L’Asia offre interessanti opportunità al made in Italy

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12 Settembre 2014
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Indonesia Filippine Malesia Thailandia Cina Mongolia

«Per quanto riguarda la previsione relativa all’andamento delle esportazioni italiane in Asia, si stima che tra il 2014 ed il 2017 queste cresceranno ad un ritmo medio dell’8,6%»

Nel periodo 2014-2017 l’Asia si confermerà l’area economicamente più dinamica al mondo con una crescita media del Pil di +6,6%. La Cina crescerà a ritmi superiori con un +7%, anche se inferiore rispetto agli anni passati, e continuerà il percorso di implementazione delle politiche volte a sostenere un modello di sviluppo più equilibrato sia dal punto di vista sociale sia ambientale. Al contrario l’India dovrà scontare alcune debolezze strutturali a causa del ritardo nei processi di riforma. Grazie al rafforzamento di un modello di crescita meno vincolato al commercio con l’estero, ad una maggiore diversificazione dell’economia ed alla firma di numerosi accordi commerciali, il Sud-est asiatico, ossia Indonesia, Filippine, Malesia e Thailandia, ha saputo reagire alla crisi internazionale ed anzi si é messo nella posizione tale da riuscire ad offrire interessanti prospettive per i prossimi anni: si prevede che, nel complesso, questi Paesi registreranno nel prossimo quadriennio tassi di crescita non inferiori al 4% medio annuo ed un robusto aumento del Pil pro capite.

Nell’area asiatica alcuni mercati, fino ad oggi moderatamente esclusi dai grandi flussi commerciali e finanziari, si stanno progressivamente aprendo all’interscambio con l’estero. A fine 2013 la Mongolia, di cui abbiamo accuratamente trattato in un nostro precedente articolo, ha adottato una legge sulla tutela degli operatori e degli investitori stranieri per incrementare l’afflusso di capitali esteri nel Paese, in particolare nell’industria mineraria. Il settore può offrire importanti opportunità per il manifatturiero italiano in relazione all’export di macchinari impiegati nelle attività connesse alla ricerca e all’estrazione di risorse naturali.

A fine 2013 l’Unione Europea ha accordato al Pakistan lo status di Generalised Scheme of Preferences (Gsp) che comporta la riduzione dei dazi alle esportazioni pakistane verso i Paesi europei: l’obiettivo é di dare maggior slancio all’economia pakistana e rafforzare i legami commerciali con i Paesi membri della Ue.
Sempre nel 2013 si é assistito all’ingresso del Laos nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e ciò dovrebbe incoraggiare l’interscambio commerciale per la riduzione di alcune barriere tariffarie ed incentivare l’afflusso di capitali esteri grazie a maggiori tutele legali ed agevolazioni per gli operatori stranieri.

Per quanto riguarda la previsione relativa all’andamento delle esportazioni italiane in Asia, si stima che tra il 2014 ed il 2017 queste cresceranno ad un ritmo medio dell’8,6% sostenute dal continuo aumento della domanda dei partner commerciali più consolidati,  in primis la Cina, e dalle nuove richieste provenienti da economie al momento per noi meno rilevanti, in particolare modo Filippine ed Indonesia.

Nell’arco di tempo considerato si prevede quindi una crescita rilevante delle esportazioni italiane verso la Cina (+8,6%), in particolare di beni intermedi (+8,8%) e di investimento (+11,7%) grazie all’innalzamento degli standard qualitativi dell’industria cinese ed ai nuovi stimoli alla domanda interna provenienti dal processo di urbanizzazione che il governo vuole mettere in atto.

Prospettive positive per l’export italiano anche verso le Filippine, specialmente per la domanda di beni di investimento (+9,6%) legata ad un decisa industrializzazione del Paese. In Thailandia ed in Malesia la crescente domanda di prodotti specializzati, in particolare di macchinari, aprirà la strada ai beni di investimento che cresceranno in entrambi i Paesi rispettivamente dell’8,2% e del 9,4%.

Più prudenti le previsioni nei confronti dell’India dove il nostro export si terrà su tassi di crescita inferiori al potenziale nel biennio 2014-2015, ossia al +5,9% in media, a causa della diminuzione degli investimenti pubblici da parte del governo indiano.

L’Asia continuerà a costituire un traino per la crescita mondiale e l’Italia deve prepararsi a giocare bene le sue carte.

Fonte: elaborazione a cura di Exportiamo su dati del Rapporto export 2014 – 2017 “Re-think” di SACE.

Barbara Alessandrini
b.alessandrini@exportiamo.it

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