Pitti Uomo: Nel 2021 Cresce l'Export del Fashion Maschile

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15 Giugno 2022
Categoria: Moda & Accessori

Dal 14 al 17 giugno torna a Firenze Pitti Uomo, il più importante appuntamento internazionale per la moda maschile. Alla fiera partecipano 682 Brand, di cui il 41% stranieri, che spaziano da piccole a grandi realtà attive nei comparte dell’abbigliamento, accessori e lifestyle e che presentano le collezioni primavera-estate 2023.  

Le imprese del settore sono meno oppresse dalla pandemia da Covid-19 e, anche se il conflitto tra Russia e Ucraina e l’aumento dei prezzi dell’energia, dei trasporti e delle materie prime preoccupano, si respira aria di ottimismo e di voglia di investire e mettersi in gioco. A Firenze sono molti gli eventi legati al settore che vengono organizzati, che richiamano un gran numero di turisti dopo gli ultimi durissimi anni per il comparto. “In questi giorni l’occupazione degli hotel è al 90% – spiega Stefano Rosselli, presidente degli albergatori di Confindustria Firenze – e Pitti Uomo ha dato il suo contributo a questo risultato. Non siamo ancora alle presenze pre-pandemia, ma si è visto un ritorno delle aziende e dei compratori. Pitti resta un’occasione importante di lavoro e di visibilità internazionale”.

Gli organizzatori della fiera hanno diviso la manifestazione in cinque sezioni che raccontano le diverse sfacciettature della moda uomo: dall’eleganza che ha reso celebre il Made in Italy all’estero (Fantastic Classic) a chi guarda oltre il formale (Futuro Maschile); dagli stili urbani che puntano su libertà e comfort (Dynamic attitude) ai brand internazionali che mescolano tradizione e innovazione (Superstyling), fino all’area speciale sulla sostenibilità ambientale. I visitatori attesi sono tra 10 e 15mila: mancheranno le importanti affluenze da Cina e Russia, si spera negli americani, nel medioriente e nel sudest asiatico, oltre che naturalmente nell’Europa, che rimane il target principale per il fashion maschile Made in Italy, con un fatturato di 9,4 miliardi di Euro nel 2021 per il 70,6% all’export e con un saldo commerciale di 2,6 miliardi di Euro.

Secondo i dati elaborati da Confindustria Moda per ocnto di Pitti Immagine, nel primo trimestre dell’anno i principali Paesi di sbocco sono stati Francia, Germania e Svizzera, seguiti da Stati Uniti (+58%), Spagna, Cina (-1,9%) e Regno Unito. In questi primi tre mesi l’export è cresciuto del +6,3% mentre l’import ha fatto un balzo del +22,6%. All’orizzonte, Confindustria Moda prevede un “possibile rallentamento della domanda dovuto a un clima di maggior incertezza” e recuperare il fatturato-record del 2019, sopra 10,1 miliardi di euro, per il settore non è più un traguardo sicuro.

Fonte: a cura di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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