Dove va l’agroalimentare italiano? Mercati e tendenze del food Made in Italy

Dove va l’agroalimentare italiano? Mercati e tendenze del food Made in Italy
Pubblicità
  • Salone Franchising Milano

03 Maggio 2019
Categoria: Food & Beverage

I primi dati del 2019 sull’export agroalimentare del Belpaese dimostrano inequivocabilmente che il mondo ha sempre più fame di cibo italiano. Tuttavia per continuare a rimanere sulla cresta dell’onda è bene che le aziende del settore si adattino alle nuove esigenze dei consumatori che ricercano con sempre maggiore frequenza prodotti healthy ed eco-friendly. Un’occasione da non perdere per sviscerare questi temi sarà la settima edizione di Tuttofood in programma dal 6 al 9 maggio a Fieramilano.

Sarà per il sapiente mix di qualità, sicurezza, e rispetto delle tradizioni, oppure per il gusto ed il sapore inconfondibile, fatto sta che la febbre per il cibo italiano nel mondo non accenna a diminuire! Ed anzi nonostante le tensioni internazionali – in primis le schermaglie sui dazi tra Usa, Ue e Cina e le incertezze legate alla Brexit – il 2019 sembra essere partito in pompa magna per le esportazioni del Made in Italy agroalimentare. Lo sottolinea l’analisi dell’Ufficio Studi di Cia-Agricoltori Italiani su dati Istat, secondo cui, nei primi due mesi del 2019 sullo stesso periodo 2018, le esportazioni sono cresciute del 6,6% su base tendenziale, a 6,7 miliardi di euro. Un dato impressionante considerando che nel 2018 l’export di food & beverage tricolore ha raggiunto per la prima volta il valore record di 41,8 miliardi di euro, con un aumento dell’1,8%.

Dove va l’agroalimentare italiano?

Ma su quali tavole straniere vanno a finire esattamente le nostre eccellenze agroalimentari e quali sono i nostri prodotti più apprezzati? Ad illustrarlo è la mappa “L’agroalimentare italiano nel mondo”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Coldiretti Lombardia, con Promos Italia sui settori dell’agricoltura, della pesca, dell’allevamento, dell’industria alimentare e delle bevande.

Il primo mercato per l’export è la Germania (+1,6%) seguita da Francia (+4,3%), Stati Uniti (+4%) e Regno Unito (+1,6%). Tra le prime 20 destinazioni in crescita anche Polonia (+6,3%), Svezia e Australia (+3,8%). Gli aumenti invece sono stati più contenuti per Giappone e Russia, e rallenta anche la Cina.

E se la Germania e la Francia sono i primi acquirenti per quasi tutti i prodotti, gli Stati Uniti eccellono per vini (+4%), acque minerali (+7,4%) e oli, la Spagna per pesce fresco, le Filippine (+36,4%) e la Grecia (+7,1%) per alimenti per animali, il Regno Unito per animali vivi e loro prodotti (+33,1%). Il Regno Unito si pone inoltre al secondo posto per frutta e ortaggi lavorati e conservati e per gelati, mentre l’Austria è al terzo per cereali e riso. In forte crescita per vini la Polonia (+23,3%) e l’Australia (+18,5%) ma anche la Francia (+10,1%), l’Indonesia per alimenti per animali (+100,7%), la Cina per cioccolato, caffè e spezie (+21,7%), il Canada per formaggi (+27,2%), la Russia per la pasta (+43,5%), la Spagna per frutta (+22,5%) e granaglie (+13,6%), la Croazia per oli (+35,2%), la Slovenia e il Vietnam per carni (+17% circa), l’Ungheria per pesci lavorati e conservati (+44,1%) e il Portogallo per i prodotti di acquacultura (+209%).

I prodotti “Made in Italy” più esportati

Sono cioccolato, tè, caffè, spezie e piatti pronti con 7 miliardi di euro (+3,6%) i prodotti più esportati, seguiti dai vini con 6,2 miliardi (+3,3%) e pane, pasta e farinacei con 3,9 miliardi di euro (+2,5%). Superano i 3 miliardi di euro anche frutta (+2,4%), prodotti lattiero-caseari (+3,2%), carni e prodotti non lavorati da colture permanenti (tra cui uva, agrumi). Gli aumenti più consistenti si registrano per pane e prodotti di pasticceria con 1,2 miliardi (+72%), prodotti per animali (+10,5%) e gelati (+7,4%).

I macrotrend del settore agroalimentare

Al di là degli sbocchi e dei prodotti, quali sono però le tendenze verso cui si orienta sempre più l’agroalimentare?

L’analisi Global Consumer Insight Survey di PwC – condotta nel 2018 su oltre 21.000 consumatori in 27 Paesi – mostra che i consumatori ricercano sempre più alternative salutari, naturali e sostenibili e che, inoltre, i valori personali ed etici influenzano sensibilmente le decisioni d’acquisto.

