Saint Patrick's Day tra sacro e profano

Saint Patrick's Day tra sacro e profano
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17 Marzo 2019
Categoria: Turismo & Cultura
Paese:  Irlanda

In occasione del Saint Patrick’s Day, festa in cui l’Irlanda celebra il suo patrono, i monumenti delle principali città di tutto il mondo si colorano di verde.

Si tratta dell’iniziativa Global Greening, lanciata da Turismo Irlandese nel 2009, che sta riscuotendo, anno dopo anno, sempre più successo, tant’è che è giunta alla decima edizione. Già nel 2018 sono stati oltre trecento i siti che hanno aderito in 45 Paesi, tra cui diversi siti Unesco. Tra i più famosi si annoverano la Basilica del Sacro Cuore di Parigi, la Grande Muraglia cinese, le Cascate del Niagara e la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro. In Italia ad oggi, hanno confermato la loro adesione il Colosseo di Roma, la Torre Pendente di Pisa, il Pozzo di San Patrizio, la Fortezza Albornoz e il Palazzo Municipale a Orvieto e per la prima volta il Palazzo ex Convento dell’Annunziata a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, ma potrebbero aggiungersene diversi altri.

Ma quanti realmente conoscono la storia della festa di San Patrizio e del suo celebre festeggiato?

La prima curiosità riguarda proprio le origini dell’evento. Sembrerà strano ma non è stata l’Irlanda ad aver dato i natali alla festa più importante del Paese: i primi festeggiamenti si sono registrati a Londra e New York! La più remota testimonianza di un St. Patrick’s Day celebrato fuori dall’Irlanda è fornita da Jonathan Swift. Nel diario dell’autore dublinese si legge che nel 1713 il Parlamento di Westminster era chiuso perché era il St. Patrick’s Day e che Londra era talmente piena di decorazioni da pensare che tutto il mondo fosse irlandese.

Successivamente, nel XIX secolo, durante la Grande Carestia che colpì l’Irlanda, milioni di irlandesi emigrarono in America per sopravvivere e la mancanza di casa si trasformò presto in nostalgia. Perciò il St Patrick’s Day sembrò l’occasione perfetta per unirsi e celebrare la propria nazionalità. Attualmente, oltre 40 milioni di americani, 14 milioni di britannici e 7 milioni di australiani vantano origini irlandesi, mentre gli abitanti dell’ “isola verde” sono poco più di 6 milioni. È quindi il caso di dire che le nuove generazioni di irlandesi d’America sono ormai parte integrante della società americana e festeggiare il St Patricks’ Day non serve solo a vantare le propri origini, ma anche a celebrare l’integrazione di successo nella società ospite.

Il Irlanda, invece, a differenza dei festeggiamenti americani, il St. Patrick’s Day è nato come festa religiosa e solo nel 1995 diventò una festa nazionale in Irlanda. Nel corso degli anni i festeggiamenti sono diventati sempre più lunghi e sfarzosi: nel 1996 ai festeggiamenti era dedicata una sola giornata, mentre, a partire dal 2000 sono diventati quattro e più i giorni di festa, a base di teatro, spettacoli di strada, fuochi d’artificio, concerti, cortei cernevaleschi e gare di vario genere, culminanti nella parata che ovunque si tiene il 17 marzo.

Il secondo aneddoto, riguarda invece la storia del protagonista di questa giornata, San Patrizio.

Innanzitutto, Saint Patrick non era nato in Irlanda, non si chiamava Patrick e, tecnicamente, non è nemmeno un santo, non essendo mai stato ufficialmente canonizzato!!! Si dice che nacque in Scozia o in Galles alla fine del quarto secolo, durante la dominazione romana, e che il suo nome di nascita fosse Maewyn Succat. All’età di 16 anni, venne rapito dai pirati e portato in Irlanda, dove passò l’adolescenza a pascolare pecore. Dopo essere fuggito e tornato in Inghilterra, Maewyn fece voto di vita monastica e adottò “Patrick” come nome cristiano (tuttora uno dei nomi più diffusi in Irlanda). Da adulto, tornò sull’isola come missionario e introdusse il cristianesimo tra le popolazioni celte. La leggenda narra che, con l’ausilio dello shamrock, il trifoglio, San Patrizio spiegò il dogma della Trinità alle popolazioni irlandesi durante i suoi anni da missionario. Per questo motivo il trifoglio è il re della festa, perché simboleggia l’operato del patrono irlandese.

Una volta chiarita la storia e il significato del Saint Patrick’s Day, non resta che festeggiare tenendo a mente di gridare Slaintè, “salute” in gaelico, prima di brindare e di indossare un piccolo shamrock e farlo “annegare” a fine giornata nell’ultimo bicchiere di birra o whisky, garantendosi così un anno di prosperità!

Lo sapevate che…

In genere ogni giorno nel mondo vengono consumati 5 milioni e mezzo di pinte di birra Guinness, la più famosa “stout” (birra scura) irlandese. Nel giorno di San Patrizio, tuttavia, il numero sale in media fino a 13 milioni di pinte.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Francesca Simonelli, redazione@exportiamo.it

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