Opportunità in Kirghizistan per i Macchinari Made in Italy

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14 Aprile 2022
Categoria: Focus Paese
Paese:  Kirghizistan

Il 12 aprile si è svolta la Country Presentation della Repubblica del Kirghizistan, organizzata dall’ICE in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Nur-Sultan e l’Ufficio ICE di Almaty. Abbiamo partecipato a questo evento, e vi presentiamo un riassunto delle principali opportunità offerte dal Paese, specialmente nei tre settori economici chiave: industria leggera, agroindustria ed energia.

Introduzione del Paese

Il Kirghizistan è un paese centroasiatico, fondatore della CSI (Comunità Stati Indipendenti) e primo paese centroasiatico ad aderire al WTO (1998). È membro dell’Unione Economica Eurasiatica (EAEU), che consente l’accesso dei produttori locali a un mercato di 180 milioni di abitanti nei paesi dell’Unione senza dazi doganali. L’adesione del Kirghizistan alla iniziativa cinese Belt & Road (BRI) è anche di grande importanza per la crescita delle industrie locali e per garantire gli investimenti esteri. Va aggiunto che nel gennaio 2016 il Paese ha ottenuto lo status GSP+ (sistema di preferenze generalizzate) che esenta dalle tariffe doganali 6.200 articoli per l’esportazione nell’Unione Europea.

Il Paese è ricco di risorse naturali ed ha una popolazione di 6,6 milioni di persone. Possiede ingenti risorse minerarie (oro e carbone) e idriche, oltre ad avere una posizione strategica che lo pone al centro della regione asiatica e dei progetti di collegamento terrestre tra Cina e Europa lungo la nuova “via della seta”. La sua economia è basata principalmente sull’agricoltura e sull’estrazione di minerali, con un forte potenziale di sviluppo dell’energia idroelettrica, destinata anche all’esportazione verso gli stati confinanti. Il Governo kirghiso ha aperto l’economia agli investimenti esteri nell’industria leggera, nell’agroindustria e nel settore energetico al fine di integrare le risorse offerte dal paese all’economia mondiale. La legge riconosce agli investitori esteri lo stesso status legale di quelli nazionali e prevede pertanto la possibilità di acquistare azioni di imprese kirghise, partecipare a programmi di privatizzazione, rimpatriare i capitali ed esportare i profitti.

Relazioni Italo-kirghise

Le relazioni bilaterali tra Italia e Kirghizistan hanno conosciuto negli ultimi anni momenti importanti. Innanzitutto, l’Italia è stato il primo Paese con l’iniziativa “1+5” a lanciare uno strumento di coordinamento rafforzato e di dialogo strategico con i paesi dell’Asia Centrale, tra cui proprio il Kirghizistan. Un altro segnale molto tangibile di rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi, è stata l’inaugurazione della sede diplomatica del Kirghizistan in Italia nell’agosto del 2020. L’ambasciatore del Kirghizistan a Roma, Taalai Bazarbaev, ha sottolineato l’intensificazione degli sviluppi della cooperazione commerciale bilaterale, tra cui la visita a Bishkek di un gruppo di imprenditori italiani nel novembre 2021 impegnati in incontri B2B con i partner kirghisi.

Il sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri Manlio Di Stefano ha sottolineato, durante la Country Presentation, che l’interscambio tra i Paesi è sicuramente sotto il potenziale: nel 2017 si è raggiunto il volume massimo di circa 36 milioni di euro, nel 2021 l’interscambio è stato pari a 25 milioni. Il viceministro degli Affari Esteri della Repubblica del Kirghizistan Aibek Artykbaev ha sostenuto che il problema principale del basso livello degli scambi reciproci sia la mancanza di informazioni complete sulle opportunità di interscambio con il Kirghizistan e l’assenza in passato di una missione diplomatica permanente. Il direttore generale dell’ICE Roberto Luongo ha affermato che l’obiettivo non è solo di far conoscere le opportunità del Paese in sé, ma anche di come il Kirghizistan può consentire la creazione di una piattaforma commerciale centroasiatica, che può essere utilizzata per tutti i Paesi “stan”, ma anche in prospettiva per la Cina e l’Iran.

Durante il webinar sono state discusse le potenzialità per investimenti diretti in Kirghizistan ed è emerso l’interesse del mercato kirghiso nei confronti della tecnologia italiana, specialmente nei settori dell’industria leggera, dell’agroindustria e dell’energia.

Industria leggera – tessili

Le industrie tessili e dell’abbigliamento sono settori prioritari ad alto potenziale, dove il 90 per cento dei prodotti viene esportato. Il Paese sta cercando di portare l’industria a un nuovo livello tecnologico che consenta uno sviluppo sostenibile e una competitività maggiore sui mercati internazionali. L’industria leggera però rappresenta circa il 3 per cento della produzione industriale del Kirghizistan, mentre l’industria dell’abbigliamento copre una quota di circa l’80%. Tenuto conto dell’importanza dell’industria tessile e dell’abbigliamento in Italia, è molto importante per il Kirghizistan attirare le aziende tessili e italiane per localizzare la loro produzione nel Paese. La localizzazione produttiva è indicata sia per i produttori di abbigliamento italiano interessati ai mercati russi e asiatici, essendo già dentro l’Unione doganale, sia per gli importatori di prodotti da riportare sui mercati italiani ed europei. Le controparti kirghise hanno proposto la collaborazione in questo settore, anche attraverso joint ventures, con la possibilità di produrre prodotti di marca. Sono stati inoltre presentati tre grandi progetti di investimento: Technopolis, il Parco industriale Kirghiz Textile Ltd e Silk Way Industrial Park.

