Brasile: Nuova Legge per i Servizi Sanitari di Base e Opportunità di Investimento

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13 Dicembre 2021
Categoria: Health & Care
Paese:  Brasile

Nel settore dei servizi sanitari di base in Brasile le opportunità di investimento per le aziende italiane non sono mai mancate. Una nuova legge garantisce un quadro normativo sicuro per gli investimenti ed ulteriori vantaggi per l’intera supply chain.

Tra i numerosi settori in cui le aziende italiane investono ormai da anni in Brasile, quello dei servizi igienico-sanitari di base è ancora in fase di grande sviluppo e offre opportunità interessanti, soprattutto dopo l’entrata in vigore della nuova legge che ridefinisce il quadro normativo. Tra i 17 SDG’s (Sustainable Development Goals) dell’ONU, il 6° obiettivo è: “Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari per tutti”.

Allo stesso tempo, il servizio sanitario di base è un diritto garantito dalla Costituzione brasiliana. Tuttavia, in Brasile, secondo i dati del 2019 del National Sanitation Information System (SNIS), il 46% della popolazione non ha accesso a un sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue. E dell’acqua raccolta, solo la metà è sottoposta a trattamento. Per quanto riguarda la rete idrica, il 16% della popolazione non vi ha ancora accesso.

Proprio con l’obiettivo di migliorare questa situazione, la nuova legge n. 14.026 del 15 luglio 2020 ha aggiornato il quadro normativo in materia di servizi igienico-sanitari, aprendo le porte a numerosi investimenti in questo settore.

Quando si parla di servizi sanitari di base in Brasile, ci si riferisce all’insieme di interventi atti a garantire migliori condizioni per la salute, prevenire le malattie e in generale offrire una qualità di vita migliore alla popolazione. Tra le varie cose, la legge stabilisce dei criteri di universalizzazione per la distribuzione dell’acqua potabile e il trattamento delle acque reflue entro il 2033. Inoltre, i comuni più piccoli avranno la possibilità di unirsi in gruppi per ricevere i servizi di sanificazione da un’unica azienda.

La principale novità è la fine del monopolio delle imprese statali e l’apertura al settore privato. La nuova legge, infatti, stabilisce che, per i prossimi progetti, le aziende statali dovranno concorrere apertamente insieme alle aziende private, in gare d’appalto pubbliche. Non c’è nessun dubbio che la legge apporterà numerosi benefici, sia per la popolazione che per l’economia.

Non c’è nessun dubbio che la legge apporterà numerosi benefici, sia per la popolazione che per l’economia. Da un lato, infatti, si prevede che il 100% della popolazione avrà accesso finalmente a servizi di qualità, dall’altro si stima la generazione di circa 1 milione di nuovi posti di lavoro. Senza parlare dei benefici per il sistema Brasile, che potrà in questo momento di crisi attirare nuovi investimenti e riportare al centro del dibattito il problema dell’igiene di base.

E i primi effetti già sono evidenti.

Fin dall’ entrata in vigore della nuova legge, infatti, sono già state fatte concessioni per un valore di R$ 30,6 miliardi e per il futuro, entro il 2033, sono attesi investimenti pari a R$ 500/700 miliardi. Inutile dire che l’intera supply chain beneficerà di questa situazione. Nel settore dei prodotti industriali per i servizi sanitari, ad esempio, secondo i dati della BNDES (Banca Nazionale dello Sviluppo), è attesa una domanda di R$ 36 milioni nel settore dei tubi, R$ 18 milioni nelle attrezzature e R$ 32 milioni in prodotti chimici, in quello che è stato definito uno scenario “di base”. Se la situazione evolverà in maniera positiva, non c’è nessun dubbio che i numeri saranno molto più alti.

Solo a dicembre 2021, sono attese aste in questo settore per un valore di R$ 8 milioni di reais. Dunque, di fronte a notizie negative che mostrano un Brasile colpito dalla crisi economica e sanitaria e da una cattiva gestione politica, il business climate è invece un po’ diverso. C’è grande fermento e il Brasile, di fatto, continua ad essere una terra di grandi opportunità per le aziende italiane.

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Fonte: a cura di Exportiamo, di Mariavittoria Petrosino, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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