Via della Seta: il ruolo cruciale dell’AIIB per lo sviluppo infrastrutturale

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28 Giugno 2019
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Cina

Il colosso asiatico, attraverso il progetto “Belt & Road Initiative” (BRI), si appresta a cambiare il commercio mondiale dei prossimi anni. Scopriamo insieme la storia ed il funzionamento dell’AIIB, l’istituzione finanziaria internazionale preposta allo sviluppo di progetti infrastrutturali nella regione Asia-Pacifico e tutte le opportunità di collaborazione che si aprono per le imprese italiane.

La BRI è un progetto che prevede la costruzione di nuove infrastrutture di trasporto su terra e lo sviluppo di una Via della Seta per le quali saranno stanziati, nei prossimi anni, investimenti miliardari (per approfondire clicca qui). L’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), l’istituto multilaterale lanciato da Pechino nel 2015, è considerato il braccio finanziario della Belt&Road Initiative.

Nell’ottobre 2015, il primo a menzionare l’Asian Investment Infrastructure Bank (AIIB) fu il presidente cinese Xi Jinping che spiegò come lo scopo dell’istituto sarebbe stato quello di raccogliere fondi per dare rinnovato impulso alla costruzione d’infrastrutture in Asia, sotto la guida delle autorità cinesi.

Ad oggi i Paesi membri della Banca sono ben 97, di cui:

- 67 membri regionali ovvero i Paesi appartenenti alla macroregione Asia–Oceania, che posseggono il 75% della quota complessiva delle azioni della Banca;

- 30 Paesi “extra-regionali” (tra i quali l’Italia) vale a dire tutti Paesi collocati al di fuori della macroregione Asia–Oceania.

Tra i membri della AIIB non figurano, ad oggi, USA e Giappone. Gli Stati Uniti sono preoccupati che la Banca non rispetti le norme internazionali in materia d’ambiente ed appalti mentre il Giappone, essendo uno dei principali concorrenti economici e politici della Cina, ha deciso di non diventarne membro.

Le regole sul funzionamento dell’AIIB prevedono che i Paesi membri si impegnino a versare il 20% del capitale sottoscritto in un periodo di 5 anni (paid-in capital). L’80% del resto del capitale sottoscritto non viene effettivamente versato, ma è posto a garanzia in caso di necessità (callable capital).

La Cina è il principale azionista dell’AIIB con il 30,8% del capitale sottoscritto e possiede una quota di voto (26,6%) di gran lunga maggiore di quella del secondo più grande azionista dell’AIIB, l’India (8,3%). Tra i principali “membri regionali”, dopo la Cina e l’India, ci sono Russia, Corea, Australia, Indonesia, Turchia, Arabia Saudita, Iran e Tailandia.

Invece tra i “membri extra regionali” l’Italia (2,66%) è il quarto Paese per numero di azioni possedute (per un controvalore di 2,57 miliardi di dollari) dopo Germania (4,4%), Francia (3,5%) e Regno Unito (3,1%).

Le priorità tematiche

I principi dell’AIIB, le strategie di azione e la selezione dei progetti da finanziare si basano su tre priorità tematiche:

- Infrastrutture sostenibili: concerne la promozione di progetti infrastrutturali “verdi” e tutte quelle azioni di sostegno a favore dei borrower che possano agevolarli nel raggiungimento dei loro obiettivi ambientali e di sviluppo;

- Connettività transfrontaliera: riguarda tutti quei progetti infrastrutturali che connettono più Paesi e/o regioni; dalle strade alle ferrovie, dai porti agli aeroporti, dagli oleodotti fino alle telecomunicazioni.

- Mobilizzazione del capitale privato: la Banca ha in corso di elaborazione una serie di strategie innovative per attirare e catalizzare il capitale privato negli investimenti infrastrutturali nella regione asiatica.Ad oggi però la mobilizzazione del capitale privato è ben al di sotto di quanto inizialmente la Banca sperava di realizzare.

Il procurement e le opportunità per le imprese

Per partecipare alle gare finanziate dall’AIIB, è importante conoscere le regole di procurement che governano l’assegnazione dei contratti, senza dimenticare un principio generale: la Banca, nella maggioranza dei casi, eroga i propri finanziamenti o grant ai governi dei singoli Paesi che rispondono direttamente della gestione e della assegnazione dei fondi.

Le sei fasi dei processo di procurement

1. Programmazione strategica: l’AIIB esamina le idee e le proposte di progetto presentate dai clienti, partner e altre parti interessate, cercando di trovare un punto di equilibrio tra beneficiari, settori, progetti sovrani e non sovrani.

2. Identificazione del progetto: il potenziale beneficiario invia la documentazione relativa al progetto proposto tramite un breve sommario del progetto e/o uno studio pre-rapporto di fattibilità preliminare.

3. Preparazione del progetto: un team AIIB e l’agenzia designata del beneficiario lavorano a stretto contatto per la definizione del progetto. Il team AIIB prepara un project document che definirà obiettivi, impatto, costi, piano di finanziamento, rischi e misure di mitigazione del progetto.

4. Approvazione del Board: dopo i negoziati con il potenziale borrower, il project document viene sottoposto al vaglio del Consiglio dei Direttori Esecutivi. A seguito dell’approvazione del Consiglio, il project document viene pubblicato sul sito dell’AIIB con il consenso del beneficiario. Dopo l’approvazione del Board, il Rappresentante del Paese borrower, il Vice Presidente e il Chief Investment Officer dell‘AIIB firmano il contratto di prestito.

5. Implementazione del progetto: l’AIIB predispone tutte le attività propedeutiche ad evitare ritardi nell’avvio del progetto. Il Paese beneficiario, tramite l’agenzia esecutiva del progetto, può assumere consulenti per attività e servizi professionali.

6. Completamento e valutazione del progetto: l’AIIB redige un report di completamento lavori (Project Completion Report - PCR) entro 6-12 mesi dal completamento del progetto. Dopo l’approvazione del Vice Presidente e del Chief information Officer di AIIB, il progetto viene presentato al Board of Directors.

Le opportunità per le imprese italiane

Le iniziative pubbliche e private che ricevono il supporto dell’AIIB per lo sviluppo dell’area Asia-Pacifico generano un importante indotto per le aziende fornitrici di beni e servizi. È quindi importante per le aziende italiane monitorare con regolarità i progetti ed i bandi posti in evidenza sul sito dell’AIIB, nella sezione “Business Opportunities” dove sono elencate le opportunità in corso ed i bandi aperti, con l’indicazione dei requisiti di accesso e delle modalità di partecipazione.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Morvarid Mahmoodabadi, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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