Blife, dalla Terra alle Tavole di tutta l’Europa

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07 Gennaio 2022
Categoria: Un'Italia da Export

Con Manuela e Valentina Benedetti abbiamo parlato di Blife, l’innovativo format dedicato al biologico partito da un licenziamento collettivo e approdato alla creazione di un ambiente lavorativo nuovo, giovane e dinamico.

Benvenute Manuela e Valentina. Per chi non vi conoscesse, raccontateci un po’ chi siete e cosa fa Blife.

Siamo Manuela e Valentina Benedetti, due sorelle di 38 e 35 anni. Siamo laureate rispettivamente in traduzione e interpretazione e architettura. Per varie circostanze lavoriamo da molti anni nell’ambito del settore biologico agroalimentare. Abbiamo fondato Blife srl nel 2016 e oggi distribuiamo prodotti biologici alimentari su vari canali: BtoC e BtoB, con una buona quota verso il mercato estero europeo. Per il settore privato abbiamo dato vita ad un e-commerce attraverso il quale è possibile acquistare una vasta gamma di prodotti freschi, secchi, sfusi e confezionati e riceverli direttamente a casa con trasporto refrigerato. Da due anni siamo anche confezionatori di prodotti secchi per conto terzi. Pertanto Blife si delinea sul mercato come un’azienda certificata biologica in grado di evadere richieste di ogni genere per forniture biologiche di qualsiasi entità.

Com’è nata l’idea di Blife?

Blife nasce nel 2016 a seguito di un licenziamento collettivo da parte dell’azienda in cui lavoravamo. Per non disperdere il know how acquisito decidiamo di riassumere i colleghi licenziati dando vita ad un progetto tutto nostro che superasse le criticità riscontrate nell’esperienza precedente.

Da quali profili è composto il vostro team?

Il team è composto da persone giovani, in media 35 anni, tutti con una serie di caratteristiche in comune: determinazione, carisma, entusiasmo e voglia di emergere.

Qual è il vostro business model? Avete competitor in Italia? E all’estero? In cosa vi differenziate?

Il nostro business model viene da un mix di esempi del Nord Europa: infatti, né in Italia né all’estero esiste una realtà al 100% uguale alla nostra. Abbiamo tratti in comune con altre aziende ma in genere chi serve il BtoB non va diretto nelle case dei consumatori. Abbiamo deciso di dare vita a qualcosa di nuovo, che ci offrisse diversi canali di sbocco e di sviluppo.

Chi è il vostro cliente tipo? Come lo intercettate?

I nostri clienti tipo sono diversi, in generale si tratta di un target medio alto con una forte attenzione al settore alimentare biologico che spazia dal cliente privato al grossista specializzato. I contatti arrivano soprattutto online grazie ad un continuo lavoro di SEO e sviluppo digitale sui siti web dell’azienda e ovviamente con il passa parola, una volta fornito il servizio ad un nuovo cliente.

Quanto tempo ci avete messo ad entrare sul mercato? Quale strategia avete adottato?

Fortunatamente eravamo già nel mercato del bio, quindi la strategia si è basata piuttosto su un’ottimizzazione del nostro servizio.

Come siete riuscite a finanziare la vostra startup fino ad ora e come pensate di finanziare i vostri progetti di crescita?

Inizialmente abbiamo investito capitali propri, e ottenuto successivamente finanziamenti a fondo perduto partecipando a due bandi indetti dalla Regione Lazio.

Ad oggi quali sono i vostri numeri?

Oggi Blife ha un buon fatturato ed è cresciuta moltissimo negli ultimi due anni, quasi raddoppiando i numeri.

E quali gli obiettivi per il futuro?

Puntiamo molto sullo sviluppo tramite il canale e-commerce con un bellissimo progetto in cantiere e ovviamente consolideremo tutti i settori già avviati.

Che consiglio dareste a chi sta per avviare una startup?

Consigliamo di avere un progetto chiaro e lineare in testa, di redigere un buon business plan, di valutare ipotesi di finanza agevolata e poi di armarsi di tanta pazienza, spirito di sacrificio, determinazione e voglia di farcela nonostante tutto.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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