Florovivaismo: in Calo Export e Fatturato nel Secondo Bimestre 2022

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10 Giugno 2022
Categoria: Energia & Ambiente

Nel 2021 l’export di piante e fiori Made in Italy si è attestato a 1 miliardo di Euro, con una produzione nazionale molto forte, pari al 15% dell’intera produzione europea.

Nel secondo bimestre di quest’anno, a causa dell’aumento dei costi dell’energia e della difficile situazione internazionale, il comparto del florovivaismo ha segnato un rallentamento del fatturato del -4% e una frenata dell’export del -5%.

Per recuperare terreno il settore guarda con fiducia ai fondi europei in arrivo per la forestazione urbana, quantificati in 330 milioni di Euro dal PNRR, ai quali è possibile accedere presentando domanda entro il mese di giugno.

È quanto emerso durante l’incontro ‘Il contributo del florovivaismo italiano agli obiettivi del Green new deal europeo’, organizzato oggi a Roma da Flormart, fiera internazionale del settore la cui 71°edizione si terrà a Padova dal 21 al 23 settembre prossimi, e che da quest’anno è allestita dal Gruppo Fiere di Parma.

Aderendo all’Agenda europea 2030 per il Green Deal “il florovivaismo - hanno sottolineato gli esperti - potrà dare un contributo rilevante alla forestazione urbana con l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico, aumentare lo stoccaggio di Co2, assorbire le polveri sottili e migliorare l’estetica delle città”.

Sotto il profilo economico è stato ricordato che il florovivaismo italiano esprime il 6% della intera produzione agricola nazionale, per un valore di 2,5 miliardi di euro e con 21.500 imprese operanti: 14 mila producono fiori e piante in vaso e 7.500 piante per il vivaismo. Gli analisti fanno presente che nei primi due mesi del 2022 il fatturato è stato positivo, in linea con il primo bimestre 2021, mentre nel periodo marzo-aprile si è avuta una flessione del 3-4 per cento. Anche l’export ha fatto registrare, nel secondo bimestre 2022, una flessione - sostengono gli esperti - del 5%, con una domanda che proviene soprattutto da Olanda, Germania, Francia, Austria. È registrato infine un calo dell’export verso l’Europa meridionale e verso la Russia e l’Est europeo.

Fonte: a cura di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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