4 Consigli Utili per Migliorare la SEO Internazionale

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08 Novembre 2019
Categoria: Digital Export

Una volta definito il progetto editoriale relativo ad un Paese estero target, per capire se gli sforzi fatti per posizionare i propri contenuti organicamente sui motori di ricerca stiano dando i risultati attesi e per migliorarne le performance, non possiamo non conoscere e saper utilizzare la Search Console di Google.

Google Search Console, precedentemente conosciuta come Google Webmaster Tools, è senza dubbio uno dei migliori strumenti di analisi SEO disponibili gratuitamente. Molto spesso però questa piattaforma viene utilizzata al solo scopo di analizzare i dati, andando ad esempio a: monitorare se il numero di impression e di click sia aumentato, verificare se il CTR e la posizione media delle pagine del sito stia migliorando o meno, ed ancora per avere una panoramica dell’andamento delle performance nei diversi Paesi nei quali i nostri contenuti ricevono traffico.

Di seguito illustriamo 4 consigli utili per utilizzare questo strumento non solo come fonte di report, ma anche per ottimizzare i dati relativi al traffico generato dalla ricerca organica del sito web all’estero.

1. Migliorare il Clic Trough Rate (CTR) delle keyword sotto performanti

Cominciamo dicendo che con il termine ”keyword sottoperformanti” intendiamo tutte quelle parole chiave per le quali le nostre pagine non si posizionano tra i primi due risultati della ricerca organica. Infatti, i primi due risultati organici riescono ad ottenere in generale un CTR molto più elevato rispetto ai successivi posizionamenti. Ad esempio, secondo uno studio di advancedwebranking.com, una pagina nella seconda posizione riceve in media un CTR del 15.46% mentre una pagina posizionata al settimo posto nella SERP registra in media un CTR del 2.16%. Ciò significa che una differenza di poche posizioni come questa comporta un traffico potenziale 7 volte maggiore per il contenuto al secondo posto rispetto a un articolo posizionato per la medesima parola chiave ma in una posizione più bassa nell’indice.

Per individuare le parole chiave sulle quali è possibile intervenire per generare un traffico più elevato, occorre filtrare le query di ricerca escludendo quelle con una posizione media superiore alla ottava, dato che risulta più conveniente concentrarsi sulle parole chiave per le quali le nostre pagine si posizionano tra i primi otto risultati della SERP, in quanto consentono una più facile “risalita” da tale posizione sino alle prime dell’indice di Google, dato che questi contenuti sono ancora abbastanza esposti al traffico organico vista la loro presenza nella prima pagina dei risultati.

Una volta fatto ciò, si possono ordinare le parole chiave per posizione media decrescente, individuando così le keyword con le caratteristiche che stiamo cercando: andiamo dunque a individuare quelle query che si posizionano mediamente in basso nelle pagine dei risultati di ricerca ma che ricevono comunque un buon numero di impression, in quanto non è possibile migliorare le performance di query che non ricevono impression.

Una volta individuate queste query, è possibile analizzare le singole pagine che sono indicizzate per ciascuna di esse, con l’obiettivo di realizzare delle azioni di SEO on-page in grado di ottimizzare il rendimento sui motori di ricerca.

Un esempio di azione che può essere intrapresa in tal senso è la verifica della attualità dei dati e delle informazioni contenute in un dato articolo, nonchè il corretto posizionamento di tale keyword all’interno del contenuto.

2. Trovare e ottimizzare le pagine con un Ranking delle Keyword elevato ma con CTR basso

Questo caso risulta speculare al precedente in quanto prende in considerazione contenuti che si posizionano nelle prime posizioni per determinate parole chiave ma nonostante ciò ricevono un tasso di clic estremamente basso rispetto a quanto potrebbero potenzialmente auspicare.

Per individuare questa tipologia di query occorre filtrare le parole chiave esaminando solo quelle che hanno una ranking media inferiore alla terza posizione nell’indice e ordinando i risultati in base al CTR crescente. Una volta individuate queste keyword è possibile effettuare un test, ricercando tale parola chiave su Google ed esaminare i risultati della ricerca: è possibile che siano presenti i featured snippet di Google nella pagina dei risultati e che questi facciano scendere notevolmente il vostro articolo, anche se presente in prima posizione dei risultati organici. In egual modo è possibile che siano presenti diversi annunci PPC che producono il medesimo effetto dei featured snippet.

In questi casi, a seconda del contenuto in esame, è possibile seguire una strategia che tenti di occupare le posizioni prese dai featured snippet di Google, ad esempio tramite la realizzazione di un video se nella pagina dei risultati viene incluso un carosello di contenuti presi da YouTube al di sopra dell’indice dei risultati organici.

3. Controllare e correggere gli errori rilevati nell’analisi delle Sitemap

Le Sitemap sono dei file solitamente inclusi all’interno dei siti web che comunicano ai motori di ricerca quali pagine e contenuti sono maggiormente importanti all’interno del proprio sito. Inviare la propria Sitemap a Google tramite la Search Console permette di rilevare se ci siano o meno problemi di indicizzazione dei contenuti, che potrebbero confondere i crawler, facendo perdere loro tempo e potenzialmente causare la perdita di contenuti.

Per controllare se il proprio sito abbia problemi di questo genere, la Search Console include una sezioneSitemap” nella quale è possibile verificare il numero di pagine con errori, con avvisi, valide ed escluse.

Per ciascuna di queste categorie è possibile analizzare più nel dettaglio quale errore sia stato rilevato, e per ciascuno avere la lista completa delle pagine affette da tale indicazione, in modo da individuare il problema, risolverlo e richiedere un nuovo passaggio da parte dei crawler per scansionare ed eventualmente indicizzare la pagina.

4. Pulizia e controllo dei link interni ed esterni

Tramite la sezioneLink”, nella parte relativa ai link interni, è possibile verificare quali sono le pagine interne con il maggior e il minor numero di link: si possono individuare infatti i contenuti che ricevono pochi link interni e optare per aggiungerne un maggior numero, provenienti da contenuti che trattano argomenti simili a quella pagina, o procedere prima a un aggiornamento dei contenuti per poi indirizzare più pagine verso quel contenuto.

Un esempio di come applicare questa strategia potrebbe essere dato quando ci si trova a creare e pubblicare un nuovo contenuto: data la difficoltà di posizionare nuovi articoli nell’indice di Google, si potrebbe includere in vecchi articoli correlati e ben posizionati un link verso il nuovo contenuto, in modo da generare più facilmente traffico e permettere al nuovo post di risalire più velocemente di ranking per i motori di ricerca.

Se sei interessato a posizionarti più rapidamente su Google nel mercato obiettivo, potresti essere interessato a una campagna Pay Per Clic (PPC). Se vuoi approfondire questo argomento leggi anche il nostro approfondimento su come trovare Partner ed Investitori all’Estero grazie al Digitale.

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Fonte: a cura di Exportiamo, di Federico Milone, redazione@exportiamo.it

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