L’Arabia Saudita è nel pieno della sua trasformazione con il programma Vision 2030, un piano di riforme e investimenti da circa mille miliardi di dollari pensato per diversificare l’economia oltre il petrolio, con circa il 30% delle risorse destinate alle infrastrutture tecnologiche. In questo contesto si inserisce il Business Forum Italia–Arabia Saudita 2025 e la missione imprenditoriale organizzata da Farnesina e ICE-Agenzia a Riad, che vede coinvolte oltre 900 aziende (circa 500 italiane e oltre 450 saudite) e una fitta agenda di panel e incontri B2B.
Per le imprese italiane – grandi gruppi ma anche PMI – è una finestra concreta per entrare o rafforzarsi in uno dei mercati più dinamici al mondo. Vediamo perché.
Un asse in crescita: numeri e tendenze dell’interscambio
Negli ultimi anni l’asse economico Italia–Arabia Saudita si è rafforzato in modo significativo:
- Interscambio commerciale 2024: 10,3 miliardi di euro, con un saldo positivo per l’Italia di 2,1 miliardi.
- Negli ultimi cinque anni l’interscambio è cresciuto del 67%, mentre le esportazioni italiane aumentano di quasi il 20% l’anno dal 2022, con un +27,9% nel 2024.
- L’Italia è oggi il settimo partner commerciale del Regno e l’export verso Riad ha superato i 6,2 miliardi di euro nei primi sette mesi del 2025.
Le voci principali delle esportazioni italiane verso l’Arabia Saudita sono:
- Macchinari: circa il 30% del totale export;
- Farmaceutica: 11% circa, con vendite per 433,2 milioni di euro (+104%);
- Arredo e design, semilavorati industriali, mezzi di trasporto e moda/lusso, con la moda che ha superato i 270 milioni di euro (+18%).
Questi numeri dicono una cosa molto semplice: il mercato saudita assorbe bene l’offerta italiana e sta ancora crescendo.
La missione ICE–Farnesina a Riad: una “piattaforma” di contatti
Il Forum Imprenditoriale Italia–Arabia Saudita a Riad, organizzato da MAECI e ICE con il supporto dell’Ambasciata italiana, è una vera e propria missione di sistema:
- oltre 900 aziende partecipanti, di cui circa 500 italiane;
- 5 panel settoriali:
- Infrastrutture, automotive, trasporti sostenibili, edilizia e arredo
- Farmaceutico-medicale, salute e scienze della vita
- Alta tecnologia (digitale, AI, data center, semiconduttori)
- Agritech e agroindustria
- Industria della cultura e dello sport
- oltre 300 incontri B2B programmati tra imprese italiane e saudite;
- presenza coordinata di ICE, Confindustria, SACE e SIMEST, con l’annuncio di una nuova antenna SIMEST a Riad per assistere sul posto gli investitori italiani.
La missione segue l’accordo di partenariato strategico firmato a gennaio 2025 tra il Presidente del Consiglio italiano e il Principe ereditario saudita, che prevede fino a 10 miliardi di euro di investimenti congiunti, anche in difesa e sicurezza.
Per un’impresa, partecipare o collegarsi a questa iniziativa significa entrare in un ecosistema già strutturato, dove:
- i contatti con controparti locali sono pre-filtrati e qualificati;
- la parte istituzionale (visti, protocolli, agenda) è gestita da Farnesina e ICE;
- sono già presenti grandi gruppi italiani – Leonardo, Fincantieri, Webuild, Ferrovie dello Stato, Snam, Saipem, Maire Tecnimont, Ferrero, ecc. – che possono fare da traino lungo le filiere.
I grandi driver sauditi: Vision 2030, Expo 2030 e Mondiali 2034
L’Arabia Saudita sta finalizzando gli obiettivi di Vision 2030, il piano che punta a trasformare il Paese in una economia basata su servizi, industria non-petrolifera, conoscenza e innovazione:
- investimenti complessivi stimati attorno a 1.000 miliardi di dollari, con forte focus su infrastrutture, digitale, turismo, cultura, sport, energie rinnovabili;
- crescita degli IDE (+24% nel 2024) fino a 31,7 miliardi di dollari, trainati in particolare dal manifatturiero e dall’auto elettrica;
- sviluppo di mega e giga project (NEOM, Red Sea, Diriyah, Qiddiya, ecc.), con cantieri che richiedono ingegneria, costruzioni, logistica, servizi avanzati.
A questo si aggiunge l’orizzonte di due grandi eventi globali:
- Expo Riyadh 2030
- Mondiali di calcio 2034
che spingono ulteriormente investimenti in infrastrutture per la mobilità, stadi, hotel, centri congressi, poli culturali e di intrattenimento.
Dove sono le opportunità per le imprese italiane
1. Infrastrutture, costruzioni e mobilità sostenibile
L’Italia è già molto visibile:
- Webuild è presente nel Regno dal 1966, con oltre 90 progetti realizzati, dalla metro driverless di Riad alle grandi opere idriche.
- Il gruppo si è aggiudicato il terzo lotto del nuovo polo culturale e commerciale di Diriyah, sito UNESCO, ed è protagonista nei grandi progetti infrastrutturali.
- L’impianto di dissalazione di Shoaibah, sulla costa occidentale, fornisce acqua potabile a città come Jeddah e La Mecca: è un esempio del know-how italiano nella gestione idrica.
In questo settore si aprono spazi per:
- ingegneria e project management;
- materiali da costruzione e chimica per l’edilizia (come dimostra la presenza di Mapei, con due stabilimenti dal 2021);
- soluzioni per mobilità urbana, ferrovie, metropolitane, smart roads;
- tecnologie per impianti di trattamento acque e desalinizzazione.
