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  • Update Espresso #88: l'ottobre "caldo" delle guerre commerciali

    Alessandro Terzulli passa in rassegna i principali eventi da monitorare in questo ottobre “caldo” per le relazioni commerciali internazionali. Vecchi e nuovi fronti, con un denominatore comune, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il commercio internazionale è la variabile più interessata, dopo una performance che nel primo semestre del 2019 è risultata piatta rispetto allo stesso periodo del 2018. Il primo fronte, quello più importante e aperto ormai da tempo, è quello tra Stati Uniti e Cina. Tra tregue, rotture e riprese di dialogo, la cautela è d’obbligo: le probabilità che si possa registrare un mini-deal in questi giorni di negoziazione tra le delegazioni dei rispettivi Paesi sembrano essere ridotte. Nel frattempo si è espressa la WTO sulla disputa Airbus/Boeing, aprendo così il fronte tra Stati Uniti e Unione Europea con l’annuncio di dazi “compensativi” a danno dei prodotti europei che dovrebbero entrare in vigore il prossimo 18 ottobre. Attesa, invece, per novembre la decisione dell’amministrazione Trump su possibili dazi al settore automotive di Giappone e Unione Europea. Non da ultimo, entro il 31 ottobre scade la “Brexit”: nei prossimi giorni sapremo se l’uscita del Regno Unito avverrà, con o senza accordo, o se ci sarà un nuovo ennesimo rinvio. Quali implicazioni del contesto internazionale per la performance delle imprese italiane? Tra effetti diretti e indiretti, l’aumento dell’incertezza globale sta avendo impatti sulla nostra economia con i principali indicatori anticipatori del ciclo industriale al ribasso.
    11 Ott 2019

  • Roadshow Italia per le Imprese Napoli

    Sessione seminariale. Napoli, 1 ottobre 2019.
    08 Ott 2019

  • Update espresso #87: Non una, ma tante “Cine”, tante province, tante città

    Il nostro Chief Economist Alessandro Terzulli analizza l’attuale fase congiunturale dell’economia cinese e le prospettive per il Paese, tra rischi esterni e fattori domestici, in una logica di rischio-opportunità per le imprese italiane. I rischi esterni sono sicuramente legati alla guerra commerciale in corso con gli Stati Uniti. Nonostante le dichiarazioni protezionistiche dei mesi scorsi, il ritorno dalla pausa estiva sembra riaprire uno spiraglio nel dialogo tra Washington e Pechino, anche se rimane il tema della fiducia tra le parti. Tra i fattori interni si segnalano, invece, la più stringente regolamentazione in ambito bancario-finanziario e i cambiamenti strutturali nella composizione del Pil. Ma quali sono le implicazioni per le esportazioni italiane? Mentre nel 2018 le esportazioni italiane di beni verso la Cina sono risultate in lieve calo del 2,4% sul 2017, per il 2019 le nostre previsioni di maggio puntano verso una crescita del 6% nello scenario base. Crescita che risulterebbe invece dimezzata nello scenario alternativo – più realistico stando alle circostanze emerse recentemente – di forte escalation protezionistica. La Cina rimane comunque uno dei Paesi prioritari su cui continuare a puntare nel medio-lungo termine, anche in ragione del potenziale – ancora in parte inespresso – delle nostre esportazioni, soprattutto nel confronto con i peer europei, a condizione però di approcciare adeguatamente questo mercato, o meglio questi mercati.
    13 Set 2019

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