MIDO 2021 Digital Edition: Riparte l’Eyewear Made in Italy

MIDO 2021 Digital Edition: Riparte l’Eyewear Made in Italy
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08 Giugno 2021
Categoria: Moda

Si è conclusa ieri l’edizione digitale di MIDO 2021, la manifestazione leader internazionale dell’eyewear tenutasi online dal 5 al 7 giugno. L’evento ha costituito un’occasione preziosa per fare il punto sulla situazione attuale del settore e per tracciare le traiettorie d sviluppo futuro.

L’anno del Coronavirus è stato disastroso per il settore dell’occhialeria Made in Italy. Secondo ANFAO, l’Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici, nel nostro Paese il settore ha perso il 22,6% in termini di produzione nel 2020, toccando il fondo nel mese di aprile.

L’export certamente è il capitolo più dolente dello scenario del comparto: nel 2020 l’Italia ha perso una quota complessiva di esportazioni pari al 26% con un tracollo degli occhiali da sole che hanno evidenziato una flessione del 27%, un danno notevole inferto al settore dato che l’occhialeria italiana esporta il 90% della sua produzione. In America le vendite degli occhiali italiani sono diminuite del 26%, in Europa si è registrato un decremento del 23% e infine in Asia c’è stato un calo del 34%. I mercati chiave dell’eyewear tricolore restano Cina e Stati Uniti anche perché Francia e Germania segnano ancora il passo mentre il mercato interno durante il 2020 ha perso un 15%.

Nonostante la pandemia abbia inflitto un duro colpo al settore, Giovanni Vitaloni, presidente di MIDO e dell’associazione di settore ANFAO, guarda al futuro con cauto ottimismo e in particolare all’edizione 2022 della fiera, che si svolgerà in presenza dal 12 al 14 febbraio del prossimo anno. Nel primo trimestre 2021 poi, in Italia il comparto ha evidenziato segnali positivi con un picco di ottimismo nel mese di aprile grazie al cambio di marcia della campagna vaccinale e alle riaperture progressive dei negozi; quindi le esportazioni del settore registreranno un incremento in valore del 10% sul 2020 nel primo semestre e del 19% nel secondo. In totale il settore nel primo semestre riporterà un aumento del 10% con una differenza del 30% rispetto al 2019. Di conseguenze a fine anno riscontreremo una crescita complessiva dell’export del settore pari al 15% rispetto al 2020, ma ancora sotto di 14 punti percentuali rispetto al 2019”.

“Abbiamo concepito il Mido virtuale e la piattaforma B2B, attiva già dal 28 maggio – sostiene Vitaloni – come punti di snodo cruciali per mantenere e far crescere, in un momento tanto complesso, uno dei settori più strategici per l’economia italiana”. Buyer ed espositori potranno continuare ad incontrarsi sulla piattaforma fino al 31 dicembre, in attesa dell’edizione in presenza, a conferma delle concrete opportunità di business che MIDO propone.

“Volevamo massimizzare le opportunità di business internazionale con una soluzione che bypassasse i vincoli dovuti all’emergenza sanitaria - prosegue Vitaloni -. A motivarci è stata la sfida, richiesta da molti operatori, di guardare al futuro innovando, per creare opportunità concrete e uno spazio di business per rilanciare il settore. La piattaforma b2b potrà essere la piazza degli scambi mondiali del settore, il “luogo” dove è fondamentale esserci per dare significato alla propria esistenza sul mercato; il punto di incontro di domanda e offerta, dove sviluppa il posizionamento dei migliori player del settore. E MIDO si confermerà motore imprescindibile dell’eyewear a livello mondiale”. 

Non solo showroom e incontri virtuali tra aziende del settore e buyer: il MIDO 2021 ha ospitato in questi giorni riflessioni, incontri e analisi sui cambiamenti in atto, pre e post Covid, sui rapporti con il mondo della moda e del design, e sulla salute degli occhi.

Tra gli eventi promossi da CDV Commissione Difesa Vista Onlus si segnala il seminario “Stress visivo nell’attività di smart working”, in cui si sono affrontati alcuni temi della “contemporaneità” caratterizzata dalle limitazioni generate dalla pandemia, con le relative ricadute in termini di salute e di dispositivi di correzione.

In particolare, è emerso che il 74% delle persone tra i 18 e i 34 anni riscontra difficoltà di concentrazione e messa a fuoco, mal di testa e dolori posturali. E la platea dei difetti visivi causati dai dispositivi con luce blu (smartphone e pc), un tempo limitata ai lavoratori, attualmente abbraccia un pubblico molto più giovane e quindi molto più ampio. Computer fissi, portatili, smartphone, tablet e soprattutto il loro uso contemporaneo è ciò che, secondo gli specialisti, aggrava il problema per la gestione della vista a diverse distanze. Così DAD e smart working portano a un impegno degli occhi alla visione ravvicinata e ad atteggiamenti posturali non abituali (es. rigidità della colonna). Ma in particolare l’accomodazione della vista in costante sollecitazione tra diversi dispositivi genera affaticamento oculare, secchezza dell’occhio, stanchezza visiva, miopia apparente, con conseguenze anche per l’apprendimento e il rendimento.

Anche l’aumento (purtroppo) di disturbi e patologie legate alla vista, dunque, potrebbe costituire un ulteriore stimolo per la ripresa del settore che si presume, tuttavia, non si avrà prima del 2022.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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