Investire in Turchia: il mercato e le modalità di accesso

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12 Maggio 2014
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Turchia

La Turchia rappresenta una delle realtà economiche mondiali più dinamiche, grazie anche alla sua peculiare collocazione geopolitica: un ponte naturale tra Europa, Asia e Medio Oriente che dispone di sbocchi efficienti verso i mercati più importanti di queste aeree.

Il mercato. Con 75 milioni di abitanti e un PIL in costante crescita, la Turchia si presenta come un Paese particolarmente interessante per le imprese che intendono investire in questo mercato. La graduatoria dei 10 Paesi (Grafico) con i quali la Turchia ha realizzato più scambi nel periodo Gennaio/Maggio 2013 vede al primo posto la Germania, con un interscambio di 15,1 miliardi di dollari. Al secondo posto nel ranking dei migliori partners commerciali troviamo la Russia, con 12,7 miliardi di interscambio, poi la Cina (11,5 miliardi) e gli USA con (8,3 miliardi). l’Italia é quinta, con 7,9 miliardi di interscambio, composti da 5 miliardi di dollari di importazione (-6,7 % rispetto al 2012) e 2,9 miliardi di esportazione (+9,7 miliardi). Seguono Iran (7 miliardi), Francia (5,9 miliardi), Regno Unito (5,8 miliardi) ed Emirati Arabi (5,2 miliardi).

Grafico 1. Turchia: Principali Paesi di interscambio commerciale (Gennaio-Maggio 2013) 

 Fonte: elaborazioni a cura di Exportiamo su dati ICE Istanbul

Il dettaglio merceologico delle importazioni (Tabella 1) vede la prevalenza nel 2013 di : autoveicoli, trattori e parti  di ricambio (17 miliardi di dollari), macchinari e apparecchiature meccaniche (12,9 miliardi di dollari), Ferro ed acciaio (9,9 miliardi di dollari), macchinari di  precisione ed attrezzature elettriche ed elettroniche (9,5 miliardi di dollari), abbigliamento ed  accessori (9,2 miliardi di dollari), pietre preziose e semi-preziose, metalli preziosi, perle, bigiotteria (6,9 miliardi di dollari).

Tabella 1. MAGGIORI ESPORTAZIONI TURCHIA/MONDO 2013

        $

Autoveicoli, trattori e parti di ricambio

17 004 490

Macchinari e apparecchiature meccaniche

12 997 571

Ferro ed acciaio

  9 934 043

Macchinari di precisione ed attrezzature elettriche ed elettroniche

  9 551 372

Abbigliamento ed accessori

  9 256 681

Pietre preziose e semi-preziose, metalli preziosi, perle, bigiotteria

  6 978 501

Combustibili minerali, oli minerali

  6 713 422

Articoli in ferro ed acciaio

  6 159 878

Abbigliamento, non a maglia ed accessori

  5 717 046

Materie plastiche e lavori di tali materie

  5 610 671

Fonte: rielaborazione a cura di Exportiamo su dati ICE Istanbul

Per quanto riguarda le importazioni, i prodotti prevalentemente richiesti lo scorso anno sono stati: combustibili e oli minerali (55,9 miliardi di dollari), macchinari e apparecchiature meccaniche (30 miliardi di dollari), Ferro ed acciaio (18,6 miliardi di dollari), Macchinari di precisione ad attrezzature elettriche ed elettroniche (17,7 miliardi di dollari), Autoveicoli, trattori e parti di ricambio (16,8 miliardi di dollari), Pietre preziose e semi-preziose, metalli preziosi, perle, bigiotteria (16,2 miliardi di dollari).

Tabella 2. MAGGIORI IMPORTAZIONI TURCHIA/MONDO 2013

       $

Combustibili minerali, oli minerali

55 915 234

Macchinari e apparecchiature meccaniche

30 159 186

Ferro ed acciaio

18 690 846

Macchinari di precisione ad attrezzature elettriche ed elettroniche

17 758 771

Autoveicoli, trattori e parti di ricambio

16 808 324

Pietre preziose e semi-preziose, metalli preziosi, perle, bigiotteria

16 225 819

Materie plastiche e lavori di tali materie

13 881 111

Prodotti chimici organici

  5 314 051

Apparecchi medicali, ottici, per fotografia e per cinematografia

  4 557 729

Prodotti parmaceutici

  4 151 044

Fonte: rielaborazione a cura di Exportiamo su dati ICE Istanbul

Nonostante sia investita da una fase di incertezza politica, la Turchia resta oggi uno dei mercati emergenti più interessanti. Oltre 1000 imprese italiane sono già attive in Turchia spinte anche dagli incentivi fiscali e dai numerosi strumenti di sostegno agli investimenti esteri offerti dal Paese. Ma come approcciare tale mercato?

