Nel 2021 Cresce il Biologico Made in Italy

Nel 2021 Cresce il Biologico Made in Italy
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01 Settembre 2022
Categoria: Food & Beverage

Nel corso degli ultimi 15 anni, il settore biologico è cresciuto a livello nazionale e internazionale a ritmi elevati guadagnando sempre più spazio nelle politiche agroalimentari, presso i consumatori e nelle strategie commerciali dell’intera filiera agricola.

Solo negli ultimi cinque anni, in Italia le superfici e le aziende bio sono cresciute del 40% e i consumi interni di circa il 70%. Naturalmente, tali livelli di crescita sono stati favoriti dalla ridotta dimensione iniziale del fenomeno che, tuttavia, negli ultimi anni ha raggiunto traguardi importanti. 

A livello europeo, nel 2020 la SAU (Superficie Agricola Utilizzata) coltivata ad agricoltura biologica si attestava a quasi 15 milioni di ettari.

La Francia, la Spagna e l’Italia, in questo ordine, sono i tre Paesi con le superfici biologiche più ampie in termini assoluti e l’Italia come già da molti anni, conferma anche nel 2021 la maggiore incidenza percentuale sulla superficie agricola complessiva, valore aumentato al 17,4% dal 16,6% del 2020.

Tra i principali Paesi a vocazione agricola, l’Italia cede terreno soprattutto alla Francia. Il Paese d’Oltralpe ha una maggiore disponibilità di terreni agricoli ma va detto che l’impulso a una massiccia conversione al biologico dell’ultimo triennio è stato favorito da una strategia del Paese particolarmente incisiva, in primo luogo rivolta alla diffusione del biologico nelle famiglie francesi. 

In Italia, le superfici certificate con il metodo biologico crescono quasi ovunque. A destare preoccupazione tuttavia è l’immobilità del mercato interno indebolito dalle avvisaglie di una crisi economica e dagli sconvolgimenti del mercato che si sono verificati a partire dall’emergenza sanitaria del Covid-19. Le famiglie italiane si trovano a dover gestire una situazione fortemente instabile, accentuata dal concretizzarsi di un’inflazione che trova precedenti solo nei lontani anni Settanta e che mina il potere di acquisto, alza i tassi di interesse e volatilizza il risparmio privato, soprattutto delle fasce a reddito più basso.

Nel 2021, continua la parabola ascendente del biologico italiano con un tasso di variazione medio annuo, calcolato sull’ultimo quinquennio, del +3% sia per le superfici che per gli operatori.

Lo scorso anno, la superficie biologica italiana è aumentata rispetto all’anno 2020 del +4,4%, ovvero di oltre 91 mila ettari, raggiungendo, al 31 dicembre 2021, 2.186.570 ettari. L’incidenza delle superfici bio sulla SAU nazionale (dati ISTAT SPA 2016), cresce dal 16,6% al 17,4% accorciando la distanza dal target del 25%. Crescono rispetto al 2020 principalmente i cereali (2,8%) trainati soprattutto dai maggiori investimenti a grano duro (+8.364 ettari, +5,9%) e grano tenero (+8.914 ettari, +15,4%). Risultano invece stabili le colture foraggere (-0,7%) e i prati e pascoli (-0,8%), mentre le colture permanenti evidenziano, complessivamente, un incremento del +3,5%, con andamenti specifici all’interno della categoria. Si riducono le superfici ad agrumi (arance - 17,2% e limoni -0,8%) e i meleti bio (-0,4%) mentre crescono i vigneti (+9,2%), gli oliveti (+0,5%) e i noccioleti (+12,5%).

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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