In particolare il 49% dei consumatori sceglie prodotti/brand attenti alla sostenibilità; il 37% ricerca prodotti con packaging eco-friendly; il 41% dichiara di evitare il più possibile l’uso della plastica; il 44% dei consumatori è attento all’origine e alla trasparenza di filiera e vuole sapere se il bene è stato prodotto eticamente (ad esempio “fair trade” or “cage free”). Più di due terzi del campione, inoltre, è disponibile a pagare un premium price per prodotti a km zero e prodotti localmente.

Fra i trend consumer legati alla digital disruption si evidenzia che il 51% dei consumatori global ha acquistato grocery online negli ultimi 12 mesi e il 50% dichiara di «preferire» questo canale. Il 9% degli intervistati utilizza già un voice assistant con Artificial Intelligence per acquistare con frequenza settimanale o più spesso. Tale percentuale è destinata a crescere con la maggioranza di consumatori che ha espresso la volontà di acquistare tali device: in primis il Brasile (59%) seguito da Cina (52%), Indonesia (49%), Vietnam (45%), Tahilandia (42%), Polonia (40%) e Italia (38%).

Quello che emerge, in generale, è una richiesta di innovazione lungo tutta la filiera, come si deduce anche da una ricerca del Labcom dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione con l’Università di Pisa che ha individuato quattro macrotrend: cibo e tecnologia, cibo e innovazione, novel food, e nuove frontiere dell’organic food.

Di particolare interesse nel capitolo tecnologia l’utilizzo di stampanti 3D per gli alimenti, visto in grande crescita nei prossimi 3-5 anni, per sopperire a malnutrizione e implementare una dieta corretta, ed un consistente aumento degli investimenti in nutrigenomica, cioè la genomica applicata ai cibi per potenziarne le caratteristiche nutrizionali.

Tutti temi che saranno sviscerati ed approfonditi a Tuttofood, la manifestazione dedicata al sistema agroalimentare italiano in programma a Fieramilano dal 6 al 9 maggio che si conferma sempre più come hub internazionale in grado promuovere il meglio del saper far italiano con i top buyer di tutto il mondo e di favorire l’interscambio con il mercato italiano. Tuttofood si caratterizza infatti per la sua capacità di evolversi, innovandosi ed ampliando in modo naturale le offerte merceologiche in risposta alle esigenze che emergono dai mercati. Non mancheranno focus sui prodotti (dal vino alla carne e al pesce, dall’olio extravergine alla pasta, dai prodotti caseari ai surgelati, senza dimenticare i dolci), mercati (con particolare attenzione alla Cina e all’area asiatica), e tendenze (dal vegano al “free from”, dall’halal ed il kosher fino al biologico) ma anche tante conferenze e seminari dal contenuto altamente formativo.

In questo senso la novità principale di questa edizione è Evolution Plaza, il villaggio della trasformazione digitale che – assieme alla già nota Retail Plaza dedicata alla distribuzione innovativa, e ai nuovi format della GDO – guarda all’innovazione del settore agroalimentare. Con la parte espositiva TUTTODIGITAL sarà il luogo deputato all’approfondimento degli ultimi trend nel digitale, con le tecnologie che guardano al futuro 4.0: dalla tracciabilità del prodotto, fino all’utilizzo di tecnologie più ‘spinte’ come l’Intelligenza Artificiale e soluzioni attente ai servizi come l’accounting – sul tema fondamentale dei pagamenti – o il delivery, destinato a crescere ancora.

In quest’ottica Netcomm, consorzio del commercio elettronico italiano, proporrà all’interno di quest’area l’eCommerce Food Lab, un ciclo di 5 workshop su temi di punta del commercio digitale, dalla progettazione e la definizione dei KPI fino ai passaggi critici, la logistica e i pagamenti, con un focus anche sull’export e con la presentazione di best practice.

In particolare, vi invitiamo a partecipare allo speech “Il digital export come leva per l’ingresso nei mercati esteri” che sarà tenuto dal dott. Alessio Gambino, CEO di IBS Italia e Founder di Exportiamo.it e di Magnificofood, il 6 maggio alle ore 11:00 presso il Padiglione 10 dell’Evolution Plaza. L’intervento verterà sull’importanza dell’impiego degli strumenti digitali per la pianificazione del processo di internazionalizzazione per le imprese del settore Food & Beverage.

Vi ricordiamo inoltre che grazie ad Exportiamo, Media Partner dell’evento, potete acquistare il vostro biglietto d’ingresso al Tuttofood al prezzo speciale di 15 euro. Compratelo subito cliccando qui!

Fonte: a cura di Exportiamo, di Miriam Castelli, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
  • FDA