Sicab: l’Italia come modello di sostenibilità per la Cina

Sicab: l’Italia come modello di sostenibilità per la Cina
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11 Settembre 2018
Categoria: Energia & Fonti rinnovabili
Paese:  Cina

Il Ministero dell’Ambiente italiano ha promosso nuovamente per il biennio 2018-2019 il programma di alta formazione Sicab (Sino-Italian Capacity Building) sui temi ambientali nel quadro della cooperazione bilaterale Italia – Cina avviato nel 2000. La Cina vede l’Italia come un modello di imprenditoria sostenibile, distinta per l’elevatissima innovatività degli strumenti tecnologici applicati nel settore dello sviluppo sostenibile, delle energie rinnovabili e delle nuove forme di economia circolare.

Può sembrare strano immaginare il nostro Paese come un modello di un’imprenditoria sostenibile e di uno sviluppo attento all’ambiente, quando spesso città come Milano e Torino sono sature di smog e pericolosamente inquinate. Può anche stupire che un colosso come la Cina che, dopo anni di crescita economica priva di qualunque attenzione alle ricadute ambientali, abbia deciso di investire 360 miliardi di dollari nelle energie rinnovabili entro il 2020, e abbia scelto l’Italia come punto di riferimento d’eccellenza nella formazione dei vertici cinesi nel settore della sostenibilità.

Eppure “Non c’è nulla di incredibile in questa decisione”, spiega Giuliano Noci, pro-rettore per la Cina del Politecnico di Milano. “In Italia ci sono tante eccellenze tecnologiche in questo campo, che vengono riconosciute più all’estero che qui, tanto che l’export nei confronti della Cina è cresciuto del 30%. Il nostro problema non è l’assenza di know how, ma l’incapacità di valorizzarlo su larga scala”.

In un momento storico in cui dazi e protezionismo portano a guerre commerciali in cui non sembra esserci alcuna opportunità di crescita, puntare sulla formazione è il mezzo migliore per avere risultati economici di ampio respiro, dove le aziende italiane riescono a imporsi con successo anche in Cina. L’ultimo esempio? “Le caldaie che devono soddisfare i nuovi standard di sostenibilità ambientale”, spiega Francesco La Camera, Direttore Generale MATTM (Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare). “C’è una tale richiesta dalla Cina che le nostre aziende non riescono a soddisfare la domanda”.

Dalla stesura del protocollo di Kyoto agli accordi di Parigi, il programma di formazione Sicab si è adeguato alle richieste non solo del governo cinese, ma anche dei cambiamenti climatici in corso, presentandosi sempre più come uno strumento efficace nelle politiche di salvaguardia ambientale. Tra i temi affrontati, sulla base delle specifiche esigenze cinesi, ci sono la tutela del suolo e la gestione delle risorse idriche, il controllo e la riduzione dell’inquinamento atmosferico, la gestione dei rifiuti e lo sviluppo urbano sostenibile. “Con il Sicab non facciamo solo un lavoro formativo e di spinta economica: puntiamo a un cambiamento di mentalità”, aggiunge La Camera.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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