Pasta Made in Italy e "griffata": è il nuovo trend che impazza negli Usa

Pasta Made in Italy e
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  • Salone Franchising Milano

12 Dicembre 2018
Categoria: Food & Beverage
Paese:  USA

Maggiore attenzione dei consumatori verso un’alimentazione sempre più sana e sostenibile, eterogeneità dell’offerta e packaging accattivanti sono solo alcuni degli elementi che hanno contribuito a portare la pasta Made in Italy su un numero crescente di tavole americane. E nel futuro, si prevede che la domanda continuerà ad aumentare.

Nel 1998 si festeggiava, a Napoli, la prima Giornata mondiale della Pasta, con l’intento di raccontare e celebrare la storia di questo cibo straordinariamente buono, salutare e nutriente che occupa una posizione di assoluto rilievo all’interno della dieta mediterranea. Si auspicava, inoltre, il suo ruolo da protagonista nell’alimentazione mondiale del futuro in quanto alimento accessibile e sostenibile, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale. Da allora, con cadenza annuale, l’appuntamento si è rinnovato, toccando diverse città, in Italia (Genova, Roma, Napoli, di nuovo Roma, Milano) e nel mondo (Barcellona, Buenos Aires, Città del Messico, Istanbul, New York, Mosca, Rio de Janeiro, San Paolo del Brasile), fino all’edizione 2018 nella “città-mondo” Dubai.

In 20 anni la produzione mondiale di pasta è aumentata del 63% passando da 9,1 a 14,8 milioni di tonnellate. Secondo i dati di IPO (International Pasta Organisation) sono 40 i Paesi che ne producono in quantità superiori alle 20.000 tonnellate. Allora come oggi, l’Italia guida questo mercato. E 1 piatto di pasta su 4 mangiato nel mondo è fatto con pasta italiana. Secondo le elaborazioni di AIDEPI, sono aumentati i Paesi destinatari (oggi quasi 200, +34%) ed è più che raddoppiata la quota export, da 740mila a oltre 2 milioni di tonnellate, il 56% della produzione.

Germania, UK, Francia, USA e Giappone si confermano i Paesi più ricettivi verso la pasta italiana anche nel 2018, con un incremento delle esportazioni di pasta dell’8% nei primi 6 mesi dell’anno.

Negli Stati Uniti in particolare, l’alimento simbolo del Made in Italy è addirittura diventato un piatto mainstream. Secondo i dati della National Pasta Association, l’americano medio consuma quasi 9 kg di pasta all’anno e specialmente per le famiglie la pasta rappresenta un’opzione nutrizionale più economica, grazie ai prezzi contenuti ed alla lunga conservazione.

Ma c’è di più, oltre un terzo del valore della pasta acquistata dagli americani è riconducibile a marchi italiani: lo rileva il Centro studi e ufficio internazionalizzazione di Confcooperative nel report “Il mercato della pasta nel canale retail degli Stati Uniti’”

Gli Stati Uniti, infatti, secondo gli ultimi dati diffusi da Ismea, rappresentano uno dei mercati di riferimento per la pasta Made in Italy, con una quota pari al 12% di tutte le vendite di pasta italiana all’estero. Nei prossimi cinque anni si prevede che il mercato della pasta nel Paese a stelle e strisce registrerà nuove performance positive, con una crescita del 3,7%. La quota di vendite di pasta italiana è quindi destinata a crescere ulteriormente.

L’International Pasta Organization ha dichiarato che il trend di vendita della pasta in America è influenzato dai comportamenti di acquisto dei consumatori, che mostrano un maggiore interesse sia per un’alimentazione salutare, che per una produzione sostenibile. Negli ultimi anni infatti è cambiata la percezione che il mondo ha della pasta e dei carboidrati: dal 2002, anno in cui il New York Times conia il neologimo “carbophobia” e circa 26 milioni di americani, a partire da Bill Clinton, abbandonano del tutto pasta, pane e patate, sono cambiate molte cose: diversi autorevoli studi dimostrano che la pasta non fa ingrassare e una dieta a base di carboidrati allunga la vita, specie se inserita nel quadro di un modello alimentare mediterraneo. Mentre la comunità scientifica americana ha espresso forti dubbi sulla salubrità delle diete iperproteiche. Risultato: negli USA, consuma abitualmente carboidrati il 41% della popolazione americana, +25% rispetto a 10 anni fa. E un’altra inquilina della Casa Bianca, Michelle Obama, si è fatta immortalare dal Time con un piatto di spaghetti, per promuovere stili di vita salutari e sostenibili.

L’innovazione di prodotto, inoltre ha garantito a tutti un piatto di pasta. I pastai infatti stanno rispondendo alle nuove esigenze del consumatore globale puntando su innovazione e diversificazione dell’offerta: pasta integrale, gluten free, bio, fortificata, con farine di legumi e superfoods, a rapida cottura. Ma l’innovazione più importante è quella che non si vede nel piatto. In questi anni, grazie al miglioramento dei processi e a contratti di coltivazione che puntano sulla sostenibilità e buone pratiche agricole, i pastai hanno ridotto sensibilmente i consumi d’acqua e emissioni di CO2 connessi alla produzione di pasta. Questo alimento ha un impatto ambientale estremamente basso (l’impronta ecologica per porzione di 1 m² globale). Inoltre, a tavola è protagonista di tanti piatti anti spreco che valorizzano gli avanzi in piatti sostanziosi e prelibati. Ecco perché la pasta è in grado di attirare anche consumatori attenti al futuro del pianeta come i Millenials e la generazione Z.

Non va dimenticato poi che anche il packaging e l’aspetto estetico dei prodotti giocano un ruolo fondamentale per attrarre l’interesse del consumatore. Come è facile immaginare, agli occhi dei clienti americani è stato sicuramente di grande effetto il “matrimonio” tra due delle maggiori eccellenze italiane del food e del fashion: la maison Dolce & Gabbana ha infatti “vestito” confezioni di paccheri, pasta mista e spaghetti prodotti dallo storico Pastificio Di Martino che produce la Pasta di Gragnano da più di un secolo. Il design realizzato da Dolce & Gabbana unisce i colori vibranti delle maioliche, con le immagini stilizzate dei più famosi monumenti e simboli Italiani, per celebrare la vera essenza della cultura culinaria in Italia, trasmettendo un forte senso di appartenenza.

Il box contenente diverse confezioni con vari formati di pasta, ricette e perfino un grembiule colorato sta già impazzando negli Usa come idea regalo per gli appassionati dello stile e della cucina Made in Italy per questo Natale 2018.

La pasta italiana, dunque, è sempre più apprezzata negli Stati Uniti come piatto centrale di una buona tavola, accessibile a tutti, rispettoso del pianeta e sinonimo di momenti conviviali. E questo è solo l’inizio del grande fermento che in America ruota intorno al piatto simbolo del Made in Italy per eccellenza.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Alessio Gambino, redazione@exportiamo.it

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