Un Nuovo Presidente per il Cile

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23 Dicembre 2021
Categoria: Focus Paese
Paese:  Cile

Con il numero di voti in assoluto più alto della storia del paese, Gabriel Boric è il nuovo presidente del Cile. Giustizia, democrazia, lotta alla disuguaglianza sociale e al cambiamento climatico saranno i pilastri del nuovo esecutivo.

Domenica 19 dicembre, in Cile, si è svolto il ballottaggio per le elezioni presidenziali e i 15 milioni di cileni chiamati alle urne hanno scelto l’estrema sinistra, ponendo fine al governo di destra che ha guidato il Paese negli ultimi anni.

Gabriel Boric, 35 anni, ex-leader studentesco alla guida di una coalizione di sinistra che riunisce il Frente Amplio e il Partito comunista, sarà il nuovo presidente cileno, il più giovane della storia del paese.

Il ballottaggio ha ribaltato completamente i risultati del primo turno, quando il candidato di estrema destra, José Antonio Kast, era stato il più votato, con il 27,91% dei voti. Al secondo turno, Boric è riuscito a vincere con il 55,8% dei voti, la maggioranza più alta nella storia delle elezioni cilene.

Il nuovo presidente succederà a Sebastian Piñera, di destra, il cui mandato era già incline a finire nel 2019 ma è stato poi “salvato” dalla pandemia, che ha spostato l’attenzione su altre questioni.

È stato un secondo turno diverso da qualsiasi altro degli ultimi anni, dopo la ri-democratizzazione del Cile negli anni 90, che hanno visto un’ alternanza tra le forze politiche tradizionali, di centro-sinistra e centro-destra.
Questa volta, l’estremismo politico è stato protagonista.

Da un lato, Kast, di origine tedesche e figlio di un nazista, ha difeso più volte la dittatura di Pinochet, durante la sua campagna. Allo stesso tempo, non sono mancate le critiche al suo avversario, soprattutto per il suo legame con il Partito Comunista.

Dall’altro, Boric si è presentato come l’erede del movimento che nel 2019 portò migliaia di giovani a scendere in piazza contro le politiche ultraliberiste di Piñera e l’enorme disuguaglianza sociale. Giorni di proteste e violenti scontri, spinsero il Paese a redigere una nuova Costituzione. Nella sua campagna, il giovane leader ha più volte ribadito che non lascerà spazio all’autoritarismo e al conservatorismo.

Kast ha chiaramente mostrato la sua posizione contraria all’aborto e ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Boric si è detto favorevole a entrambi, così come alla legalizzazione della marijuana.

Da un punto di vista economico, se Kast si è mostrato favorevole a un taglio delle tasse e alle privatizzazioni, Boric ha sempre sostenuto una riforma tributaria e delle pensioni e un aumento delle tasse per le aziende private.

Probabilmente, proprio la posizione di estrema destra di Kast ha allontanato i partiti di centro e centro-destra, lasciando più spazio a Boric, che ha saputo conquistare non solo le classi meno agiate e i giovani, ma anche la classe media e gli intellettuali.

Le prime mosse del nuovo presidente

Boric, che ha cominciato il suo discorso della vittoria nella lingua indigena Mapuche, si è presentato come “il presidente di tutti i cileni”. Ha affermato che prenderà le distanze dalle politiche economiche dell’ultimo esecutivo e lavorerà per porre fine alla disuguaglianza sociale che affligge il paese.

L’obiettivo sarà ridistribuire meglio la ricchezza generata dal cosiddetto “milagre chileno”, il miracolo cileno, tanto elogiato a livello internazionale.

Allo stesso tempo, il nuovo presidente si impegnerà per una riforma delle pensioni, al fine di offrire maggiori tutele alle classi sociali più svantaggiate, e una nomina di un Ministro dell’Economia che possa rassicurare i mercati e gli operatori internazionali, garantendo la stabilità macrofinanziaria del paese.

Il giovane leader ha ribadito anche l’importanza di combattere il cambiamento climatico, annunciando l’aumento delle tasse per le aziende private che lavorano e esportano rame e il blocco di una controversa miniera. È proprio il rame una delle principali commodities esportate dal paese sudamericano.

Il mandato di Boric comincerà ufficialmente a marzo e giustizia, democrazia, lotta alla disuguaglianza saranno senza dubbio i pilastri della nuova presidenza.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Mariavittoria Petrosino, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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