Turchia, Sempre più HUB per il Settore Tessile

Turchia, Sempre più HUB per il Settore Tessile
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06 Luglio 2020
Categoria: Focus Paese
Paese:  Turchia

La Turchia sta ottenendo grandi vantaggi, rispetto ad altri Paesi attivi nel settore tessile e dell’abbigliamento, grazie alla sua posizione strategica, al basso costo della manodopera, alla velocità di produzione e al facile adattamento alle condizioni di mercato, diventando un importante hub di produzione e distribuzione.

Le esportazioni turche sono passate da materie prime a basso valore aggiunto a manufatti ad alto valore aggiunto e beni alla moda con straordinaria capacità di progettazione e soluzioni hi-tech. Le decisioni prese dal governo hanno influito su questo processo: le tasse aggiuntive imposte ai prodotti tessili importati dal mercato asiatico e gli incentivi fiscali per gli investimenti nazionali sembrano aver prodotto risultati positivi.

Come produttore di cotone di alta qualità, la Turchia esporta tutti i tipi di tessuti, indumenti, tessuti per la casa e produce una grande quantità di tessuti tecnici. L’industria tessile e dell’abbigliamento è la forza trainante dell’economia turca con una quota di esportazione del 35%, l’11% dell’occupazione, il 10% del PIL e il 25% degli investimenti industriali totali. In quanto settimo produttore mondiale di tessili, la Turchia è attualmente il secondo maggiore fornitore per i paesi dell’UE. I dati del 2019 mostrano che l’Italia e la Germania sono i primi e i più importanti mercati di esportazione della Turchia per tessuti e materie prime; l’Italia è la prima importatrice di filati e tessuti a maglia. Grazie allo sviluppo della industria tessile avanzata, la domanda di macchine tessili in Turchia è costantemente in aumento.

Top 3 buyer nel settore del macchinario tessile

Fino al 1980 in Turchia quasi tutte le macchine tessili venivano importate, fino a quando non iniziò una produzione locale di macchine a bassa tecnologia di piccole e medie dimensioni. Allo stato attuale, la linea di prodotti fabbricati in Turchia varia sostanzialmente da apparecchiature altamente automatizzate a modelli di base. I produttori locali sono in grado di competere con aziende straniere nella maggior parte delle categorie. Oltre a fornire il mercato interno, l’industria delle macchine tessili è preziosa per la Turchia grazie al suo promettente potenziale di esportazione. A causa dell’aumento della domanda di prodotti tessili e di abbigliamento turchi, in particolare di prodotti di alta gamma, le aziende tessili e di abbigliamento turche desiderano aumentare la propria produzione installando macchine più efficienti e sofisticate con alta tecnologia nelle proprie linee di produzione.

I produttori tessili turchi ricorrono all’importazione di macchinari e tecnologie per i loro investimenti quando la produzione interna non soddisfa i requisiti di domanda. Nel 2018 la Turchia ha esportato circa 670 milioni di euro di macchine tessili, ma ne ha anche importato circa 1,5 miliardi. Gli industriali tessili turchi preferiscono principalmente i marchi europei come partner per l’acquisto di macchinari e tecnologia e gli industriali tessili turchi sono tra i primi tre clienti più importanti al mondo.

La Turchia rappresenta circa l’8% delle importazioni mondiali totali di macchine tessili. Allo stesso tempo, è il secondo mercato più grande per l’industria italiana di macchine tessili, assorbendo circa l’8% delle esportazioni italiane per un valore di 184 milioni (Tab. 2). I macchinari italiani più richiesti in Turchia sono quelli di filatura, seguiti da quelli di maglieria, finitura e quelli di tessitura.

MACCHINE PER FILATURA - Secondo l’Associazione dei costruttori italiani di macchinari per l’industria tessile (ACIMIT), nel 2018 l’Italia è stata in questa categoria il quarto paese al mondo per esportazioni con un valore di 416 milioni di euro, dopo la Germania, il Giappone e la Cina. Per quanto riguarda le importazioni la Cina è stata la principale destinazione dei fornitori del comparto con 1272 milioni di euro. La Turchia è stata il secondo mercato al mondo per il comparto, con importazioni pari a 558 milioni di euro, in aumento del 49% rispetto al 2017. Fadis è il principale esportatore e partner di riferimento della Turchia da diversi anni in questa categoria. La Turchia è anche il secondo Paese acquirente per le macchine italiane di finitura per calze: SGF ha esportato circa l’80% dei suoi prodotti, principalmente in Serbia, Turchia e Polonia. Anche Marzoli - uno dei marchi più affermati nel settore delle macchine tessili italiane - è sempre stata un’azienda attiva nel mercato turco. Nonostante i recenti problemi macroeconomici e di valuta in Turchia, Marzoli ha deciso di aprire una nuova filiale in quel Paese.

