Tessile-moda in ottima salute: nel 2017 ricavi pari a 54,1 miliardi

Tessile-moda in ottima salute: nel 2017 ricavi pari a 54,1 miliardi
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10 Maggio 2018
Categoria: Moda & Accessori

I dati sul tessile italiano sono risultati migliori delle aspettative: il fatturato 2017 è stato rivisto al rialzo rispetto alle proiezioni di giugno, stessa cosa accade per quello relativo al primo semestre del 2018. Il sistema moda Italia (Smi) ereditato da Marino Vago lo scorso marzo dalle mani di Claudio Marenzi è in ottima salute: le oltre 46mila aziende, che danno lavoro a circa 400mila persone, hanno assicurato un fatturato di 54,12 miliardi, il 2,4% in più rispetto al 2016, e un export di 30,6 miliardi (in crescita al +3,5%), pari a una quota sul fatturato del 56%.

Il neo presidente Marino Vago in occasione del suo primo incontro con la stampa ha tenuto a ringraziare la squadra che lo ha preceduto, dal presidente Marenzi agli imprenditori alla Camera della moda: “Smi si è conquistato una visibilità che non aveva. Abbiamo promosso o partecipato a tavoli istituzionali dove si prendono decisioni chiave per il futuro del nostro settore e anche dell’economia del Paese, visto che l’Italia è l’unica nazione a possedere una filiera intatta e di altissimo livello, che il mondo ci invidia. Non è un caso che nei nostri distretti si produca la maggior parte dell’abbigliamento e degli accessori di lusso poi venduti a livello globale”.

Infatti, viene dall’export il risultato che traina maggiormente i successi del settore: “Occorre compattare il fronte di tutti i segmenti del tessile e dell’abbigliamento, che non sono ancora del tutto uniti. Il mio desiderio è quello di arrivare ad avere un sistema unico, che si presenti unito, soprattutto sulla scena internazionale, non solo in termini di vendite di prodotti, ma anche di servizi e d’immagine. L’idea è un po’ quella di una holding composta di società autonome ma coordinate, che utilizzino gli stessi strumenti, come le fiere o i centri di ricerca e tecnologia”, spiega Vago.

I mercati di riferimento più interessanti sono la Russia (a + 10,9% nel 2017, ottima la moda uomo a +19,6%) e la Cina (per cui si registra un export pari a 11,9%, con il settore uomo che aumenta del +18,3%), che hanno registrato ottime performance nel corso dell’ultimo anno. In difficoltà le esportazioni del comparto tessile verso gli Stati Uniti che, dopo il boom del 2015, subisce una flessione che si protrae dal 2016 ed è oggi al -1,7%. La moda donna assicura 656 milioni di euro, quella maschile 556 milioni di euro.

Caro al neopresidente è il tema della sostenibilità applicata all’industria tessile: “La nostra filiera è impegnata nel rispetto dell’ambiente da anni, decenni. E spesso le aziende si impongono da sole standard superiori a quelli richiesti per legge. Ma, come ricorda sempre Claudio Marenzi, la sostenibilità ha un costo e per questo i filati, i tessuti e i capi finiti made in Italy hanno prezzi elevati. Una delle mie priorità sarà comunicare meglio il valore di quello che facciamo e di come lo facciamo, usando l’opportunità offerta dal digitale“, informando e tenendo aggiornati i consumatori.

Fondamentale è anche la formazione, nel tentativo di consegnare ai giovani un futuro di esperti del settore e non una conoscenza generica e superficiale: “In un mondo globalizzato”, sostiene Vago, “non ci si può più permettere di presentarsi con un monoprodotto. Dobbiamo posizionarci con una gamma di prodotti completa. Se non facciamo squadra, non saremo in grado di ottimizzare le risorse. Abbiamo sbagliato, come imprenditori e come Paese, a non puntare sull’istruzione professionale. Occorre superare il pregiudizio che vuole il lavoro in fabbrica obsoleto e meno nobile rispetto ad altre professioni. Le aziende devono fare più formazione interna, ma lo Stato deve ricominciare a investire sugli istituti tecnici, come ha fatto, con successo, la Germania”.

Sostenibilità, formazione e digitale sono i motivi principali che caratterizzeranno la filiera del tessile italiano di Marino Vago.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Claudia Cavaliere, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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