Going global with Facebook, ecco il nuovo strumento di advertising per startup e PMI

Going global with Facebook, ecco il nuovo strumento di advertising per startup e PMI

30 Novembre 2016 Categoria: Marketing Internazionale

Si sente sempre più spesso dire che Facebook è la nazione più popolosa al mondo con i suoi 1,6 miliardi di iscritti. A Menlo Park (sede californiana di Facebook) ne sono ben consapevoli ed ormai da tempo, ragionano in termini globali, pianificando le strategie aziendali proprio in quest’ottica.

A riprova di ciò c’è la strenua volontà di Zuckerberg di portare internet in ogni più remoto angolo della terra a cominciare dai Paesi in via di sviluppo, utilizzando i droni. La logica è semplice: se tutto il mondo è connesso ad internet, tutto il mondo si connetterà a Facebook.

Su Facebook comunque non ci sono solo persone ma anche aziende che, oltre ad essere sempre più numerose, intrecciano relazioni sempre più ampie con l’audience del social network raggiungendo utenti in ogni Paese del mondo: sono 1 miliardo gli utenti Facebook connessi ad un’azienda estera e molti di loro sono americani (il 60% degli utenti FB con passaporto a stelle e strisce si collega con aziende estere).

Non si tratta solo di importanti brand e multinazionali, ma nella maggior parte dei casi di PMI e start up. Proprio a loro si rivolge uno dei più interessanti programmi rilasciati recentemente da Facebook: il Going Global with Facebook.

Si tratta di tre interessanti strumenti utili, soprattutto, a quelle aziende che già investono in campagne di advertising su Facebook e su Internet in generale e che sono quindi maggiormente consapevoli delle opportunità di business che questi canali di comunicazione possono aprire.

Ecco una breve presentazione dei 3 strumenti:

1. Lookalike Audience

Il primo di questi strumenti è la Lookalike Audience, un’opzione di targhettizzazione avanzata che partendo dall’analisi di una fonte di traffico preesistente (visitatori del sito internet, fan della pagina, database dei lead acquisiti) individua un pubblico con caratteristiche simili in ogni parte del mondo (o comunque in quella sulla quale si focalizza la strategia di espansione commerciale).

Questo tipo di targhettizzazione individua segmenti di dimensione variabile tra l’1% ed il 10% della popolazione del Paese individuato. Un segmento del 10% intercetterà una platea di potenziali clienti molto ampia ma, proprio per questo, le caratteristiche in comune con l’audience originaria saranno più annacquate. Al contrario un segmento dell’1% della popolazione obiettivo sarà meno numeroso in termini assoluti, ma sicuramente più compatibile con il segmento sorgente e probabilmente più interessato ai prodotti/servizi che gli verranno proposti.

Alla base deve comunque esserci una base di riferimento di qualità, ovvero di persone realmente interessate ai prodotti venduti dall’azienda e che magari abbiano già “convertito” compiendo acquisti attraverso il canale e-commerce, lasciando i propri dati o visitando il sito web alla ricerca di informazioni utili.

2. Ottimizzazione delle campagne per la conversione sul sito o per l’istallazione di app

Le campagne pubblicitarie su Facebook si differenziano a seconda dell’obiettivo prescelto. La conversione sul sito internet o l’installazione di una app recentemente lanciata sul mercato sono due dei tanti obiettivi che le aziende hanno a disposizione e che Facebook ha scelto per implementare un aggiornamento che permette di selezionare un pubblico obiettivo anche in un Paese estero, ottimizzando la visualizzazione delle inserzioni nelle aree commerciali con il maggior ritorno sull’investimento.

3. Webinar ed altre risorse

Infine Facebook mette a disposizione delle imprese interessate ad espandersi fuori dai confini nazionali utilizzando tali strumenti, webinar, manuali ed insight sui mercati europei ed extraeuropei.

I social network dunque si dimostrano sempre più un importantissimo mezzo per abbattere le distanze fisiche: è bene però tenere a mente che un buon progetto di espansione commerciale all’estero non può prescindere da un’analisi del contesto culturale ed economico in loco.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Francesco Bromo, redazione@exportiamo.it

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