MACCHINE PER MAGLIERIA – Nel 2018 l’Italia si è posizionata al terzo posto al mondo dopo la Cina e il Giappone per le esportazioni mondiali in questa categoria con un valore totale di 223 milioni di euro. La Turchia è stata la prima importatrice globale per 268 milioni di euro. Uno dei marchi italiani presenti in Turchia è Santoni, che è riuscito a diventare uno dei principali fornitori del mercato turco negli ultimi 20 anni con le sue macchine elettroniche per maglieria circolare senza cuciture.

MACCHINE PER LA TESSITURA – Nel 2018 l’Italia è stata il quarto Paese esportatore con un valore di 162 milioni di euro, dopo il Belgio, il Giappone e la Cina. Per quanto riguarda le importazioni, la Cina, l’India e la Turchia rappresentavano circa il 58% delle importazioni mondiali di macchine per la tessitura. I primi due detenevano complessivamente il 43% dell’import mondiale della categoria, seguiti dalla Turchia con un import di 268 milioni di euro. Ad esempio, per il marchio italiano Itema il mercato turco è tra i primi tre. Tenendo conto delle esigenze dei tessitori turchi, le macchine per tessere Itema hanno avuto successo in tutti i principali distretti tessili del Paese, da Bursa a Denizli, da Adana a Kahramanmarash.

MACCHINE PER IL FINISSAGGIO E LA NOBILITAZIONE - L’export mondiale di questa categoria nel 2018 vede nei primi posti la Cina, la Germania e l’Italia con quote di mercato intorno al 15% (circa mezzo miliardo ciascuno). La Turchia ha importato macchinari in questo comparto per circa 180 milioni di euro. Secondo ACIMIT la tipologia produttiva il cui import potrebbe avere l’incremento maggiore è quello delle macchine per stampa. MS Printing Solutions – uno dei principali produttori di macchine digitali per stampa su tessili – ha nel tempo consolidato la sua posizione di mercato in Turchia e ha recentemente aperto un proprio ufficio in loco. Anche la Efi Reggiani è presente anche sul mercato turco con la sua stampante Bolt.

L’industria del finissaggio tessile, il settore leader del tessile turco e secondo solo a quelli di Cina e India, conta oltre 600 fabbriche, know-how, capacità produttive e qualità dei tessuti a maglia realizzati in cotone e fibre di viscosa. La Turchia investe ogni anno tra i 200 e i 250 milioni di dollari in macchine per la finitura. L’azienda Bianco è tra i principali produttori italiani di macchinari per pulizia, purga e candeggio dei tessili e il mercato turco rappresenta il 10% del suo fatturato; anche Ferraro è da sempre uno dei principali fornitori di aziende turche.

Digitalizzazione e Sostenibilità sono il motivo del successo

Ci sono più di 300 aziende italiane che producono macchine tessili e relativi accessori. Le esportazioni rappresentano l’84% delle vendite totali, realizzate in circa 130 paesi di destinazione. Questo processo di internazionalizzazione, unitamente alla vocazione all’innovazione nel settore, ha permesso alle aziende italiane di consolidare la posizione di leadership in tutto il mondo. Queste aziende sono per lo più di piccole dimensioni, profondamente impegnate nelle attività di ricerca e sviluppo, in cerca di una stretta collaborazione con gli utenti finali per creare nuove opportunità, nuove macchine, nuovi sistemi e tecnologie. Per mantenere e continuare ad espandere la presenza del manifatturiero tessile italiano nel mondo, la digitalizzazione è essenziale per raggiungere standard di qualità sempre più elevati nei processi produttivi. I produttori italiani sono al momento all’avanguardia su alcuni aspetti come la manutenzione predittiva, l’uso di robot collaborativi e la stampa 3D. Concentrarsi sulla sostenibilità ambientale dei processi e dei prodotti e una maggiore digitalizzazione all’interno delle imprese manifatturiere sono essenziali per consentire alle aziende tessili di rimanere competitive a livello globale. La digitalizzazione è diventata uno strumento indispensabile nell’industria tessile, e questo è stato confermato anche durante ITMA, la principale fiera di questo settore tenutasi a Barcellona nel giugno 2019.

Un’importante fiera che consente a molti produttori di accedere al mercato turco è la ITM International Textile Machinery Exhibition, che si tiene ogni due anni a Istanbul in collaborazione con l’Associazione dell’industria tessile e accessori turca (TEMSAD). Era stata programmata tra il 2 e il 6 giugno di quest’anno ma, a causa delle restrizioni causate dall’epidemia di Covid-19, è stata riprogrammata per il 22-26 giugno 2021.

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Fonte: a cura di Exportiamo, di Narmin Rahimova, redazione@exportiamo.it

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