Investire nelle Start-Up per Rilanciare l’Economia Italiana

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16 Settembre 2020
Categoria: Startup & Innovazione

Lunedì 14 Settembre si è tenuto il webinar Investire nelle Start-up – Finanziamenti pubblici e privati a sostegno dell’innovazione con le Istituzioni ed i Fondi di Investimento, in cui si è parlato di economia reale, dell’attività di finanziamento delle Start-up innovative, coinvolgendo fondi di Venture Capital nella fase scale-up, oltre che dell’attrazione di investitori pubblici e privati in aziende HighTech e dei progetti attuati da ICE Agenzia per aprire i mercati internazionali alle aziende innovative.

Perchè si parla di Venture Capital?

Una start-up è un’impresa emergente in cerca di fonti di finanziamento anche alternative al credito bancario che le permettano di andare avanti nella ricerca del modello di business e di crescere velocemente una volta che lo ha trovato. Il ruolo del Venture Capitalist (VC) è di supportare le startup con conoscenze specifiche nel settore d’operatività, capitali e network, e stimolarne la crescita, ottenendo poi un guadagno in conto capitale dalla vendita della partecipazione acquisita.

Investire nelle start-up in prospettiva di aumentare la competitività del sistema Paese.

Nel corso del webinar è emerso chiaramente che in questa fase di profonda crisi, le sole risorse pubbliche non saranno sufficienti e sarà necessario coinvolgere il settore privato sia a livello di grandi investitori istituzionali (internazionali e nazionali) che del più ampio pubblico dei risparmiatori.

Gli investimenti dei capitali privati possono fornire un sostegno determinante allo sviluppo dell’economia reale dando la possibilità ad investitori privati, cosiddetti retail, di accedere ad asset class che sono state per molto tempo appannaggio della clientela istituzionale, come il Private Equity ed il Venture Capital per società non quotate, con rendimenti interessanti per gli investitori. In questo modo si crea la possibilità che questi investimenti creino valore e che le Start up, le quali soprattutto in una fase di scale-up necessitano di fondi, trovino capitali alternativi al classico canale bancario.

Questi fondi inoltre accompagnano l’impresa in ogni fase della sua crescita, permettendo che l’affluenza di capitali le dia la possibilità di diventare un player internazionale, fondamentale per alcuni settori, come quello dell’Hightech.

Durante il Webinar si è inoltre evidenziato come il Private Equity in Italia risulti sottodimensionato rispetto ai principali Paesi europei, sia in termini di masse gestite sia per numero di gestori di fondi. Il tessuto economico italiano però, caratterizzato da piccole e medie imprese che necessitano di cambiamenti generazionali, managerializzazione e sostegno alla crescita, risulta essere un mercato particolarmente attraente per le attività di Private Equity e, vista la limitata competizione in Italia, permette di offrire ritorni interessanti per gli investitori.

Un esempio di integrazione tra un ente pubblico e le start up è stato fornito dall’intervento di ICE - nella persona del Dottor Claudio Pasqualucci - che sostiene le start up come categoria che necessità programmi ad hoc, accentuando la sinergia tra i poli di accelerazione nazionali e le start up italiane.

In particolare, i programmi dell’agenzia sono legati all’accelerazione delle start up per favorirne l’ingresso in quei mercati stranieri che costituiscono ambienti catalizzatori per un determinato settore, come potrebbe essere la Silicon Valley per l’alta tecnologia.

Grazie a chi investe nei mercati dei capitali privati, le piccole e medie imprese possono accedere a forme di finanziamento alternative al classico canale di finanziamento bancario che negli ultimi anni è stato pesantemente frenato anche dall’introduzione di vincoli normativi e patrimoniali sempre più severi.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Cristiana Oliva, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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