#CarbonaraDay, un giorno per celebrare la regina della pasta

#CarbonaraDay, un giorno per celebrare la regina della pasta
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07 Aprile 2019
Categoria: Food & Beverage

Ieri in tutto il mondo, si è celebrato il Carbonara Day, l’evento social voluto dai pastai di AIDEPI, Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, e IPO, International Pasta Organisation, per rendere omaggio ad uno dei piatti più amati e conosciuti della cucina italiana.

Per il terzo anno consecutivo, con l’hashtag #carbonaraday, blogger, food influencer, giornalisti e chef hanno detto la loro su questo piatto e più in generale sul rapporto tra tradizione e contaminazione in cucina.

L’iniziativa, partita nel 2017, ha riscosso subito un gran successo registrando oltre 29 mila interazioni e 4mila contenuti pubblicati in poco più di 24 ore e una partecipazione di oltre 83 milioni di persone in tutto il mondo.

Alcuni potrebbero rimanere sorpresi di fronte al dato del 2017 che vede un’impressionante adesione all’iniziativa da parte degli stranieri. Ma, in realtà, riflette la crescente passione per l’Italian food nel mondo. In 20 anni, infatti, la produzione di pasta a livello mondiale è aumentata del 63% passando da 9,1 a 14,8 milioni di tonnellate. L’Italia guida indiscutibilmente il mercato costituito, secondo i dati di IPO, da 40 Paesi che producono in quantità superiori alle 20.000 tonnellate. Inoltre, secondo le elaborazioni di AIDEPI, sono aumentati i Paesi destinatari (oggi quasi 200, +34%) della pasta Made in Italy ed è più che raddoppiata la quota export, da 740mila a oltre 2 milioni di tonnellate, il 56% della produzione.

Germania, UK, Francia, USA e Giappone si confermano i Paesi più ricettivi verso la pasta italiana anche nel 2018, con un incremento delle esportazioni di pasta dell’8% nei primi 6 mesi dell’anno.

Tornando alla protagonista della giornata di ieri, secondo una ricerca Doxa-AIDEPI, la carbonara è tra le 3 ricette del cuore dei Millennials, seguita da pasta al forno e spaghetti al pomodoro, oltre ad essere il piatto preferito dal 18% degli italiani, anche nel Food Delivery. A dirlo è l’Osservatorio di Just Eat: nel 2018 le ordinazioni ammontano a 6000 kg pari al +110% vs 2017, la versione preferita è quella “spaghetti”, ma vanno alla grande anche innovazioni regionali, strettamente legate al territorio, come arancini alla carbonara, gnocchi, panzerotti e supplì. Bene anche le varianti fantasia: carbonara burger, polpette, pollo e chips e anche pizza.

Ma quali sono le origini delle ricetta?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda poiché molte ipotesi sono state avanzate. C’è chi chiama in causa i carbonai toscani tra i papabili inventori della ricetta, chi si richiama alla tradizione napoletana o abruzzese per la presenza di alcuni ingredienti tipici. C’è infine chi chiama in causa i soldati americani che, trovandosi a Roma durante la II guerra mondiale, prepararono una pastasciutta usando ingredienti a loro cari, egg and bacon appunto, che si amalgamarono perfettamente con cacio e pepe: nacque così l’idea per un nuovo piatto, che i cuochi italiani fecero propria. Un’altra versione, meno poetica, racconta che nel 1944 molti ristoranti romani compravano le “Razioni K” dei soldati americani, che contenevano uova e bacon disidratati, per condire le pastasciutte e tenere aperti così i locali: allora era tutto razionato, e al mercato nero a carissimo prezzo.

Oltre alla questione dei natali della carbonara, a dividere il pubblico è la ricetta.

Guanciale o pancetta? Pecorino o parmigiano? Sugli ingredienti della carbonara gli italiani si scontrano, ognuno convinto della propria versione.
Per i puristi esiste una sola ricetta, quella antica che prevede rigorosamente guanciale, pecorino (anche se il mix con il parmigiano è tollerato), uovo, sale e pepe.

L’olio? Decisamente no per molti, poiché è il grasso del guanciale a ungere il tutto, mentre altri sono possibilisti, specie se scelgono di sgrassare il guanciale e usarne solo la rimanente carne croccante.

Assolutamente vietati aglio e cipolla, a meno che non vogliate avere la morte di uno chef sulla coscienza!

La pasta? Per alcuni lo spaghetto è imprescindibile, mentre altri prediligono formati corti a sezione circolare, come rigatoni e mezze maniche, spingendosi anche al pacchero.

Ad ogni modo, nonostante le opinioni divergenti riguardo alla sua preparazione, gli amanti della pasta sembrano concordare sulla bontà della carbonara, decretandola regina del gusto e della tradizione italiana.

Lo sapevate che…

secondo una ricerca dell’Accademia Italiana della Cucina, tra tutte le ricette italiane la pasta alla carbonara è la più reinterpretata all’estero? A scovare le versioni internazionali più curiose, ci ha pensato l’associazione dei Pastai Italiani: in Inghilterra è popolare con le zucchine e l’uso della besciamella viene preferito a quello dell’uovo, in Cina e Malesia col pollo, quella con il pesce conquista la Spagna e sta prendendo piede anche nell’Italia più tradizionalista e nell’alta cucina.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Francesca Simonelli, redazione@exportiamo.it

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