Donne e Startup

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09 Marzo 2015
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Italia

In questi giorni le strade sono state affollate da gialle mimose per festeggiare le donne.

Questa ricorrenza spesso rimane tristemente solo un culto sostanzialmente “commerciale” molto enfatizzato, negando nella sua stessa realizzazione i nobili intenti.

Unioncamere avvicinandosi la ricorrenza ha pensato bene di andare al punto e vedere nei fatti come va la “festa della donna”, diffondendo il 6 marzo i dati relativi a una ricerca - effettuata sui dati Infocamere a gennaio 2015 - sulla presenza femminile tra le oltre 3.200 startup innovative che popolano la penisola.

Risultato?

Partiamo dalla bella e inebriante mimosa.

Occorre sapere che sebbene si tratti di una pianta estremamente delicata, l’Acacia Dealbata é considerata una pianta pioniera, in grado cioé di insediarsi in quei territori di recente formazione, creatisi a seguito di frane o colate laviche, oppure in territori in cui la vegetazione é stata distrutta da incendi.

Si tratta di piante in genere molto resistenti, che si adattano anche a suoli poco profondi e poveri di sostanze nutritive e sono in grado di modificare il terreno, rendendolo più adatto ad altre specie più esigenti che si insedieranno successivamente.

Il parallelo rende bene l’idea e ad emergere é così una nuova Italia, capace di contare di più sulle donne e sulla loro intraprendenza, pur essendo oggi il nostro paese oggi non proprio il paradiso per non dire l’inferno, per chi prova a fare business, a maggior ragione se donna come spesso é stato rilevato così per come la disparità retribuitiva o il “terrorismo sulla maternità”.

E’ chiaro come sia difficile disinfestare il pensiero italiano da alcuni retaggi senza dimenticare che solo nel 1981 é stato abrogato dal Codice Penale il “delitto d’onore”, é l’altro ieri. Oggi bisogna cogliere la cifra del cambiamento nel fatto che per tutti - uomini e donne - il momento storico rende necessariamente più intraprendenti e il cambiamento delle carte in tavola, soprattutto per le giovani generazioni deve essere più che motivo di disperazione, stimolo per l’azione, in terreni inesplorati e percepiti a volte come inospitali.

Le donne come la mimosa lo dimostrano e il dato é chiaro e anche se ancora il rosa pesa poco sul tessuto imprenditoriale, é in crescita e il potenziale da sfruttare pare sia non indifferente.

Le quasi 400 imprese da Unioncamere vengono definite “un piccolo esercito”, capace nel 2014 di raddoppiare la consistenza della “business community” (+50,6%) e pur rimanendo ancora meno popolata di quella dei colleghi uomini, rappresentando il 12,4%  del totale delle startup innovative, dato inferiore al 21,5% in rapporto al numero complessivo delle aziende italiane.

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La forma societaria scelta da 3 su 4 é la società a responsabilità limitata e nel 77% dei casi il valore del capitale investito non supera i 10.000 euro.

Per quanto riguarda invece la distribuzione geografica, quasi 1 startup su 3 (30,2%) é localizzata nel Nord ovest con Milano a farla da padrona, seguito dal Mezzogiorno (24,4%) e dal Centro (23,6%) mentre il Nord est é il fanalino di coda dell’innovazione al femminile (21,9%).

Anche a livello settoriale, come la mimosa, le nostre startupper si insediano in territori innovativi e spesso inesplorati o trascurati e infatti tra i settori con più alta presenza di donne alla guida di neo imprese c’é la produzione di software, la consulenza informatica e le attività connesse (20.9%) seguita dalla ricerca scientifica (19.8%) e dall’attività dei servizi di informazione e altri servizi informativi (10.6%). 

Sono state invece novantanove le idee presentate da 134 donne, molte under 35 per il concorso “Progetti delle donne - Progetti per le donne” lanciato nei mesi scorsi da WE - Women for Expo e Padiglione Italia diviso in due sezioni: imprenditorialità femminile e prodotti e/o servizi che facilitino la vita delle donne.

Diana Bracco, Presidente di Expo 2015 SpA e Commissario Generale per il Padiglione Italia ha spiegato, lo scorso 12 febbraio a Milano durante la premiazione:

“Premiamo l’imprenditorialità femminile perché le donne, e le giovani in particolare, sono motore del cambiamento, qui in Italia come in ogni parte del mondo. Ecco perché c’é bisogno di sostegno perché le ragazze siano formate e preparate a fare imprenditoria”. 

Non solo progetti delle donne, anche Progetti per le donne come previsto dalla seconda sezione del concorso, dedicata a chi ha realizzato idee che facilitano la vita delle donne. Un’opportunità in più per i 58 progetti selezionati dalla commissione di valutazione: 24 saranno per una settimana nel Padiglione Italia, 22 si presenteranno, durante Expo, con un evento e 12 avranno spazio su sito e magazine dell’esposizione.

A vincere invece rispettivamente, 40.000, 30.000 e 10.000 euro messi a disposizione da Fondazione Milano per Expo, Fondazione Giuseppina Mai e Accenture, tre diverse idee, tutte interessanti e innovative.

Il primo premio é andato a “OrtiAlti”, un’idea concepita da un team guidato dall’architetta Elena Carmagnani che ri-pensa i tetti delle nostre città in maniera produttiva creando “OrtiAlti” visti inoltre come strumenti di riqualificazione urbana e capaci di intrecciare i benefici ambientali con quelli produttivi e sociali. 

Il secondo premio é andato invece alla ventinovenne Marina Olwen Fogarty per “Alto Piemonte. Al-Top!”. Il progetto punta alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari dell’Alto Piemonte attraverso due progetti: la costituzione di un’azienda vinicola e la creazione di un polo culturale che, assieme al vino, promuova tutti i prodotti tipici del territorio, anche attraverso eventi, iniziative scientifiche e formative in grado di migliorare il tessuto produttivo ma anche di attrarre turismo. 

Terzo gradino del podio invece per la trentacinquenne Elena Bellacicca con “FindMyLost”, un’app che metterà in contatto chi ha perduto oggetti con chi li ha trovati e sarà proprio Milano, durante Expo, a sperimentare per prima la piattaforma digitale, gratuita, alla quale basterà iscriversi, per poi registrare i dati di telefonini, sciarpe, ombrelli… smarriti (circa 180mila oggetti ogni anno solo a Milano) e incrociarli con le caratteristiche indicate da chi quegli oggetti li ha trovati.

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Insomma una dimostrazione pratica che le idee, l’intraprendenza e la capacità di visione lungimirante non mancano alle nostre industrie innovative, sempre più rosa.

Il prossimo appuntamento invece é a Bologna dal 13 al 15 marzo con “Startup Weekend Women”, iniziativa che mira proprio a sollecitare e supportare la nascita di nuove imprese femminili.

L’evento - promosso tra gli altri da Google for Entrepreneurs e TIM #WCAP Accelerator - vuole accogliere tutte le donne con un’idea di startup, con conoscenze e skills innovative da mettere a servizio di altre “innovatrici” e più in generale chiunque voglia approfondire mondo, modi e opportunità che ruotano intorno al TIM #WCAP Accelerator di Bologna, con l’occasione di essere a contatto con  startupper, mentors, coach e speaker.

 

In sostanza idee, protagoniste e opportunità non mancano ma rimane una certezza: questo paese non potrà dirsi rinnovato sino a quando questi dati non faranno più notizia.

 

Fonte: a cura di Exportiamo, di Antonio Passarelli, redazione@exportiamo.it

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