La farmaceutica italiana campionessa d'export

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13 Novembre 2017
Categoria: Health & Care

La farmaceutica italiana è forse uno dei settori meno conosciuti ed apprezzati del Made in Italy nonostante sia uno di quelli che riesce ad ottenere in assoluto i risultati migliori.

Oggi infatti il comparto è considerato il migliore a livello europeo (se si considerano solo le imprese in conto terzi), avendo superato anche i competitor francesi e tedeschi in termini di valore complessivo della produzione (1,7 miliardi di euro).

Inoltre essa ha un forte appeal sui mercati esteri, con un’export che rappresenta circa il 70% del volume di produzione complessivo. Tre farmaci su quattro si dirigono in mercati sofisticati in particolare Ue a 15 Paesi (che assorbe il 54% delle vendite nazionali) e Stati Uniti (22%).

La farmaceutica italiana è anche ben proiettata nel futuro dal momento che le imprese del settore reinvestono ben l’8% del fatturato e che molte applicazioni che riguardano il controllo e/o la gestione in remoto degli impianti sono già orientate verso l’Industria 4.0.

In questo senso l’Italia e Milano dimostrano di avere tutte le carte in regola per ospitare l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, che sposterà la propria sede da Londra in seguito alla Brexit.

Proprio negli anni di crisi, l’industria farmaceutica si è dunque dimostrata un asset manifatturiero, capace di crescere e di innovarsi e proprio per questa ragione oggi Milano sembra favorita anche su Barcellona ed Amsterdam per diventare la prossima sede dell’Ema.

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