Hanami: la magia della fioritura dei ciliegi in Giappone (e non solo)

Hanami: la magia della fioritura dei ciliegi in Giappone (e non solo)
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31 Marzo 2019
Categoria: Turismo & Cultura
Paese:  Giappone

La primavera è arrivata in Giappone e con lei l’incredibile esplosione della fioritura dei ciliegi, evento tanto atteso sia dai giapponesi che dai tanti turisti che si accingono a visitare il Paese del Sol Levante in questo periodo dell’anno.

I sakura (fiori di ciliegio) colorano di rosa città e villaggi e la loro tinta così dolce e delicata infonde gioia e serenità al punto che ogni anno in primavera c’è la tradizionale usanza di recarsi sotto a un albero in fiore, di stendere un telo rigorosamente di colore azzurro, di portare cibo e bevande, e di assistere con amici e parenti alla caduta dei sakura, che simboleggiano il ciclo della vita e ricordano che tutto è destinato a finire. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare però, tale usanza chiamata hanami (che letteralmente significa “godere della bellezza degli alberi in fiore”), non è affatto una tradizione malinconica, anzi, è un modo per i giapponesi di ritrovarsi e di festeggiare insieme ai propri cari.

In base ai dati Istat, nel 2018, il 40.6% dei giapponesi aveva intenzione di partecipare all’Hanami per i seguenti motivi: sentire la primavera (71.4%), passare bei momenti con famiglia ed amici (70.7%), piacere di vedere la fioritura dei ciliegi (57.1%), migliorare il proprio mood (38.2%), partecipare ad evento stagionale (34%).

Quella dell’hanami è una tradizione millenaria che risale al VII secolo d.C., ma la sua magia è arrivata intatta fino ai giorni nostri ed è un’usanza viva più che mai, al punto che è addirittura il servizio meteo giapponese ad allertare la popolazione prevedendo quando avverrà la fioritura.

Ecco l’ultimo bollettino del servizio meteorologico giapponese (data di pubblicazione 28 marzo 2019):

Va ricordato, però, che l’hanami ormai non è una prerogativa soltanto giapponese. È infatti diventata un’usanza anche in molti altri Paesi. D’altra parte il ciliegio è un albero estremamente versatile, e le persone si radunano in occasione della sua fioritura anche in Finlandia (Helsinki, Roihuvuori Cherry Tree Park), in Danimarca (Copenaghen, giardino botanico), in Spagna (Valle del Jerte in Estremadura) e in diversi Stati degli USA, soprattutto a Brooklyn (giardino botanico) e Washington D.C. (lago Tidal Basin), oltre a molte località del Sud-Est asiatico.

In Italia, al Lago dell’Eur di Roma ci sono mille alberi di ciliegio donati al nostro Paese dal Primo Ministro giapponese Nobusuke Kishi nel 1959. Anche l’Istituto Giapponese di Cultura a Roma, nella zona di Valle Giulia, con un giardino splendido ricco di ciliegi, realizzato dall’architetto giapponese Ken Nakajima, apre le sue porte tutto l’anno tranne luglio e agosto ed il periodo natalizio. Pure a Piacenza, Ferrara, Vignola, Modena, Fermo, Milano e Novara viene organizzata ogni anno la festa dei ciliegi in fiore.

Curiosità

Ci sono molti fatti curiosi sull’hanami e il sakura. L’hanami stesso cambia nome se festeggiato di notte, e diventa yozakura.

I sakura non solo al centro dell’hanami, ma vengono utilizzati anche per produrre cibi e bevande come il gelato al sakura, con petali e boccioli all’interno, patatine fritte al sakura, drink di ogni genere compreso il Sakura Frappuccino di Starbucks, la Sakura Pepsi, la Red Bull Sakura, il tutto aromatizzato alla ciliegia e dal colore rosato.

In Giappone si trova anche il ciliegio più vecchio del mondo, il Miharu Takizakura. Ha più di 1000 anni e cresce nella Prefettura di Fukushima. In occasione dello tsunami è stato un grande conforto simbolico e di buon auspicio per la popolazione.

Anche le monete celebrano il sakura: i 100 yen hanno un fiore di ciliegio come decorazione distintiva, e lo stesso fiore orna anche stemmi e bandiere dell’esercito.

E per finire, una nota poetica. Pablo Neruda conosceva bene l’incanto della fioritura dei sakura e in uno dei suoi versi dice: “Voglio fare con te quello che la primavera fa ai ciliegi”.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Morvarid Mahmoodabadi, redazione@exportiamo.it

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