Deliveristo: dal Produttore alla Tavola in un Clic

Deliveristo: dal Produttore alla Tavola in un Clic
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26 Ottobre 2020
Categoria: Un'Italia da Export

Con Ivan Aimo, Founder & Chief Executive Officer di Deliveristo, abbiamo parlato dell’innovativo servizio di consegna che connette direttamente produttori e ristoratori, eliminando tutti gli intermediari, con la sicurezza della massima freschezza possibile.

Benvenuto Ivan! Per chi non conoscesse la realtà di Deliveristo, raccontaci di cosa si occupa e che ruolo rivesti.

Deliveristo è una piattaforma digitale B2B dedicata all’Ho.Re.Ca. (Hotellerie - Restaurant - Cafè) dove chef e ristoratori possono acquistare con semplicità le migliori eccellenze italiane dai fornitori. Abbiamo cercato di costruire un mercato con un modello che potesse potenzialmente ospitare tutti i produttori e fornitori esistenti, garantendo un unico punto di fatturazione, gestione del pagamento e gestione della logistica, grazie ad una integrazione tramite operatori specializzati che lavorano in drop shipping (dalla porta del produttore direttamente a quella del ristoratore). Sono uno dei fondatori e CEO della società.

Com’è nata l’idea di Deliveristo?

L’idea è nata da una lacuna evidente di uno spazio di mercato enorme dove la digitalizzazione non era ancora arrivata. I ristoratori ad oggi acquistano in maniera frammentata (via mail, telefono, whatsapp,…) dai propri fornitori, con decine di punti di interlocuzione e di fatturazione diversi. Dall’altro lato, i produttori e fornitori hanno grandi difficoltà a farsi conoscere e a stare dietro agli ordini. L’Italia in particolare è ricchissima di produttori di eccellenza, ma che hanno bisogno di maggiore supporto nella fase di gestione ed acquisto, attraverso una tecnologia maggiormente adeguata.

Da quali profili è composto il vostro team?

Molto variegati, spazia dalla conoscenza del prodotto (la maggior parte del team arriva da una Laurea in Scienze Gastronomiche a Pollenzo - fondata da Carlo Petrini di Slow Food), a tecnologica (abbiamo diversi sviluppatori e risorse con background di UX/UI), a finanziaria (io e il mio socio Luca arriviamo da un fondo di Venture Capital). Abbiamo cercato sin dal primo giorno di creare un bacino di competenze che fosse il più ampio e variegato possibile, crediamo molto che il successo di una startup passi innanzitutto dalle persone.

Qual è il vostro business model? Avete competitor in Italia? E all’estero? In cosa vi differenziate?

Per il ristoratore il servizio è totalmente gratuito e lo sarà sempre. Tratteniamo una piccola commissione al fornitore, in cambio del servizio offerto. I competitors significativi sono soprattutto all’estero (USA, UK, Cina, India, Germania), per fortuna il sud Europa è ancora un mercato piuttosto vergine. Ci sono alcuni competitors digitali anche qui ma che in realtà hanno un modello diverso, non basato su una logica di mercato dove integrano come facciamo noi i fornitori già esistenti, ma bensì sono loro stessi dei distributori (in versione 2.0, facendo leva sulla tecnologia).

Chi è il vostro cliente tipo? Come lo intercettate?

Il cliente tipo è un ristoratore attento, che guarda al futuro. È un ristoratore che capisce che la tecnologia gli può facilitare molto la vita quotidiana, permettendogli di risparmiare tempo e costi. Lo intercettiamo sia tramite campagne online che “sul campo”, andandolo a trovare direttamente al suo ristorante.

Quanto tempo ci avete messo ad entrare sul mercato? Quale strategia avete adottato?

Siamo partiti un paio d’anni fa. Inizialmente abbiamo creato la piattaforma, sviluppata internamente, ed impostato una prima offerta di fornitori. Abbiamo puntato molto sulla qualità e per iniziare ci è stato di grande aiuto il passaparola tra clienti soddisfatti. Per fortuna, è un servizio che piace ad entrambe le parti e questo aiuta a crescere bene. Come strategia di ingresso, abbiamo deciso inizialmente di validare il modello su Milano ed ora lo stiamo allargando alle altre città italiane.

Come siete riusciti a finanziare la vostra startup fino ad ora e come pensate di finanziare i vostri progetti di crescita?

Fino ad ora principalmente grazie Business Angels, per un totale di 2,5M€. Abbiamo anche qui cercato di diversificare, così da permettere di arricchire la società: oltre alla componente finanziaria che è sicuramente fondamentale, ne abbiamo cercato anche una più legata al business e relazionale, che ci ha aiutato molto. Inizia ora la fase più strutturata di crescita, dove gli interlocutori saranno i fondi di Venture Capital.

Ad oggi quali sono i vostri numeri?

Siamo molto contenti di come il mercato ha risposto in questi primi mesi di attività. La piattaforma sta continuando a popolarsi da entrambe le parti e vede ora più di 300 produttori coinvolti (con le rispettive 15.000 referenze a catalogo) e più di 300 ristoratori che hanno già utilizzato il servizio. Dall’inizio ad oggi, i volumi sono cresciuti con una media del +30% mese su mese.

E quali gli obiettivi per il futuro?

Dopo aver validato il modello su Milano, l’obiettivo di breve termine è sicuramente quello di scalare sulle altre città italiane e poi puntare all’Europa.

Che consiglio daresti a chi sta per avviare una startup?

Studiare moltissimo innanzitutto. Fare startup è una delle sfide più grandi che esistano e non si può partire senza preparazione. In secondo luogo, di scegliersi i giusti compagni di viaggio, che abbiano competenze complementari e siano accompagnati dalla stessa fame e determinazione.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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