2. ICT, data center e semiconduttori
Circa il 30% dei fondi di Vision 2030 è destinato alle infrastrutture tecnologiche, e l’articolo di LaCNews24 segnala che ICT e servizi digitali sono tra i comparti più dinamici, con forte domanda di:
- soluzioni per data center;
- tecnologie per semiconduttori;
- piattaforme AI, cyber security, telecomunicazioni avanzate.
Per le imprese italiane attive nel digitale – software, cloud, cybersecurity, automazione industriale, elettronica – il mercato saudita offre:
- programmi di co-sviluppo con partner locali;
- incentivi fiscali e regolatori per investimenti high-tech;
- possibilità di partecipare alla creazione di smart cities e distretti tecnologici, fortemente promossi dal governo saudita.
3. Energia, rinnovabili e idrogeno
Vision 2030 punta a ridurre la dipendenza dal petrolio attraverso:
- rinnovabili (solare, eolico);
- efficienza energetica;
- sviluppo di filiere legate a idrogeno e carburanti alternativi.
Qui l’expertise italiana è competitiva in:
- tecnologie per la produzione e gestione dell’energia;
- infrastrutture per reti elettriche “intelligenti”;
- impiantistica, ingegneria, componentistica e servizi EPC (Engineering, Procurement, Construction).
4. Farmaceutico, salute e scienze della vita
L’export farmaceutico italiano verso l’Arabia Saudita è più che raddoppiato (+104%) fino a oltre 430 milioni di euro, e il Forum dedica un intero panel al settore.
Vision 2030 prevede ingenti investimenti in:
- ospedali e infrastrutture sanitarie;
- digital health, telemedicina e sanità connessa;
- produzione locale di farmaci e dispositivi medici.
Per i player italiani significa opportunità in:
- partnership industriali per produzioni in loco;
- tecnologie medicali, diagnostica, biotecnologie;
- servizi di formazione, gestione e consulenza ospedaliera.
5. Agritech, agroindustria e sicurezza alimentare
In un Paese con condizioni climatiche estreme, l’agricoltura ha bisogno di:
- irrigazione intelligente, risparmio idrico;
- serre ad alta tecnologia;
- macchinari agricoli specializzati;
- trasformazione agroalimentare e logistica del freddo.
Qui l’Italia ha un posizionamento naturale: meccanica agricola, impianti di trasformazione, tecnologie per il trattamento delle acque, know-how sulla qualità alimentare.
6. Cultura, sport, arredo e design
Non c’è solo hi-tech:
- l’Arabia Saudita investe molto in cultura, turismo e sport (basti pensare alla candidatura e assegnazione di grandi eventi e allo sviluppo di nuovi distretti turistici e di intrattenimento);
- il Forum prevede un panel dedicato a Industria della cultura e dello sport;
- l’export italiano di mobili verso il Regno è cresciuto del 15% nel 2024, tanto che l’Arabia Saudita è oggi il secondo mercato della regione per l’arredo italiano, con il Made in Italy che detiene circa il 36% del segmento alto di gamma.
In questo contesto si inserisce anche l’evento “Red in Progress. Salone del Mobile. Milano meets Riyadh” e la programmata tappa estera del Salone del Mobile 2026 proprio a Riad, che rafforza il legame tra design italiano e progetti immobiliari e hospitality sauditi.
Vantaggi competitivi per le imprese italiane
Riassumendo, perché un’azienda italiana dovrebbe guardare oggi all’Arabia Saudita?
- Domanda in forte espansione in tutti i settori dove l’Italia è tradizionalmente forte (meccanica, costruzioni, energia, farmaceutica, arredo, agroalimentare, digitale).
- Supporto istituzionale strutturato: missioni di sistema, presenza di ICE, Ambasciata, SACE, SIMEST e rete associativa (Confindustria, CNA, ecc.) rendono l’entrata sul mercato meno rischiosa.
- Strategic partnership bilaterale: l’accordo intergovernativo da 10 miliardi e il ruolo di Paese prioritario nel Piano d’Azione per l’Export italiano danno un orizzonte politico chiaro alle relazioni economiche.
- Presenza di grandi “apripista” italiani che generano filiere di subfornitura e servizi, dove le PMI possono inserirsi con soluzioni specialistiche.
Come prepararsi: qualche spunto operativo
Per cogliere davvero queste opportunità, un’impresa italiana dovrebbe:
- Allineare la propria proposta a Vision 2030, traducendo il proprio prodotto/servizio in un contributo agli obiettivi sauditi (innovazione, sostenibilità, occupazione qualificata, trasferimento di know-how).
- Valutare partnership locali (joint venture, distributori, integratori di sistema) per facilitare l’accesso al mercato e rispettare i requisiti di local content.
- Sfruttare i servizi di ICE, Ambasciata, SACE e SIMEST per analisi di mercato, ricerca partner, coperture assicurativo-finanziarie e strumenti di co-investimento.
- Investire in relazioni di lungo periodo: il mercato saudita premia la continuità, l’impegno nel Paese e la capacità di adattarsi alla cultura locale.
In sintesi, l’Arabia Saudita oggi non è solo un grande cantiere, ma un laboratorio di trasformazione economica dove il Made in Italy può giocare da protagonista. La missione imprenditoriale guidata da ICE e Farnesina è il momento ideale per trasformare questa prospettiva in contatti, progetti e – auspicabilmente – contratti.
Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, a.gambino@exportiamo.it - Autore Alessio Gambino
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