Mirta, piattaforma dedicata alla pelletteria Made in Italy

Mirta, piattaforma dedicata alla pelletteria Made in Italy
Pubblicità
  • Sei in regola con la FDA?
  • What Buyers Want

18 Dicembre 2019
Categoria: Un'Italia da Export

Con Martina Capriotti e Ciro Di Lanno, fondatori di Mirta, abbiamo parlato della prima piattaforma Made in Italy che intende aiutare gli artigiani italiani a conquistare nuovi mercati grazie alla digitalizzazione e l’innovazione tecnologica.

Se dovesse scegliere un aggettivo rappresentativo di MIRTA quale sceglierebbe e perché?

Innovativo. Oggi, MIRTA è la prima piattaforma che permette ai migliori pellettieri italiani di aprire le porte delle proprie botteghe a qualsiasi angolo del mondo in modo diretto, senza intermediari, facendo conoscere i propri prodotti ed i valori insiti in ciascuna realtà. Domani, MIRTA sarà aperta ad altre categorie prodotto ed altri produttori, sempre con l’obiettivo di essere un omaggio alla bellezza del Made in Italy, coniugando innovazione tecnologica e tradizione.

Su quali mercati opera principalmente l’azienda e con quali modalità?

Attualmente i mercati in cui operiamo sono Nord America e i principali paesi asiatici, come la Corea del Sud, il Giappone, Hong Kong e Singapore. Il nostro piano di crescita è molto ambizioso e a breve aggiungeremo altri mercati. La nostra formula per entrare in ogni mercato è sempre la stessa: digitalizzazione, con un modello 100% online focalizzato su performance e dati.

In questi anni di crisi, quanto la ricerca del successo sui mercati internazionali è stata una scelta e quanto una necessità?

Il Made in Italy è da sempre un brand fortissimo sui mercati internazionali. Negli ultimi anni però, la diminuzione del potere di spesa degli Italiani ha reso l’internazionalizzazione una necessità più che una scelta.
Ciò nonostante, ancora oggi molti artigiani e produttori rilevano forti difficoltà nella comunicazione e promozione online del proprio brand e anche nel posizionamento sul mercato. Meno del 20% degli artigiani infatti ha una presenza online, sui social o con un sito web e-commerce, con la conseguenza che, sempre più frequentemente, si trasformano in contoterzisti.
Per questo, MIRTA intende mettersi al servizio degli artigiani, diventandone loro partner, promuovendo il loro brand e supportandoli con le tecnologie digitali per semplificare i livelli distributivi, e aprire una nuova opportunità sull’export.

Nella sua esperienza qual è il mercato più problematico e quello con maggiori margini di successo?

Senza dubbio la Cina. Sia in termini di complessità che di potenziale, il mercato cinese è al primo posto della classifica. Per quanto riguarda la complessità, perché è un mercato che culturalmente è completamente diverso dagli altri e perché è un mercato che utilizza canali unici (da WeChat a TikTok, da Red a Tmall). Ciò nonostante, la Cina resta il mercato con maggiore potenziale e la sfida che non possiamo perdere. Infatti, 300 milioni di cinesi della classe media si stanno approcciando al mercato internazionale, con la potenzialità economica e la voglia di acquistare prodotti di altissima qualità, di lusso, esclusivi, e sempre più personalizzati, così come l’esperienza di acquisto che cercano.

Tutto questo è sinonimo di Made in Italy, la nostra missione è cogliere questa opportunità. L’unico modo per farlo è facendo sistema, attraverso una piattaforma come MIRTA.

Se non si conoscono le modalità per accedere ad un mercato estero è facile cadere in trappole da parte di operatori locali?

Molto facile, e purtroppo spesso le conseguenze sono tragiche.
Molti degli artigiani che oggi sono nostri partner, hanno avuto esperienze difficili in passato perché si sono fidati di intermediari che spesso usavano canali “facili” per raggiungere risultati di breve periodo ma con conseguenze drammatiche sul brand.
Un caso emblematico è quello di un artigiano che con un buyer coreano ha iniziato a vendere il proprio prodotto attraverso le televendite. I risultati nel breve periodo sono stati formidabili grazie agli alti volumi, ma dopo pochissimo hanno visto il loro brand svalutarsi fortemente e sono usciti dal mercato coreano per anni. Perché in Corea le televendite sono sinonimo di prodotto di massa, quindi il brand era ormai rovinato. Oggi, con questo artigiano stiamo facendo un lungo lavoro per recuperare e ridare valore al marchio.
Uno dei vantaggi di lavorare con MIRTA è proprio questo: completa trasparenza sul processo di vendita, dalle promozioni ai prezzi, dagli sconti sempre concordati con gli artigiani ai clienti finali. Con MIRTA per la prima volta gli artigiani hanno completa visione su come i propri prodotti vengono presentati e venduti.

Quali sono i vostri piani futuri di sviluppo? Avete già in mente nuovi mercati da conquistare?

MIRTA è nata con il sogno di portare il migliore Made in Italy nel mondo e quindi mercato dopo mercato realizzeremo il nostro obiettivo. Il prossimo mercato in target, come già citato sopra, è la Cina. Stiamo sviluppando una strategia dedicata e costruendo partnership importanti e nei prossimi mesi finalizzeremo l’ingresso.

Ritiene che l’internazionalizzazione di cui oggi si parla tanto sia un’esigenza imprescindibile per tutte le imprese italiane?

Credo che l’internazionalizzazione sia un’opportunità incredibile. Credo anche che solo con il digitale questa opportunità possa essere colta appieno. Per questo, internazionalizzazione va di pari passo con digitalizzazione.
In questo sta l’importanza per l’artigiano di farsi conoscere sfruttando le nuove opportunità offerte dal web e dal digitale, comunicando ad un pubblico sempre più eterogeneo come avviene la creazione del proprio prodotto, la sua storia e quella della sua bottega. Per questo, noi diamo grandissimo spazio a queste storie e questi contenuti, attraverso pagine profilo dedicate con video e foto, così MIRTA vuole portare lontano la tradizione degli artigiani aiutandoli a conquistare nuovi mercati grazie al digitale.

Quale consiglio si sente di dare agli imprenditori che intendono affacciarsi ai mercati esteri?

Il nostro consiglio è quello di non fare l’errore di pensare di poter andare all’estero da soli. L’e-commerce è molto complesso perché se da un lato è semplice costruire un sito web o dei canali social, dall’altro è molto complesso promuoverli nel modo giusto e raggiungere i clienti interessanti.
Per questo la soluzione è fare sistema ed affidarsi a piattaforme come MIRTA che raggruppando diversi produttori consentono di fare scala in termini di marketing e operations ed essere competitivi sui mercati internazionali.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
  • Servizi Digital Export
  • FDA
  • Franchise Expo South 2020
  • What Buyers Want
  • Fare Business in Israele