Dal Ministero degli affari esteri kirghiso è stato espresso l’interesse concreto a stabilire collegamenti orizzontali tra le associazioni imprenditoriali del settore e organizzare entro la fine di maggio una missione sul campo in Italia di rappresentanti dell’industria tessile kirghisa per incontrare potenziali partner italiani. Grande interesse degli operatori del settore è stato rivolto anche ai macchinari italiani, apprezzati per la tecnologia innovativa e per le soluzioni su misura nei campi della tintura, finitura, stampa della filatura e tessitura.

Agroindustria

L’agricoltura rimane una parte vitale dell’economia del Kirghizistan e contribuisce per circa il 15 per cento del PIL. La produzione di grano nelle basse valli e il pascolo di bestiame in montagna occupano la quota maggiore della forza lavoro agricola. Altri prodotti importanti sono i latticini, il fieno, i mangimi e le verdure. Le priorità dell’agricoltura sono la sicurezza alimentare e un meccanismo di sviluppo di cluster. Il Kirghizistan si è concentrato sui mercati dei paesi dell’ex Unione Sovietica, principalmente Russia e Kazakistan, ma visti i cambiamenti geopolitici, ritengono necessario cercare altri potenziali mercati.

Artykbayev ha offerto di concentrare gli sforzi sulla creazione di joint ventures italo-kirghise o imprese con capitale italiano al 100 per cento nel settore agricolo, portando know-how, innovazioni ed esperienza italiane in Kirghizistan e utilizzando le normative fiscali di vantaggio, anche grazie alla presenza di giovani istruiti come forza lavoro e il più basso costo elettrico della regione. Durante l’evento hanno sottolineato che tutti i soggetti dell’agricoltura sono esenti da ogni tipo di tassa, tranne i trasformatori di prodotti agricoli e l’industria alimentare che non sono esenti dall’IVA.

L’Italia ha un potenziale significativo per le esportazioni di macchine agricole. In Kirghizistan circa il 90 per cento dei macchinari in uso ha un’età media di oltre 20 anni, quindi esiste la concreta necessità di una sostituzione con strumenti che si avvalgano delle nuove tecnologie per aumentare la produttività agricola e al contempo ridurre i costi di produzione in termini di uso di sementi, fertilizzanti e prodotti chimici, con un occhio alla salvaguardia dell’ambiente.

Artykbayev ha inoltre proposto di valutare la possibilità di acquistare macchine industriali e agricole “Made in Italy” in leasing. Muraliev, del Ministero degli Affari Esteri, ha dichiarato che il Kirghizistan si sta ora aprendo alle regioni vicine, in particolare i paesi della regione araba, dove c’è un grande bisogno di carne. Le imprese del Kirghizistan hanno recentemente acquistato attrezzature e macchinari italiani per la lavorazione della carne.

Nel suo intervento Fabio Ricci di FederUnaComa (la federazione italiana dei costruttori di macchine per agricoltura) ha condiviso l’esperienza di esportazione in Kirghizistan. Nel 2021 l’ammontare di esportazioni è stato di entità molto ridotta, circa 700.000 euro, in particolare macchine per semina, trapianto, irrigazione e raccolta. Egli ha dichiarato: “Il mercato delle macchine agricole importate in Kirghizistan è stato abbastanza limitato nel 2021, pari in valore a 14, 7 millioni di euro. L’Italia copre la quinta posizione come paese fornitore di macchine agricole dopo Cina, Russia, Turchia e Germania. Parliamo di un mercato ristretto, ma che rappresenta certamente un’opportunità e deve incoraggiarci a trovare soluzioni e attività per incrementare la presenza italiana nel paese”. Ricci ha inoltre confermato l’interesse nell’ospitare i delegati kirghisi al fine di incontrare i produttori agricoli italiani, visitando l’esposizione internazionale di macchine di agricoltura e giardinaggio EIMA international 2022, che si terrà a Bologna a novembre.

Energia

Più del 90 per cento dell’elettricità prodotta in Kirghizistan è idroelettrica e il paese potrebbe produrre molta più energia da esportare verso i paesi della regione. Il Kirghizistan dispone di abbondanti risorse idroelettriche e finora è stato sviluppato solo meno del dieci per cento del suo potenziale. Attualmente la base di produzione del sistema energetico comprende 9 grandi centrali idroelettriche. Per garantire un approvvigionamento affidabile e sicuro del settore elettrico, il Kirghizistan ha bisogno di rafforzare la cooperazione internazionale al fine di sviluppare i settori dell’energia verde e dell’efficienza energetica.

Gli investitori italiani sono stati invitati a considerare progetti per la realizzazione di grandi e piccole centrali idroelettriche nel paese, oltre a investire nel campo delle energie rinnovabili per condividere il loro know-how. Tra i potenziali progetti di investimento ci sono anche diverse aree di cooperazione nei lavori preparatori, ad esempio nei servizi di ingegneria professionale.

Spetta ora alle imprese nostrane valutare le opportunità offerta da un Paese sicuramente poco conosciuto ma particolarmente attrattivo ed accessibile soprattutto per le PMI a maggiore specializzazione nei settori sopra evidenziati.

Se desideri ulteriori informazioni o vuoi ricevere una consulenza per avviare un progetto di internazionalizzazione in Kirghizistan compila questo form oppure chiamaci allo 06 5919749.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Narmin Rahimova, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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