L’'andamento esportazioni delle regioni italiane nel 2014

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17 Settembre 2014
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Italia

«L’analisi regionale dei mercati di sbocco evidenzia che nel corso del primo semestre 2014 la crescita registrata per l’export nazionale é positivamente condizionata dall’incremento delle vendite del Piemonte verso gli Stati Uniti»

Gli ultimi dati ISTAT sulle esportazioni delle regioni italiane mostrano un quadro contraddittorio che comprende risultati decisamente positivi ma anche altrettanto negativi. In generale nel secondo trimestre 2014, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite dei beni sui mercati esteri vedono un incremento per le regioni nord-orientali e centrali pari al +1,3%, mentre mostrano una flessione l’area meridionale ed insulare pari al -2,5% e quella nord-occidentale pari al -0,3%.

Nel primo semestre 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come si evince dal grafico, registrano la crescita più ampia sui mercati esteri sia l’Italia nord-orientale pari al +3,4% e quella meridionale pari al +2,4%. Seguono con incrementi più discreti l’area nord-occidentale pari al +1,2% e quella centrale pari al +0,6%. Appare invece evidente la contrazione delle vendite per le regioni dell’Italia insulare pari al -11,1%.
 
Grafico 1. Crescita sui mercati esteri nel primo semestre 2014

grafico 1

Fonte: elaborazione a cura di Exportiamo su dati ISTAT

Tra le regioni più dinamiche che forniscono il contributo maggiore alla crescita tendenziale dell’export italiano nel primo semestre 2014, che si é attesta al +1,3%, emergono l’Emilia-Romagna con un +4,5%, il Piemonte con un +4,4%, il Veneto con un +3,0%, le Marche con un +6,6% e la Puglia con un +9,4%. In forte crescita risultano anche le vendite verso l’estero della regione Abruzzo al +4,4% e della provincia di Bolzano al +3,4%. Per la Lombardia la dinamica dell’export é praticamente invariata. Tra le regioni che invece contribuiscono a frenare l’espansione del nostro export nel primo semestre 2014 rientrano la Sicilia con un -11,1%, la Sardegna con un -11,2%, il Lazio con un -3,1% e la Basilicata con un -24,6%. Le altre regioni che ottengono flessioni negative sono la Calabria al -7,5% e l’Umbria al -2,0%.

L’incremento delle esportazioni di autoveicoli dal Piemonte e di macchinari e apparecchi n.c.a. dalla Toscana e dalla Liguria spiega circa il 60% dell’incremento tendenziale dell’export nazionale nel primo semestre 2014. Nello stesso arco temporale la riduzione delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, da parte delle regioni Toscana e Piemonte e di prodotti petroliferi raffinati da parte della Sicilia, Sardegna e Lazio contribuisce al rallentamento dell’export tricolore per quasi un punto percentuale.

L’analisi regionale dei mercati di sbocco evidenzia che nel corso del primo semestre 2014 la crescita registrata per l’export nazionale é positivamente condizionata dall’incremento delle vendite del Piemonte verso gli Stati Uniti e verso la Cina, rispettivamente al +37,5% ed al +42,4%, della Toscana verso i Paesi EDA al +43,7%, dell’Emilia-Romagna verso la Germania al +12,0% e del Lazio verso il Belgio al +26,2%. La rilevante flessione delle vendite di Lombardia e Toscana verso la Svizzera, rispettivamente al -16,2% ed al -23,9%, del Lazio verso il Giappone al -65,8% e della Liguria verso i Paesi OPEC al -46,9%) contribuisce a contrarre l’espansione dell’export nazionale.

Nel primo semestre 2014 le province che contribuiscono in misura più considerevole a dare forza alle vendite nazionali sui mercati esteri sono quelle di Torino con un +8,5%, poi Massa-Carrara con un +59,2%, Vicenza con un +4,9%, Modena con un +6,4%, Taranto con un +65,6%, Bergamo con un +4,6%, Brescia con un +3,9%, Chieti con +9,8%, Treviso con un +4,4% e Bologna con un +3,9%. Altre province che esibiscono una dinamica positiva da mettere in risalto sono quelle di Piacenza con un +12,4%, Genova con un +10,6%, Ascoli Piceno con un +12,2%, Prato con un +12,6% e Ferrara con un +10,7%. Il calo delle vendite all’estero nelle province di Roma con un -13,6%, Milano con un -3,0%, Arezzo con un -10,9% e Cagliari con un -12,0% non é certo un esito soddisfacente.

Per evitare questa discordanza di risultati sarebbe auspicabile compiere un’attenta analisi dei fattori di forza e di debolezza a livello regionale e provinciale per poi operare una sintesi delle migliori buone pratiche a livello nazionale da diffondere tra tutte le PMI italiane.

Fonte: elaborazione a cura di Exportiamo su dati ISTAT.

Barbara Alessandrini, b.alessandrini@exportiamo.it

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