Cipro: dalla crisi alla rinascita economica

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07 Aprile 2016
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Cipro

In considerazione dei recenti sviluppi socio-economici, oggi, le imprese italiane non possono non valutare le diverse opportunità di investimento che offre l’isola di Cipro.

Da un punto di vista politico, quest’anno, per la prima volta, siamo difronte ad un’occasione unica: i presidenti della Repubblica di Cipro e della Repubblica Turca di Cipro Nord hanno dichiarato di essere favorevoli alla riunificazione dell’isola.

Le distanze tra le due comunità sembrano affievolirsi sempre di più anche in risposta alla grave crisi economica che hanno dovuto affrontare dal 2013.

Al riguardo, gli stessi Presidenti delle due Camere di Commercio greco-cipriota e turco-cipriota - in una recente Conferenza organizzata da Unioncamere Lazio - hanno sottolineato l’importanza di una riunificazione, non solo per il benessere dei singoli cittadini ma anche e soprattutto per l’economia del Paese.

Da un punto di vista economico, Cipro ha dovuto affrontare un periodo di grande difficoltà che oggi sembra aver totalmente superato, con l’avvio di una fase di crescita, dimostrata da numeri ed eventi. Con due mesi di anticipo sulla scadenza dei prestiti, è stato infatti chiuso l’Extended Fund Facility di cui Cipro ha beneficiato nel 2013 (con un risparmio del 30% sui 10 miliardi di euro stanziati a suo tempo dalla Troika), mentre il PIL nel 2015 cresce circa il doppio rispetto al nostro Paese (+1,5%).

Cipro, di per sé, vanta un gran numero di risorse, sia dal punto di vista geografico che economico/finanziario, risorse che hanno consentito al paese questa rapida ripresa e se ben sfruttate possono far fiorire il mercato sempre di più.

L’isola costituisce uno dei migliori collegamenti tra l’Europa e il Medio Oriente, una posizione strategica che acquista estrema importanza alla luce della recente scoperta del giacimento di Zahr nella EEZ (Exclusive Economic Zone) dell’Egitto, vicino alla linea che idealmente divide la EEZ egiziana da quella cipriota. Proprio nelle ultime settimane la Cyprus Hydrocarbons Company ha lanciato una gara d’appalto - per un valore massimo di 6,5 milioni di euro - con richiesta di consulenza commerciale di esperti nel settore che consenta il miglior sfruttamento possibile dei giacimenti già individuati e di quelli ancora da scoprire.

A novembre 2015 il Ministro Cipriota dell’Energia ed il Ministro del Petrolio Egiziano hanno invece sottoscritto un memorandum volto a facilitare la cooperazione tra i due paesi e così l’EGAS (Egyptian Natural Gas Holding Company) potrà esaminare soluzioni tecniche per il trasporto del gas naturale rinvenuto sotto la zona cipriota di Aphrodite nell’ormai lontano 2011.

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Infine recentissimamente a Nicosia, lo scorso 28 gennaio, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente cipriota Nicos Anastasiades e quello greco Alexis Tsipras, hanno siglato un accordo per la costruzione di un gasdotto che trasporterà il gas cipriota e israeliano fino alle coste greche e da lì in tutta Europa.

Se le condizioni tecniche e ambientali saranno considerate idonee, i lavori potrebbero partire già nel 2017 e non stupisce il fatto che aziende leader nel settore come Noble, Total ed ENI, abbiano già intensificato le proprie esplorazioni nei territori ciprioti.

I dati di uno studio condotto dall’economista Costas Apostolides ci danno la portata dell’importanza della piccola isola del Mediterraneo nel mercato della gestione navale. A Cipro opererebbero circa 60 società che - sulla base di stime del Dipartimento della Marina Mercantile - gestiscono circa 2.000 navi ovvero circa il 20% del mercato della gestione navale mondiale.

Le società armatoriali che operano a Cipro, sono per il 63% di proprietà riferibili alla Germania, seguono Paesi Bassi, Curacao, Singapore, Norvegia, Isole Marshall e Russia.

Una leva fondamentale dell’economia è certamente rappresentata dal turismo, con il Paese capace di attrarre ogni anno un gran numero di turisti.

Cipro risulta essere non solo molto “attraente” per il suo ricco patrimonio culturale e naturale, ma nel tempo potrebbe divenire una destinazione ricercata anche per gli yachtsmen, i quali pian piano abbandonano l’Ovest del Mediterraneo, in favore delle coste meno “sfruttate” e costose situate nell’Est.

