La Cambogia Adotta una Nuova Legge sull’ E-Commerce

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14 Ottobre 2021
Categoria: Digital Export
Paese:  Cambogia

La Cambogia è un Paese che si sta sviluppando molto rapidamente e che presenta un grande potenziale per le imprese che vogliono esportarvi tramite l’e-commerce, a condizione che se ne conoscano a fondo le normative per evitare di incorrere in spiacevoli incidenti.

La Cambogia è un Paese facente parte dell’area ASEAN e nonostante sia ancora poco conosciuto a livello commerciale da parte delle imprese italiane, sta riscontrando una veloce crescita economica e con essa una rapida espansione sia del mercato online, che secondo le stime di Statista nel 2021 raggiungerà i 222 milioni di dollari, sia delle transazioni elettroniche. Per questo motivo, il governo cambogiano ha deciso di adottare a novembre del 2019 una legge dedicata all’e-commerce e alla protezione del consumatore. Nel 2020 e a maggio del 2021 la stessa ha subito delle modifiche volte a migliorarla.

I cambiamenti nella legislazione cambogiana stanno avvenendo molto in fretta ed il Paese sta facendo passi da gigante per adattarsi e omologarsi con le economie più sviluppate. Ad esempio, nel 2019 con la legge sull’e-commerce sono stati stabiliti i requisiti per il riconoscimento della firma elettronica e le modalità per dichiarare che un pagamento è stato inviato o ricevuto.

Ad integrazione della legge sopra menzionata, ad agosto del 2020, il governo cambogiano ha emanato il sub decreto numero 134, il quale stabilisce che qualsiasi entità legale o branch di una compagnia, operante nell’e-commerce all’interno dello Stato oppure che offra servizi online, da o per la Cambogia, deve essere in possesso di una licenza d’affari della durata di 3 anni.

Ecco quali sono le attività che richiedono una licenza per l’e-commerce:

  • Servizi per il sito e-commerce
  • Servizi per piattaforme e-commerce
  • Servizi per marketing online
  • Servizi per siti di aste online
  • Altri servizi similari offerti tramite software o dispositivi elettronici per la promozione dell’e-commerce.

Il sub decreto stabilisce anche un secondo tipo di permesso dedicato ad individui e imprese private che conducono affari online, anche con l’ausilio di social media. Queste devono richiedere al Ministero del Commercio cambogiano un certificato/permesso di business elettronico della validità di due anni. La legge esenta alcuni tipi di attività dal requisito di queste licenze e permessi, le quali però devono comunque riportare la loro attività direttamente al Ministero del Commercio.

A maggio del 2021 il Ministero del Commercio cambogiano ha rilasciato altre indicazioni (Prakas 315 e 316) le quali stabiliscono le fees e le eventuali penali associate con i permessi e le licenze e-commerce.

Di seguito riportiamo il prezzo di un singolo permesso o licenza, le quali prevendono un tempo di elaborazione da parte delle autorità tra i 3 e i 10 giorni lavorativi:

  • Individui: 50 dollari (permesso)
  • Entità legali e filiali: 245 dollari (licenza). 

Le entità operanti nell’e-commerce che non risultano essere in possesso della corretta licenza o permesso sono soggette a sanzioni, che variano a seconda dell’illecito, da 245 a 2.450 dollari.

Per far fronte alla crescita dell’e-commerce e quindi all’erosione delle tasse provenienti dalle attività tradizionali, il governo cambogiano ha emanato ad aprile 2021 un ulteriore sub decreto, il numero 65, il quale stabilisce la tassa sul valore aggiunto dell’e-commerce. Questo sub decreto stabilisce l’IVA su prodotti e servizi digitali con consumo finale in Cambogia per tutte le entità non residenti nel Paese. L’importatore cambogiano ha quindi l’obbligo di dichiarare e pagare l’IVA alle autorità.

Più nel dettaglio, esistono due sistemi diversi in base al tipo di transazione effettuata: che sia B2C o B2B.

Per le transazioni e-commerce B2C, il venditore non residente è tenuto a corrispondere all’autorità cambogiana l’IVA mensile del 10% sul valore delle transazioni, non più tardi del 20° giorno del mese successivo.

Per le transazioni e-commerce B2B il governo cambogiano ha deciso di introdurre un meccanismo di reverse charge, secondo il quale sarà il compratore cambogiano a dover corrispondere l’IVA, la quale rimane invariata al 10%.

I soggetti che non risultano in regola con la tassazione sono passibili di sanzioni tra i 1.250 e i 2.500 dollari e/o l’incarcerazione da 1 mese fino ad un anno.

La Cambogia, come tutti i Paesi ASEAN, risulta essere un Paese in forte crescita economica e tecnologica. Questo comporta dei cambiamenti repentini nella legislazione, la quale si sta sempre più avvicinando agli standard occidentali e quindi diventerà sempre più semplice commerciare con questo Stato dall’elevato potenziale. Tuttavia, occorre essere informati su tutte le regole e leggi da rispettare per non incorrere in un’esperienza traumatica e potenzialmente devastante per l’azienda stessa.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Ambra Quadri, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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