La Certificazione IFS Versione 7: le Principali Novità

La Certificazione IFS Versione 7: le Principali Novità
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10 Dicembre 2021
Categoria: Food & Beverage

La certificazione IFS è fondamentale per lavorare come fornitori della GDO e, garantendo uno standard riconosciuto di sicurezza nella lavorazione dei prodotti alimentari, offre al produttore una maggiore visibilità a livello internazionale. Scopriamo insieme i dettagli.

La certificazione IFS (International Featured Safety) è uno standard riconosciuto dalla GFSI (Global Food Safety Initiative) che allinea la produzione alimentare dell’azienda agli standard internazionali sulla sicurezza alimentare.

La certificazione IFS è volontaria e si applica a tutte le fasi della filiera alimentare successive all’agricoltura, perciò anche ai fornitori. In generale è pensata per le aziende alimentari che processano alimenti lavorati e dove può sussistere una contaminazione. È un requisito fondamentale se si vuole diventare fornitori della GDO come Carrefour, Migros, Tesco, Metro ecc., oppure produrre alimenti a marchio del retailer, o ancora se si vuole esportare. 

Esistono 4 tipologie di certificazioni IFS:

  • IFS Food;
  • IFS Logistic;
  • IFS Broker;
  • IFS Global Market.

IFS Logistic è uno standard per le aziende dedicate alla logistica di prodotti alimentari e non. Questo standard si applica anche a fornitori di servizi intermedi della catena logistica alimentare, quali stoccaggio, congelamento e scongelamento per conservazioni refrigerate o a temperatura ambiente.

IFS Broker è un certificato destinato alla produzione completamente in outsourcing dei beni alimentari o alla loro commercializzazione. Nel caso in cui un’azienda con certificato IFS Food produca completamente in outsourcing o commercializzi beni alimentari, allora nel certificato IFS Food potrà riportare anche la dicitura IFS Broker una volta che questa sia stata ottenuta. I prodotti alimentari che invece vengono solo in parte trasformati in outsourcing, per esempio per ciò che riguarda l’etichettatura o il packaging, sono tenuti ad essere a loro volta certificati IFS Food o ad ottenere un’altra certificazione GFSI.

Il 1° luglio 2021 è diventato obbligatorio per i nuovi assessment la nuova IFS Food versione 7, mentre chi ancora è in possesso della precedente versione 6.1 può optare liberamente di passare alla successiva, scaricando una check list comparativa per verificarne i requisiti preventivamente. In questo aggiornamento ci sono 3 novità particolarmente importanti:

  • Eliminazione di 44 requisiti e aggiunta di 12 nuovi;
  • Modifiche per l’audit non annunciato;
  • Protocollo di certificazione più snello.

I nuovi requisiti riguardano: cultura sulla sicurezza alimentare, frodi alimentari, rischio di corpi estranei e contaminazioni, outsourcing, rintracciabilità, infestanti e pulizia.

È stato stabilito che il funzionario addetto all’audit deve trascorrere più tempo nell’area di produzione durante la visita, per l’esattezza la metà del tempo dell’intero audit, il quale deve avere una durata minima di 2 giorni, che può essere prolungata direttamente da GFSI a seconda dell’azienda produttrice. A differenza del range di tempo concesso per l’audit annunciato che è molto più stringente, l’audit non annunciato deve essere svolto almeno una volta nell’arco del triennio 2021-2023 e il periodo potrà liberamente essere scelto dall’azienda.

Il protocollo di certificazione è più snello soprattutto in relazione ad un requisito fondamentale: trasparenza e tempestività di dichiarazione all’ente di certificazione circa ogni variazione che può influenzare la capacità aziendale di soddisfare la certificazione, come ad esempio richiami di prodotti, frodi alimentari ecc.. L’azienda, in caso in cui sussista una tale variazione, è tenuta ad informare l’ente entro 3 giorni lavorativi.

IFS Global Market, infine, è un programma pensato ad hoc per le PMI dell’industria alimentare che ancora non sono in grado di sostenere qualitativamente la certificazione IFS Food, ma che comunque vogliono approcciarsi alla GDO. Lo strumento risulta essere maggiormente flessibile e permette di lavorare più agevolmente, costruendosi una reputazione con i clienti sia a livello nazionale che internazionale. I benefici sono uguali a quelli ottenuti con la certificazione IFS Food. La valutazione è preceduta da un’autovalutazione che permette all’impresa di comprendere a che livello aderire, se base o medio. Infatti, il livello base certifica che l’impresa possiede il 30% dei requisiti IFS Food, mentre con l’audit intermedio si certifica che l’impresa possiede il 50% dei requisiti previsti dall’IFS Food. Le altre certificazioni sono corredate di un punteggio minimo del 75% di possesso di requisiti; quindi, dal 75% al 95% si raggiunge il “Foundation level”, dal 95% l’”Higher level”.

Le aziende certificate, oltre a poter apporre sul proprio sito web, su brochure e documenti commerciali, ma non sui prodotti, il logo IFS, saranno inserite nel database IFS, il quale è liberamente e facilmente consultabile da clienti e retailer, contribuendo ad offrire maggiore visibilità e competitività ai prodotti ed a migliorare i rapporti con i clienti e le autorità anche a livello internazionale.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Ambra Quadri, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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