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Agelos Loizou, presidente della Cyprus Tourism Organisation, ha evidenziato come il 2015 - nonostante un inizio burrascoso - sia terminato con un aumento del 9% e che gli arrivi turistici di gennaio 2016 sono aumentati del 16,3% in confronto a quelli dell’anno precedente, con proiezioni di crescita a consuntivo nel 2016 con un business che vale oltre 2 miliardi di euro.

Oltre ad attrarre turisti per l’offerta naturalistica e paesaggistica, Cipro sta diventando una destinazione molto ambita anche per il sistema fiscale, estremamente vantaggioso sia per le persone fisiche che per le società.

Le imposte sono divise in tre categorie: sui redditi, sulla proprietà e per l’uso della proprietà.

L’imposta sui redditi trova applicazione solo per coloro che hanno vissuto a Cipro almeno 183 giorni nel giro di un anno fiscale ed è progressiva e basata su scaglioni di reddito ad aliquota crescente.

I primi 19.500 euro sono esenti dalle tasse, sui successivi 8.500 euro l’aliquota è del 20%, sui successivi 8.300 euro - fino a € 36.300, quindi - si paga il 25%, nel range 36.301-60.000 euro l’aliquota sale fino al 30% ed infine, oltre i 60.001 euro si applica un’aliquota del 35%.

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Tra i vantaggi che rendono Cipro una destinazione sempre più ambita per far fiorire il proprio business, oltre ad una burocrazia estremamente snella e rapida con costi molto bassi, ve ne sono due particolarmente rilevanti sul piano fiscale.

Innanzitutto l’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito delle società è pari al 12,5% (una delle più basse sia a livello europeo che internazionale) e inoltre si può contare sulla tutela di più di 45 convenzioni sulla doppia imposizione concluse con Russia, Cina, Stati Uniti d’America e Medio Oriente ed altri stati.

Sono residenti le società gestite e controllate localmente, anche se costituite all’estero, e sono tassate sul reddito ovunque prodotto, mentre le società non residenti restano assoggettate alla tassazione cipriota soltanto per la parte del reddito prodotto nel territorio dello Stato.

I dividendi percepiti da società residenti o non residenti, nonché gli utili prodotti da stabili organizzazioni estere, sono totalmente esenti.

Inoltre, le compagnie di navigazione nazionali, comunitarie e (sotto alcune condizioni) di altri paesi sono esentate da imposta sul reddito e sottoposte al regime di tassazione forfetaria denominato tonnage tax.

Andando a valutare le ulteriori opportunità di investimento che offre l’isola, sicuramente un settore da non sottovalutare è quello delle costruzioni. La grande quantità di “ricostruzioni” programmate - in aree quali ad esempio quella di Famagosta - contribuirebbe certamente ad un nuovo sviluppo della regione, con possibilità di offrire anche un notevole aumento di posti di lavoro.

In effetti già nell’ultimo biennio si è assistito ad un elevato aumento dei permessi di costruzione autorizzati (+14,2%) rispetto al 2014, il che lascia intendere l’interesse - anche da parte delle istituzioni - di puntare strategicamente sul settore.

Secondo i dati dell’ente statistico cipriota (CYSTAT) non si sono verificati aumenti solo nel numero delle licenze ma anche nella superficie complessiva e nel suo valore.

Il valore totale ha raggiunto 81,9 milioni di euro con una crescita del 10,5%, mentre la superficie totale delle costruzioni ha raggiunto i 76.800 mq, registrando un aumento del 9,6% rispetto all’ottobre 2014.

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Non bisogna poi dimenticare che Cipro rientra tra i paesi dell’UE con pressione fiscale più bassa sui lavoratori a bassa retribuzione, insieme a Malta, Irlanda e Regno Unito e secondo i dati EUROSTAT per tutti al di sotto del 30,0%.

Complessivamente invece il nostro interscambio con Cipro ha raggiunto i 492,6 milioni di euro nel 2015, con un saldo commerciale attivo di oltre 417 milioni di euro. Tra le voci principali delle nostre esportazioni troviamo il comparto tessile e moda, prodotti farmaceutici e mobili.

Alla fine di questo breve approfondimento sulle caratteristiche e sulle opportunità offerte dall’isola di Cipro, appare evidente come siano molteplici i fattori che favoriscono ed attraggono investitori ed investimenti (bassa imposizione fiscale, alto Pil pro-capite, buona qualità delle infrastrutture e diffusa conoscenza della lingua inglese) e bisogna segnalare un generale apprezzamento dei prodotti italiani.

Tutti questi elementi contribuiscono a rendere conveniente gli investimenti in un mercato dinamico che - in considerazione del momento di ripresa economica del paese, se si mantenesse costante - potrebbe portare la piccola isola tra le nazioni dalla crescita più importante tra i membri Ue.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Stefano Rossi, Avvocato RBM Studio Legale Associato, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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