Lo spazio espositivo di Rho-Pero a Milano sarà perché gli occhi del mondo sono puntati su Expo 2015, a due passi dalla fiera, sarà perché il business come noto passa da Milano, non riposa mai, per fortuna, perché il livello delle manifestazioni fieristiche che ospita é sempre eccellente.

Noi di Exportiamo cerchiamo di tenere il passo e per questo non potevamo mancare.

A cosa?

Neanche a distanza di un mese dal bagno di folla del Salone del Mobile - la solita certezza dove l’eccellenza non si discute come abbiamo anche commentato con il Vice Ministro Calenda - e solo due giorni dopo la “movimentata” giornata inaugurale di Expo (per usare un eufemismo), dal 3 al 6 maggio si é tenuta la V^ edizione della Biennale Internazionale dell’Agroalimentare, in una parola TUTTOFOOD.

 “Fiera n.1 del Food Made in Italy” viene definita dagli stessi organizzatori e non a torto o per spacconeria, perché questa edizione ha effettivamente confermato nei numeri e nella qualità un trend in continua crescita ed espansione - da tutti i punti di vista - rispetto all’ultima edizione del 2013.

Vagando tra gli stand e fiutando le “impressioni dal campo”, il giudizio sulla qualità più che sulla quantità dei visitatori é stato più che positivo da parte degli espositori. Nella giornata inaugurale, domenica 3, qualcuno si lamentava invece per la poca affluenza, ma nei giorni successivi credo si sarà dovuto ricredere.

Innanzitutto una superficie espositiva maggiore 180.000 mq completamente assegnata e opzionata (erano 60.000 in meno due anni fa) e con una vocazione sempre più internazionale con la presenza di oltre 400 espositori esteri, provenienti da ben 43 paesi, ben il 70% in più rispetto all’ultima edizione, così come la presenza degli stessi buyer é raddoppiata.

Una crescita verticale e a tratti esponenziale per la manifestazione in questo 2015 che ha interessato e attraversato, tutti i settori presenti e rappresentati in fiera tra i 10 padiglioni, non 6 come 2 anni fa e sono state molte le aziende rimaste in lista di attesa.

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Oltre 7.000 marchi e 2.700 espositori con tutto il pensabile e anche oltre per tutti i settori che rendono gustoso il nostro paese e il mondo, dal “Lattiero-Caseario” ai “Surgelati”, passando per “Carni e Salumi”, “Dolciario”, “Green Food”, “Ho.Re.Ca & Beverage” fino a “Cereal based Food”, “Ittico” al debutto e “Multiprodotto”, mentre a livello istituzionale si conferma la stretta collaborazione tra Fiera di Milano, le Associazione di Categorie rappresentative dei settori e la stessa l’Agenzia ICE che ha organizzato l’indispensabile “International Business Lounge” e la fondamentale sinergia con il Padiglione Italia e Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, con la prevedibile transumanza di visitatori e espositori in direzione Expo per l’apertura serale della grande giostra/circo che poi così male non é anche se le riflessioni da fare ci sono sempre, però alla fine tocca vedere come sai giocare le tue carte.

La soddisfazione é anche nei numeri, quelli contano ed uno in particolare, il turn over quasi inesistente o guardando il bicchiere mezzo pieno un tasso di fidelizzazione altissimo, come fa notare, Paolo Borgio, Exhibition Manager di TUTTOFOOD, face: “Un tasso altissimo di fidelizzazione delle aziende edizione dopo edizione e un turn over esiguo, del solo 8% dato dall’attenzione per la filiera che abbiamo saputo offrire durante anni di accordi con le associazioni, incontri con le aziende, convegni aperti agli operatori”.

TUTTOFOOD guadagna il podio con questi numeri e diviene la III^ fiera agroalimentare in Europa, due posizioni rispetto al 2013.

La ragione del successo della manifestazione sta molto nella capacità di riuscire ad essere al passo con i tempi, aggiungendo ai settori ormai “storici”, nuove merceologie e registrando una crescita generalizzata che in alcuni comparti doppia i risultati del 2013, é il caso di quello dedicato a “Carne e Salumi”, cresciuto del 40% rispetto al 2013, ma anche del dolciario con “Dolce Italia”, il cui numero di espositori é raddoppiato o nella crescita comunque significativa registrata anche dal “Lattiero-Caseario” e dai “Surgelati”, fino al  Multiprodotto, che occupa il doppio degli spazi rispetto al 2013 e all’Ho.re.ca.  e Beverage, che ha visto la presenza delle aziende del settore acque minerali e birra crescere rispettivamente del 50% e del 130%.

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L’offerta fieristica come si vuole oggi é sempre più integrata, di filiera e ad ampio spettro, completata in questa edizione, da un intero padiglione dedicato al vending, con la special edition di Venditalia, realizzato in collaborazione con CONFIDA, il meglio della tecnologia e dei servizi per la distribuzione automatica, settore che rappresenta una dimensione di business trasversale a tutti i comparti del Food e non solo.

Scontato sottolineare come si é naturalmente ampliato e potenziato il settore del “Green Food” che ha triplicato i volumi con un’area dedicata e con uno spazio showcooking.

