San Paolo: la New York del Brasile

San Paolo: la New York del Brasile
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23 Agosto 2019
Categoria: Expatriamo
Paese:  Brasile

San Paolo è la capitale economica del Brasile. Il cuore pulsante dell’intero continente latinoamericano. Una megalopoli cosmopolita e produttiva. Eppure la storia racconta altro.

Inizialmente San Paolo, e fino ai primi anni del secolo scorso, era praticamente una cittadina di provincia in cui nessuno voleva abitare. L’allora capitale del Brasile, Rio de Janeiro, era di gran lunga più sviluppata. I nobili preferivano spendere nella città carioca le loro rendite. Solo gli immigrati italiani decisero di stabilirsi a San Paolo per realizzare un futuro migliore lontano dalla madre patria. E così è stato.

Pian piano San Paolo è cresciuta a dismisura tra grattacieli e favelas, conquistando sempre più importanza economica e politica, arrivando a produrre ad oggi più del 50% del PIL del Brasile.

Geograficamente la città di San Paolo si trova nell’omonimo stato, nella regione sudest del Brasile. Lo stato è composto da 645 comuni e 16 regioni amministrative. Complessivamente lo Stato di San Paolo, dalle dimensioni del Regno Unito, ha una popolazione superiore a quella dell’Australia o, ad esempio, del Canada. È di conseguenza il maggior mercato di consumatori del Brasile grazie al livello socio-economico dei suoi abitanti, che possiedono un reddito pro capite quasi del 50% superiore a quello della media nazionale. Nella sola città di San Paolo vivono più di 20 milioni di abitanti, ed è considerata quindi la terza area metropolitana più grande del mondo. Molti dei suoi abitanti vantano discendenze europee. Ci sono più italiani qui che a Roma, Milano, Torino, Napoli e Palermo messe insieme. Inizialmente gli italiani, che arrivarono a San Paolo soprattutto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, si stabilirono in determinati quartieri, come Bras, Bixiga e Mooca, che ancora oggi conservano le tradizioni della cultura italiana.

Ma a San Paolo non ci sono solo italiani. Tante le culture che hanno contribuito alla sua formazione, ad esempio quella araba, soprattutto siriani e libanesi, oggi praticamente visibili grazie ai tanti ristoranti presenti. Un’altra comunità molto forte a San Paolo è costituita dai giapponesi. Addirittura la comunità giapponese è la più grande al mondo al di fuori del Giappone. Come gli italiani, anche i giapponesi e, in generale, gli asiatici hanno un loro quartiere: il famoso bairro da Liberdade.

Oggi tutte queste comunità, italiana, araba e giapponese, si distinguono in diversi settori, non solo ristorazione, ma anche nella sanità e in quello finanziario o delle costruzioni.

Per quanto riguarda la localizzazione geografica, parte della regione metropolitana di San Paolo, insieme a Santo André, São Bernardo do Campo e São Caetano do Sul formano la ABC Paulista o Grande ABC. Si tratta di una regione industriale con una propria identità. Tradizionalmente conosciuta per ospitare l’intera industria automobilistica brasiliana. Hanno sede qui infatti la Mercedes Benz, la General Motors e la Volkswagen, non molto tempo fa anche la Ford e la Fiat, che hanno però deciso di abbandonare la zona, in seguito alla crescita costante e massiccia dei movimenti sindacali.

Tra i principali punti a favore della città di San Paolo e più in generale del suo Stato vi è una efficiente infrastruttura al servizio dei cittadini e del commercio. La rete autostradale è senza dubbio tra le migliori del Brasile, soprattutto perché la maggior parte del commercio si avvale del trasporto su ruota. L’idrovia, principalmente Tietê-Paraná, oltre a collegare San Paolo ad altri quattro stati brasiliani, è utilizzata per gestire il traffico navale dei prodotti verso le nazioni vicine, come l’Argentina, il Paraguay e l’Uruguay.

Il Porto di Santos, lo scalo marittimo più importante del Brasile e dell’America Latina, ha registrato lo scorso anno un movimento di merci pari a 133 milioni di tonnellate. Si estende su una superficie totale di circa 7,8 milioni di metri quadrati, con quasi 16 chilometri di banchine, 55 terminali marittimi e 66 posti barca. Dispone di magazzini speciali per rinfuse solide, come zucchero, soia, grano e serbatoi per prodotti chimici e carburante.

Lo stato di San Paolo possiede altresì ben 30 aeroporti. I più grandi, Guarulhos e Viracopos, sono amministrati dalla Infraero e oltre al trasporto passeggeri rappresentano anche i poli principali per la movimentazione delle merci. I due aeroporti con il maggior volume di passeggeri invece sono quelli di Guarulhos e Congonhas. Guarulhos, nello specifico, ha registrato lo scorso anno un aumento del volume dei passeggeri (in arrivo e in partenza) dell’11,62%. Mentre l’aeroporto di Congonhas, secondo i dati diffusi dalla Infraero, vede ogni giorno un movimento di circa 63.745 passeggeri e 134.878 kg di cargo. Infine il traffico merci presso l’aeroporto di Viracopos (Campinas) ha registrato un aumento dell’11,6% nel mese di maggio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ovvero un totale di 20.271 tonnellate (rispetto alle 18.160 dello scorso periodo).

Alla luce di quanto appena esposto possiamo passare in rassegna alcuni dei motivi principali che rendono la città di San Paolo altamente attrattiva agli occhi degli investitori, potendola definire la New York del Brasile.

1) Enorme mercato di consumatori;

2) Localizzazione strategica;

3) Infrastruttura moderna ed efficiente;

4) Capitale umano, grazie alle migliori università e scuole del Brasile;

5) Innovazione, parchi tecnologici avanzati e forti investimenti in ricerca e sviluppo;

6) Qualità di vita sempre migliore;

7) Fonti e programmi di finanziamento differenziati;

8) Politiche di incentivo al fine di ridurre i costi di produzione e stimolare la crescita economica;

9) Turismo e eventi, principale sede di fiere e congressi internazionali.

Insomma, San Paolo può essere la porta di ingresso nel paese verde oro per fare affari e ingrandire il proprio business. Tuttavia non è affatto semplice e la strada tutt’altro che in discesa. Per cui se vuoi saperne di più sul Brasile leggi anche Esportare in Brasile: 6 consigli utili.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Francesca D’agostino, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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