L’imprenditore, a secondo della propensione al rischio e al suo progetto di internazionalizzazione, può decidere tra investimento diretto e investimento indiretto. Vediamoli nel dettaglio.  

1) L’investimento diretto può assumere diverse forme esplicitandosi in entità individuali con diverso grado di autonomia giuridica. Le forme giuridiche più utilizzate negli investimenti diretti sono: 

-ufficio di rappresentanza (liaison office): é una metodologia di ingresso meno onerosa per l’investitore e tendenzialmente viene scelta dagli imprenditori che intendono inizialmente esplorare il mercato; l’ufficio non ha personalità giuridica pertanto non gode di autonomia ed indipendenza giuridica rispetto alla società madre (parent company). Non svolge attività commerciale, non ha un capitale sociale e non é soggetto attivo IVA, ma solo centro di costo. 

- Filiale (branch office): non gode di autonomia patrimoniale ed indipendenza giuridica, e ricadendo sulla parent company ogni responsabilità per gli atti compiuti e le obbligazioni assunte sul territorio turco. Nomina un proprio legale rappresentante munito dei necessari permessi di soggiorno e di lavoro. Tuttavia, a differenza dell’ufficio di rappresentanza, la branch può svolgere l’attività commerciale in nome e per conto della parent company.

- Società a responsabilità limitata (Limited Liability Company): é un’entità che presenta, diversamente dalla precedenti forme, tutti i requisiti di autonomia patrimoniale e personalità giuridica. Può essere anche unipersonale, quindi costituita da un unico socio, persona fisica o persona giuridica. Il capitale sociale minimo richiesto é di 10.000 Lire Turche.

- Società per Azioni (Joint Stock Company): può essere unipersonale, ha un capitale sociale minimo di 50.000 Lire Turche (ò del capitale dovrà essere versato al momento della costituzione mentre la rimanente somma entro 24 mesi). L’amministrazione potrà essere affidata sia ad un amministratore unico, che potrà essere persona fisica ovvero giuridica, sia ad un consiglio di amministrazione. 

Una peculiarità dell’ordinamento turco é costituita dall’assenza di un pieno ed efficace corporate veil. Sia per le Società a Responsabilità Limitata sia per le Società per Azioni sussistono delle eccezioni al principio dell’autonomia patrimoniale. Nel caso delle società a responsabilità limitata, per i debiti societari avverso le autorità tributarie (i.e. previdenza sociale, tributi etc.) sono responsabili con il proprio patrimonio anche i soci della società, fermo però l’obbligo di escussione preventiva del patrimonio sociale. Per le società per azioni tale responsabilità ricade sull’organo amministrativo. 

2) Investimento indiretto: rappresenta una modalità di ingresso nel Paese meno richiosa con un investimento limitato ed una buona conoscenza del mercato, che permette di operare senza una stabile organizzazione. Gli strumenti legali tipici sono rappresentati dai contratti di distribuzione o di agenzia. Essendo entrambi a causa mista non trovano una regolamentazione tipizzata nel nostro ordinamento.

- Contratti di distribuzione: trova la propria fonte primaria nella libertà contrattuale riconosciuta alle parti, libertà che sarà limitata dalle disposizioni del legislatore nazionale e comunitario in materia di regolamentazione del mercato. Lo stesso vale per l’imprenditore che decida di far regolare il rapporto dalla legge turca. 

- Contratti di agenzia: trovano la loro fonte normativa nel codice delle obbligazioni e nel nuovo codice del commercio Turco (artt. 102 e segg) che riservano un trattamento di maggior favore nei confronti della società preponente visto che: non sussistono delle norme che vietano il c.d. star del credere, non sussistono o dei meccanismi tipizzati di determinazione dell’indennità in caso di risoluzione del rapporto per fatto diverso dalla colpa dell’agente ed é riconosciuta una piena libertà del preponente nel determinare e modificare la c.d. clientela direzionale.

Ricordiamo che la Turchia, non essendo membro della Comunità Europea, non rispetta le norme Europee e quindi alla Direttiva Comunitaria 86/653 nonché ai relativi Accordi Economici Collettivi per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale nel settore del commerciale.

Ci preme segnalare ai lettori di Exportiamo che in Italia esistono forme di finanziamemento a tassi agevolati (0,50%) che sostengono gli imprenditori che intendono affacciarsi ai mercati esteri qualora attivino uno o più modalità sopra descritte. Per saperne di più vi invitiamo a leggere la nostra Scheda Paese o a contattarci per approfondimenti.

 

Fonte: rielaborazione dati ICE Istanbul; Newsmercati.

 

 

 

 

 

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