Il Made in Italy protagonista al Summer Fancy Food Show 2025 di New York

Il Made in Italy protagonista al Summer Fancy Food Show 2025 di New York

02 Luglio 2025 Categoria: Food & Beverage Paese:  USA

Dal 29 giugno al 1° luglio 2025 si è tenuta a New York, presso il Jacob K. Javits Center, l’edizione estiva del Fancy Food Show, la più importante manifestazione nordamericana dedicata al settore agroalimentare artigianale. L’evento ha registrato numeri significativi: circa 30.000 professionisti del comparto food & beverage provenienti da oltre 100 paesi e oltre 2.400 espositori internazionali. Tra questi, l’Italia ha rivestito un ruolo da protagonista con un padiglione nazionale di grande impatto che ha accolto decine di imprese e consorzi, offrendo degustazioni, incontri B2B e momenti di approfondimento sui valori della tradizione gastronomica italiana.

Tra i prodotti più apprezzati nel padiglione italiano: formaggi DOP, pasta artigianale trafilata al bronzo, conserve bio, panettoni estivi e condimenti a base di tartufo. Molte aziende hanno puntato su storytelling e packaging di design per colpire l’interesse di buyer e retailer statunitensi.

L’interesse verso il Made in Italy è stato evidente fin dai primi giorni della fiera, con una forte affluenza di buyer e distributori americani alla ricerca di prodotti autentici, sostenibili e capaci di raccontare una storia.

Il mercato americano e i trend di consumo

Il comparto specialty food negli Stati Uniti continua a crescere a ritmi sostenuti, superando i 148 miliardi di dollari in valore complessivo. Secondo la Specialty Food Association, il 76% dei consumatori americani ha acquistato almeno un prodotto specialty nell’ultimo anno.

I consumatori americani sono sempre più attenti alla qualità, alla provenienza e agli aspetti salutistici dei prodotti che acquistano. Si osserva inoltre una crescente apertura verso sapori internazionali, soprattutto mediterranei.

Durante il Fancy Food Show sono emerse con forza alcune tendenze chiave:

  • Prodotti healthy e funzionali: senza glutine, a base vegetale, ricchi di proteine e fermentati.
  • Clean label e sostenibilità: ingredienti naturali, trasparenza nelle etichette, packaging ecocompatibile.
  • Esperienzialità: crescente interesse verso prodotti che raccontano un territorio o una tradizione specifica.
  • Snack premium e ready-to-eat: proposte pratiche ma gourmet, ideali per consumatori urbani e dinamici.

Questi trend rappresentano una grande opportunità per i produttori italiani, da sempre in grado di coniugare qualità, gusto e identità.

Gli scambi commerciali Italia-USA nel settore agroalimentare

I rapporti commerciali tra Italia e Stati Uniti nel comparto agroalimentare sono storicamente solidi. Secondo i dati USDA/GAIN, nel 2023 le esportazioni italiane di prodotti alimentari e bevande verso gli USA hanno superato i 7,4 miliardi di dollari, confermando un trend di crescita costante negli ultimi dieci anni (+85% rispetto al 2014).

Le principali categorie esportate includono:

  • Vini e spumanti (oltre 2 miliardi $)
  • Pasta e prodotti da forno
  • Formaggi (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola)
  • Olio extravergine di oliva

Al contrario, le esportazioni americane verso l’Italia si attestano tra 1,5 e 1,9 miliardi di dollari, con un saldo commerciale nettamente favorevole al nostro Paese. Questo posiziona l’Italia tra i primi tre partner europei per gli Stati Uniti nel settore agroalimentare.

Curiosità: secondo un’indagine dell’Italian Trade Agency, il 68% dei consumatori americani associa il “Made in Italy” a qualità superiore nel settore alimentare, seguiti da Francia e Spagna.

La questione dei dazi: rischi e contromisure

Nel 2025, il ritorno dell’amministrazione Trump ha portato all’introduzione di nuovi dazi commerciali, tra cui un dazio universale del 10% su tutte le importazioni e la possibilità di ulteriori tariffe fino al 20% sui prodotti europei, attualmente sospese per 90 giorni.

Queste misure hanno riacceso le preoccupazioni tra i produttori italiani. Secondo Coldiretti, un dazio del 25% potrebbe colpire duramente le esportazioni di:

  • Vino (-500 milioni di euro)
  • Olio d’oliva (-240 milioni)
  • Pasta (-170 milioni)
  • Formaggi (-120 milioni)

L’impatto sui consumatori americani sarebbe significativo, con un possibile aumento dei costi fino a 2 miliardi di euro. In risposta, diversi importatori statunitensi stanno aumentando le scorte di prodotti italiani – il cosiddetto “stockpiling” – per anticipare eventuali rincari. È il caso del Prosecco, le cui importazioni sono cresciute del 41% nel primo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Parallelamente, alcune aziende italiane stanno valutando soluzioni alternative per aggirare i dazi, come il confezionamento locale dei prodotti o la creazione di joint venture negli Stati Uniti. Un esempio è rappresentato da alcune realtà vinicole che stanno investendo in strutture logistiche e magazzini refrigerati direttamente sul suolo americano.

Il Summer Fancy Food Show 2025 ha confermato l’appeal crescente del Made in Italy negli Stati Uniti. Tuttavia, il contesto geopolitico e commerciale impone una riflessione strategica per le imprese italiane: investire nella promozione diretta, rafforzare i legami con i distributori locali e monitorare attentamente le evoluzioni normative sono azioni imprescindibili per continuare a crescere su un mercato complesso ma ricco di opportunità.

Per le PMI italiane, in particolare, il binomio “qualità e adattabilità” rappresenta la chiave per consolidare la propria presenza in un contesto internazionale sempre più competitivo. La partecipazione a eventi come il Fancy Food Show non è solo un momento espositivo, ma uno strumento concreto per raccogliere insight, costruire relazioni e posizionarsi al meglio nell’immaginario del consumatore americano.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it  -  Autore Alessio Gambino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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