Il crocevia di tutto ciò che ruota intorno al mondo del food e una capacità di fare realmente sistema con le preziose alleanze costruite nel tempo e negli anni con le associazioni dei vari comparti, come AIDEPI (pasta e dolci), ASSICA (carni  e salumi), ASSOBIRRA (industria della birra), CONFIDA (vending), MINERACQUA (Acqua e bibite), QUALIVITA (consorzio per la qualità certificata del food), UNAPROL (olio e olivicoltura) e UNIONALIMENTARI (Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Alimentare).

A ciascuno il suo, una buona prassi che bisognerebbe rendere consuetudine, perché ogni realtà é portatrice di esperienze specifiche indispensabili per cogliere le esigenze dei diversi comparti.

Molti gli spazi istituzionali di Regioni, Consorzi, realtà locali e territoriali che vedono strategica la propria presenza per mostrare al mondo le proprie tipicità e per cercare nuovi interessanti partner ed estimatori a livello nazionale e sovrannazionale.

Per quanto riguarda la dimensione internazionale, é importante segnalare come gli oltre 20.000 operatori buyer raggiunti, tra i quali i 2.100 top hosted buyers dai mercati di maggior interesse, individuati in collaborazione con Agenzia ICE  e profilati grazie a Expo Matching Program (EMP), sistema di matching di Fiera Milano che consente di fissare appuntamenti mirati allo stand.

Una piattaforma web per incontri d’affari é stata creata per incoraggiare e facilitare l’internazionalizzazione delle imprese durante i sei mesi di Expo con il tentativo di intercettare gli operatori in visita ad Expo 2015 per entrare in contatto con le aziende in mostra attraverso Expo Business Matching, il programma di matching promosso da Expo Milano 2015 in partnership con  Fiera Milano, Camera di commercio di Milano, Promos e PwC.

Tantissimi gli eventi e gli incontri per valorizzare le aziende presenti, con convegni, show cooking e workshop organizzati dalle aziende.

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Il Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina in visita alla manifestazione ha ricordato come:

“L’agroalimentare é un settore primario per la nostra economia, che vale il 15% del PIL con un export che raggiunge i 33 miliardi di euro. E a TUTTOFOOD 2015 si tocca con mano anche questo valore aggiunto. Sull’agroalimentare possiamo costruire un punto di svolta per l’economia italiana, puntando sull’internazionalizzazione. L’obiettivo dei 50 miliardi di euro di export al 2020 é alla portata, anche grazie al piano straordinario che partirà a giugno: uno strumento che gli operatori aspettavano da tempo”

Martina ha poi illustrato la strategia sottostante al piano.

“Il piano seleziona tre fasce: i mercati consolidati, gli emergenti e i nuovi. A giugno presenteremo anche il segno unico distintivo agroalimentare. Stiamo completando i vari tasselli di una strategia di riposizionamento e manifestazioni come TUTTOFOOD possono fare la differenza. L’Italia non può prescindere da una sinergia pubblico-privato”.

Diversificare mercati di sbocco ed interventi “chirurgici” per valorizzare al massimo le poche risorse a disposizione, della serie i tempi delle vacche grasse, sono finiti e da un pezzo ormai e quindi serve coordinamento e organizzazione.

L’Agenzia ICE in questa edizione oltre allo scouting in numerosi Paesi di importanti buyer, ha anche garantito azioni di promozione e comunicazione congiunte su cinque Paesi target: USA, Canada, Giappone, Regno Unito e Australia.

Il mercato invece iniziare a inviare segnali di risveglio all’interno, mentre l’export continua a premiare il brand Italia e come ha ribadito il Ministro si cerca di mettere in campo una strategia duttile per restare competitivi sul mercato sempre, la parola del presente e del futuro ormai un po’ ovunque e per tutti é “resilienza”, a mio parere e non credo di essere il solo, tanto ormai é tutto “post” e se non lo é ci mette un attimo a diventarlo.

Le indicazioni che emergono dalle stime delle associazioni di settore e dagli studi sui comparti dell’agroalimentare all’estero - nonostante il rischio di barriere non doganali e la complessa situazione di alcuni mercati - fanno notare come le opportunità siano varie e diversificate.

L’appuntamento invece con la VI^ edizione di TUTTOFOOD é già fissato dal 7 al 10 maggio 2015 mentre naturalmente a Milano sono state anche presentate i formati da esportazione “Food Hospitality World” della manifestazione già organizzate in Brasile, Cina, India e Sud Africa.

Concludendo al giorno d’oggi la strategia migliore per valorizzare appieno l’agroalimentare italiano ma più in generale il nostro “saper fare” aggiungerei con gusto - non solo nei sapori e negli odori - ma anche nei colori e nelle forme, é quello di affermare la capacità di mettere in campo una promozione integrata che racconti il prodotto, le mani e le menti che lo hanno prodotto e il territorio e anche il clima che lo ha ispirato, il mondo é alla ricerca di storie, ha bisogno di storie e il nostro paese, i nostri distretti ha molte storie, belle e vincenti da raccontare.

 

Fonte: a cura di Exportiamo, di Antonio Passarelli, redazione@exportiamo.it

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