Come bevono il caffè gli americani?

Come bevono il caffè gli americani?
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11 Aprile 2019
Categoria: Food & Beverage
Paese:  USA

La National Coffee Association ha presentato i risultati dello studio sulle abitudini degli americani per il consumo di caffè. Il settore conferma i livelli di crescita fatti registrare negli ultimi anni, ma i consumatori a stelle e strisce sono sempre più alla ricerca di chicchi gourmet a discapito del classico “black coffee” americano.

Il mercato mondiale del caffè nel 2018 ha raggiunto un giro d’affari totale di 101 miliardi di dollari e 7,26 miliardi di kg venduti con un tasso di crescita medio annuo dei ricavi pari al 6,1% nel periodo 2010-2018. Secondo i dati contenuti nel “Consumer Market Outlook 2019” di Statista l’Europa si conferma al primo posto per acquisto di caffè con 2,44 miliardi di kg ed un giro d’affari di oltre 35 miliardi di dollari che dovrebbe crescere ancora, fino al 2023, ad un ritmo medio del 3,1% annuo. Segue il Sud America con 17,6 miliardi di dollari, anche se questo mercato – secondo gli analisti – è molto vivace ed in prospettiva potrebbe crescere del 9,9% medio annuo nel prossimo quadriennio. Gli Stati Uniti invece hanno generato nel 2018 acquisti di caffè per 11,5 miliardi, dato che dovrebbe ancora crescere mediamente del 2,1% annuo, da qui al 2023. Infine troviamo la Cina che, nel 2018, ha superato i 2 miliardi di dollari di ricavi e che dovrebbe continuare a correre con un CAGR del 21,3% nei prossimi quattro anni fino ad arrivare a 3,4 miliardi di dollari nel 2023.

Invece, per ciò che concerne il consumo di caffè pro capite, sul podio troviamo la Finlandia (12kg/anno), seguita da Norvegia (9,9kg) e Islanda (9kg), mentre l’Italia si piazza al 13esimo posto (5,8kg). Insomma quello del caffè è un mercato importante ed in salute che potrebbe offrire importanti opportunità alle oltre 700 torrefazioni italiane che generano ogni anno un business da oltre 3,5 miliardi di euro ed impiegano 6.300 addetti.

Le opportunità negli Stati Uniti

Tra i mercati più interessanti per le PMI italiane vi sono sicuramente gli Stati Uniti: nel 2018 l’export di caffè tricolore verso Washington ha raggiunto quota 110,2 milioni di euro con una crescita del 2,1% rispetto al 2017. Il Belpaese è al 14esimo posto tra i Paesi fornitori con una quota del 2% sul totale delle importazioni statunitensi, ma nella graduatoria dominano Colombia (1,25 miliardi di dollari), Brasile (1,07 miliardi) e Vietnam (516 milioni) che da soli detengono il 54% circa sul totale delle importazioni di caffè negli Stati Uniti.

Ma quale caffè preferiscono gli americani?

Quest’anno la National Coffee Association ha sottoposto un questionario a 2.815 persone per capire le abitudini dei consumatori in materia di caffè ed i risultati denotano alcuni cambiamenti importanti. Innanzitutto il 63% degli intervistati ha dichiarato di aver bevuto una bevanda a base di caffè il giorno precedente, di questi ben il 61% ha scelto un caffè gourmet. Tale percentuale nel 2015 si è fermata al 48%, mentre lo scorso anno al 58%.

Ma cosa si intende per caffè gourmet?

Secondo uno degli intervistati il concetto è relativo ai chicchi di caffè verde non tostati che devono possedere caratteristiche distintive per ciò che concerne corpo, gusto, aroma e/o acidità. Un altro modo con cui i consumatori si informano per capire se il caffè che stanno bevendo è gourmet è il punteggio attribuito dalla Specialty Coffee Association: se il caffè totalizza un punteggio (il cosiddetto “cupping score”) di 80 in una scala da 1 a 100 allora si può definire tale. Interessante anche l’intervista al proprietario di un coffee shop del Maryland, il quale ha dichiarato che non comprerebbe per il suo negozio un caffè con un punteggio inferiore a 85.

Altro aspetto importante su cui riflettere è che il 72% delle persone over 60 ha dichiarato di aver bevuto una bevanda a base di caffè il giorno precedente, mentre nella fascia d’età 18-24 la percentuale scende al 47%. Inoltre il caffè gourmet viene principalmente consumato dagli asiatici-americani (47%), seguiti dagli ispanoamericani (46%), afroamericani (40%) e dai caucasici-americani (39%). Perde terreno il consumo di caffè classico americano: quest’anno il 45% ha dichiarato di averlo consumato il giorno prima del sondaggio, contro il 61% del 2012. Di riflesso crescono anche le cialde come quelle utilizzate nelle macchine Keurig, il brand più popolare negli Stati Uniti (paragonabile a Nespresso in Europa).

Dunque sono diversi gli aspetti che emergono da questo studio: su tutti è chiaro che gli americani stanno progressivamente abbandonando l’idea del classico “black coffe” spesso servito in bicchieri da più di mezzo litro. Cresce invece la voglia di ricercare un caffè gourmet, che raccontano il prodotto e che soprattutto viene definito tale dagli esperti del settore. Molto enfatizzati sono anche tutti gli aspetti relativi alla provenienza, al metodo di lavorazione, all’eco-sostenibilità ed al commercio equosolidale. Da non trascurare, infine, il boom relativo alle cialde, sempre più presenti sia nelle aree di ristoro dei grandi uffici che nei supermercati a stelle e strisce.

Per ulteriori approfondimenti si consiglia ai lettori di visitare il sito della National Coffee Association e della Specialty Coffee Association.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Anthony Pascarella, redazione@exportiamo.it

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