Mainland o free zone? Come scegliere l'alternativa migliore per stabilirsi negli Emirati

Mainland o free zone? Come scegliere l'alternativa migliore per stabilirsi negli Emirati
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01 Settembre 2016
Categoria: Dogane e Supply Chain
Paese: 

Coordinamento, collaborazione e maggior efficienza negli investimenti sono le parole chiave che caratterizzano l’accordo di collaborazione firmato recentemente dagli enti delle zone franche di Dubai e Abu Dhabi. L’obiettivo è creare un contesto più efficiente e sicuro per gli investitori stranieri favorendo in tal modo l’ingresso di capitali esteri e del know-how tecnologico necessari per la crescita del Paese. L’accordo segna una svolta epocale nei rapporti tra il Dubai International Financial Center e l’Abu Dhabi Global Market (rispettivamente zone franche finanziarie dei due emirati) dando inizio a quello che si auspica un futuro di collaborazione volto a individuare le best practices per migliorare le procedure di regolamentazione dei due centri finanziari che sono i cuori pulsanti dell’economia del paese.

Sviluppo e origine

Il Dubai International Financial Center (DIFC) e l’Abu Dhabi Global Market (ADGM) sono solo due delle numerose zone franche presenti nel Paese. La prima zona franca fu costituita a Dubai nel 1985 nei pressi di Jabal Ali per sostenere l’economia del Paese nel settore industriale. Quello che doveva essere uno stratagemma per ravvivare l’economia è diventato con il tempo un fattore trainante per la crescita economica degli Emirati che oggi contano un totale di 38 zone franche di cui ben 24 si trovano nell’emirato di Dubai. Ognuna di queste aree è preposta a ospitare uno specifico settore produttivo in cui svolgere attività commerciali, industriali e professionali tramite apposite licenze rilasciate dalle autorità competenti.

Free zone vs Mainland: vantaggi e svantaggi

Ciò che contraddistingue le zone franche e che le rende particolarmente allettanti per gli imprenditori esteri sono le numerose agevolazioni burocratiche e fiscali. Tra gli aspetti principali si evidenziano:

la completa esenzione dalle tasse su persone fisiche e giuridiche;
• la possibilità di detenere la completa proprietà della società senza dotarsi di un socio locale;
procedure burocratiche semplici e snelle che consentono di aprire una società in pochi giorni;
• utilizzo di documentazione completamente in inglese;
• il rimpatrio totale dei profitti e degli utili;
veloci procedure d’assunzione che non prevedono limiti per l’assunzione della manodopera straniera;
esenzione dai dazi sulla merce importata o esportata al di fuori dagli Emirati. Fa eccezione l’esportazione della merce dalla zona franca al mercato interno degli Emirati.

La principale limitazione nell’insediamento di quest’area, infatti, è l’impossibilità di commerciare direttamente i beni sul territorio federale. Coloro che intendono farlo devono dotarsi di agenti commerciali, distributori o aziende con licenza negli Emirati e pagare un dazio del 5% sui beni esportati.
Se l’investitore è interessato a commerciare nel mercato locale la scelta più opportuna per ovviare al pagamento dei dazi è insediarsi direttamente in “mainland”. Con la parola inglese “mainland” si indica quella parte di territorio sottoposta all’amministrazione federale.

In quest’area è possibile svolgere attività commerciali, industriali e professionali traendo vantaggio da una serie di fattori

posizione geografica strategica, posta al centro delle principali direttrici commerciali verso i paesi baltici, asiatici e del Medioriente;
mercato in costante crescita caratterizzato da una popolazione in aumento e che dispone di un elevato potere d’acquisto;
incentivi governativi a sostegno di un’accorta politica di diversificazione economica in vari settori;
• infrastrutture all’avanguardia;
• bassi costi della manodopera.

L’unico limite nell’esercizio della propria attività riguarda l’obbligo di dotarsi di un socio o di un agente locale. Il socio interviene nella costituzione della nuova società con un apporto di capitale uguale o superiore al 51% della quota sociale. L’agente, invece, diventa indispensabile in caso di apertura di una filiale o di un ufficio di rappresentanza per svolgere funzioni puramente burocratiche salvo diverse indicazioni espresse nel contratto.

Tutti questi aspetti rendono gli Emirati un mercato senza dubbio interessante tuttavia - come per qualsiasi mercato - è opportuno affiancare queste valutazioni preliminari a un accorto studio sulla concorrenza, la commerciabilità del prodotto e i costi di gestione per evidenziare la corretta strategia che consenta di rimanere a lungo sul mercato.

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Fonte: a cura di Exportiamo, di Francesca Maria Borghi, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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