L'eccellenza italiana domina il mercato europeo della montagna

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27 Luglio 2017
Categoria: Moda & Accessori

L’industria dell’outdoor italiano si conferma, anche nel 2017, un punto di riferimento per alpinisti estremi, sciatori, rocciatori, runner ed amanti della montagna di tutto il mondo.

Marchi come Vibram, Scarpa, Grivel, Salewa e Tecnica rappresentano infatti una vetta di eccellenza del mercato nostrano dell’attrezzatura sportiva outdoor.

In Italia questo comparto conta una ventina di PMI che assieme generano un volume d’affari complessivo di 612 milioni di euro, all’interno di uno scenario europeo che vale circa € 5 miliardi.

Le aziende italiane esportano l’87% di ciò che producono e superano di gran lunga i loro diretti competitor, Francia e Germania, per capacità d’innovazione garantendo un altissimo standard di sicurezza.

“Stando ai dati forniti da Sportpress, rivista di riferimento, questo è tra i settori in maggior salute dello sport system. Dopo molte stagioni di crescita a due cifre, è rimasto stabile o ha registrato lievi incrementi anche in anni di crisi economica generalizzata”, spiega Luca Businaro, presidente di Assosport.

Basinaro ha quindi illustrato come queste società siano diventate, nel corso del tempo, un mito per gli appassionati grazie ad anni di duro lavoro garantendo ai clienti affidabilità e innovazione: “Siamo leader nell’alpinismo perché gli italiani si distinguono per la capacità tecnica nella creazione di nuovi prodotti, per manualità e cultura delle cose belle e ben fatte tipiche del made in Italy. Infatti queste imprese hanno per lo più mantenuto la produzione in Italia”.

Le parole del presidente di Assoport descrivono perfettamente la realtà di Grivel, l’azienda preferita da Walter Bonatti (massima espressione dell’alpinismo italiano), la più antica al mondo nell’universo dell’alpinismo tanto che compirà 200 anni di storia nel 2018.

L’azienda che vanta 60 dipendenti e 10 milioni di fatturato generato grazie alla produzione di attrezzature per alpinisti, arrampicatori, trail runner, produce esclusivanente fra la Valle d’Aosta e il Friuli.

“Grivel furono i primi ramponi su disegno di Oscar Eckenstein nel 1909. Come furono Grivel i primi ramponi a dodici punte nel 1929 che permisero la prima salita della parete nord dell’Eiger. Le attrezzature Grivel furono usate nella salita delle prime tre montagne del mondo, Everest, K2 e Kanchenzonga. Esportiamo il 92% della produzione e in ogni paese del mondo, Cina compresa. I principali mercati sono Giappone, Usa, Germania, Inghilterra, Francia, Italia”, racconta il presidente di Grivel Gioachino Gobbi che, oltre all’eccellenza tecnica, muove passi da gigante sul fronte estetico tanto che nel 2016 ha anche ricevuto il Compasso d’Oro del design per una nuova generazione di moschettoni.

Conosciuta soprattutto per la forgiatura di piccozze, Grivel sta ora diversificando la produzione lanciando una nuova linea di zaini e di abiti.

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