836, per uscirne dal retro imboccando un sentiero che si inoltra nei meandri del bosco circostante. La piccola città, infatti, oltre ad essere nota per la produzione di sciroppo d’acero, è molto amata dai turisti anche per il suo straordinario foliage autunnale ed in generale per i suoi paesaggi naturali incontaminati: il centro è immerso nelle verdeggianti colline del Vermont Settentrionale, la regione nella quale si trovano le montagne più alte dello Stato, motivo per il quale è una delle destinazioni più popolari negli USA per gli sport invernali.

Molto interessante è anche la parte centrale della città, quella più antica, ricca di edifici di notevole interesse storico ed artistico. Il Campidoglio è senza dubbio uno degli edifici architettonicamente più importanti del centro, esternamente, ma anche e soprattutto internamente, essendo stato decorato con lussuosi pavimenti in marmo, scale a chiocciola intagliate da sapienti falegnami e finiture di ogni genere e materiale. Un’altra architettura da vedere è quella della Kellogg-Hubbard Library, un edificio maestoso, rivestito da un granito dai riflessi grezzi, costruito tra il 1894 ed il 1895 secondo i dettami del linguaggio neoclassico.

Nonostante le sue piccole dimensioni ed il carattere schivo, Montepelier è una città molto vibrante anche dal punto di vista artistico e culturale. Per quanto riguarda i musei, il più famoso ed apprezzato è il Vermont Historical Society Museum, un spazio espositivo destinato alla salvaguardia ed alla trasmissione del ricco patrimonio storico dello stato. Oltre alla mostra permanente, nella quale si potranno apprezzare manufatti di ogni genere ed epoca, il museo è sovente sede di allestimenti di carattere temporaneo. Di tutt’altro genere è la TW Wood Art Gallery, situata all’interno del campus del Vermont College, dove si trovano la maggior parte delle opere realizzate da Thomas Waterman Wood, oltre ad altri oggetti artigianali di produzione locale. Montpelier ha una solida comunità artistica con diversi eventi in corso e ha molte gallerie e studi. I due teatri principali sono invece sono il Lost Nation Theatre e il Montpelier Theatre Guild. La città è anche orgogliosa di ospitare una tradizione molto particolare, chiamata “Valentine Phantom”, che si svolge ogni anno per l’appunto il giorno di san Valentino: si tratta di un’usanza che ha avuto inizio negli anni 90’ e consiste nel ricoprire vetrine e edifici pubblici con cuori rossi.

Chissà che questo romanticismo non sia un’eredità dell’origine francese del nome della città! La nascita dell’insediamento risale al 14 agosto 1781, giorno in cui la realizzazione della città venne ufficialmente assegnata dalla Vermont General Assembly a Timothy Bigelow, anche se le prime costruzioni permanenti vennero ultimate solo nel 1787, grazie all’impegno profuso dai fratelli Jacob e Parley Davis. Fu proprio lo stesso Jacob, impegnato come il fratello nell’esercito americano, a scegliere il nome Montpelier, in onore della quasi omonima città francese di Montpellier, intervenuta al fianco degli statunitensi nel corso della Guerra di Indipendenza. A cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo il centro cominciò ad accrescere sensibilmente le proprie dimensioni sospinto da una fiorente attività commerciale ed amministrativa, grazie alla quale, l’8 novembre 1805, l’Assemblea Generale decise di proclamarla capitale statale.

Ad oggi, l’economia cittadina è basata principalmente sui servizi amministrativi collegati proprio al suo ruolo di capitale: infatti sono circa 2.300 i dipendenti statali che lavorano a Montpelier, numero veramente notevole considerate le sue dimensioni ridotte. La presenza delle istituzioni statali ha favorito anche la sviluppo del settore dei servizi e quello delle vendite retail, così come anche il proliferare di Istituti per l’Istruzione Superiore e gli Istituti assicurativi, compresa la sede della National Life Insurance Company, che è tra i maggiori fornitori di assicurazioni della nazione.

Storicamente, l’economia della città si è basata sulle attività legate al legname, prevalenti fino XIX secolo, ma da quando queste hanno cominciato a declinare, è stata l’industria connessa al trattamento del granito, soprattutto grazie alle cave presenti a Barre, ad aver giocato un ruolo preponderante nell’economia cittadina. Più recentemente si è sviluppata molto anche la produzione manifatturiera, soprattutto nel settore dei macchinari e dei semiconduttori, ma soprattutto Montpelier è diventata l’hub di tutte le imprese innovative della regione, in particolare di quelle che realizzano prodotti ad alta tecnologia, quali elettronica e microcircuiti.

Questo sviluppo rende la città di Montpelier una location molto interessante per le aziende interessate ad investire o esportare nella East Coast: nei suddetti settori, le aziende estere possono infatti valutare insediamenti diretti, joint-venture e altri tipi di collaborazione con società locali, e usufruire del sostegno delle amministrazioni locali e dei programmi di finanziamento pubblico e privato, che sono molto interessanti nonostante il Vermont presenti uno dei tassi di imposizione fiscale più elevati degli States.

Tra i principali incentivi finanziari e fiscali si annoverano:

  • Vermont Economic Development Authority (VEDA) loans and guarantees - Capitali a tassi agevolati per investimenti in progetti e strutture idonei. Consiste di vari programmi, fra I quali: prestiti diretti, garanzie, assicurazione dei mutui, export financing e esenzioni da imposte sugli acquisti di una varietà di prodotti e servizi.
  • Vermont Employment Growth Incentive (VEGI) for job creation/capital investments - Supporti finanziari per la creazione di posti lavoro e investimenti in beni capitali.
  • Vermont Training Program – Per promuovere l’espansione industriale e la creazione di nuova occupazione nel settore manifatturiero. Consiste di programmi di formazione su misura negoziati con il datore di lavoro. L’amministrazione statale può coprire fino al 50% dei costi.
  • Sales and use tax exemption - Esenzione d’imposta, entro un arco di tre anni consecutivi, sugli acquisti di materiali per edilizia in eccesso di 250.000 dollari, utilizzati per costruzione/restauri/espansione di impianti produttivi.
  • Brownfields Initiative - Sovvenzioni e crediti d’imposta per investimenti nella bonifica e lo sviluppo di siti industriali contaminati
  • High-Tech Growth Incentives - Incentivi per aziende nei settori dell’High Tech: crediti d’imposta fino al 6% per investimenti in macchinari e attrezzature; fino al 6% dell’investimento per il rinnovo di infrastrutture per informatica/telecomunicazioni; fino al 10% dell’investimento nella formazione di personale; esenzione dalla tassa di vendita per investimenti in computer e software per nuovo personale.
  • Export Tax Credit – Crediti d’imposta per assistere le aziende ad esportare.

Infine, una forza lavoro altamente qualificata, un sistema scolastico fra i migliori del Paese e un indice di qualità della vita fra i più alti a livello nazionale, rendono Montpelier una base di partenza estremamente interessante per le aziende intenzionate ad insediarsi nel New England.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Miriam Castelli, redazione@exportiamo.it

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