Perché Italia e Francia non Possono che Collaborare

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22 Gennaio 2021
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Francia

Il consolidamento del rapporto Italia-Francia è estremamente rilevante per la crescita delle economie dei due Paesi. Essi, infatti, sono intrinsecamente connessi tra loro e qualsiasi azione o politica industriale intrapresa da uno produce effetti sull’altro.

L’ Europa ha fondamento, stabilità e forza se le sue tre economie più rilevanti – Italia, Germania e Francia - cooperano ed agiscono per il bene comune del continente e dei suoi cittadini. La cooperazione diventa ancora più rilevante in un periodo di crisi socio-economica mondiale come quella attuale, in cui le fragilità, ma anche la forza dei singoli Paesi, appaiono ancora più in risalto.

Dunque, alleanze industriali che garantiscono al tempo stesso un bilanciamento degli equilibri interni possono essere le pre-condizioni di un solido cammino di ripresa del continente europeo.

In particolare, Francia e Italia rappresentano l’uno per l’altro un partner commerciale fondamentale e se vogliono prosperare non possono fare a meno di collaborare.

Al di là della necessità di cooperazione in un contesto post shock come quello che affronteremo non appena la pandemia lascerà spazio alla normalità, ci sono almeno altri tre punti da considerare.

In primis le due economie sono complementari: le grandi imprese francesi trovano spesso nella flessibilità e nell’alto livello tecnologico delle PMI italiane dei fornitori ottimali per le proprie produzioni. Il dinamismo dei flussi di investimento - evidente soprattutto nei settori dell’automotive, del lusso e del food - conferma l’elevata interconnessione reciproca fra le due economie. I due mercati si differenziano per il diverso peso della grande distribuzione e per la struttura del settore finanziario, ma a livello di tipologie di consumi presentano molte similarità. Esiste poi un’importante comunanza di carattere culturale che sottende a tutti i rapporti sociali ed economici.

Questa complementarietà ha portato negli anni a consolidare relazioni societarie importanti che ancora oggi sono in corso e a cui se ne aggiungeranno altre. Complessivamente, sono più di 1.700 le imprese italiane presenti in Francia con partecipazioni in oltre 2.500 società francesi e circa 2.000 le imprese sotto controllo francese in Italia: trattasi dunque di circa 4 mila imprese “bi-nazionali” con oltre 100 miliardi di investimenti reciproci. Le reciproche acquisizioni societarie in svariati settori, come quello delle infrastrutture energetiche (per ultima l’operazione dell’italiana Snam che ha acquisito in Francia le operazioni strategiche della TotalGas), di trasporto (basterebbe guardare i corridoi ferroviari commerciali tra i due Paesi), delle telecomunicazioni e spaziali, nella siderurgia, nella moda (per esempio l’alleanza di Gucci con i cugini d’Oltralpe), nel food, e in tanti altri comparti, hanno portato i due Paesi a diventare leader europei in quasi tutti i settori di alta rilevanza). 

A rafforzare il tutto anche l’alleanza nell’ambito del mercato finanziario tra Borsa Italiana ed Euronext sostenuta da CDP e l’analoga francese.

Non andrebbe sottovalutato, poi, il particolare contesto politico che si sta venendo a delineare. La Germania, forte del suo surplus economico e di un’ottima riprogrammazione economica, uscirà più forte dalla crisi, distaccando la Francia, sua competitor diretta, che sta vedendo un crollo del PIL valutato quasi il doppio di quello tedesco (per l’Italia la stima sarebbero addirittura peggiore).

Questo sta spaventando l’Esagono che dunque ha bisogno dell’Italia per non vedere minati gli equilibri interni e rimanere schiacciata dal dominio economico tedesco. A riprova di ciò, basti considerare la convergenza di posizioni tra i due Paesi all’interno della Commissione Europea. Per lo stesso motivo, a fine 2020, il ministro Bruno La Maire ha fornito un assist al Ministro Gualtieri affinché i piani industriali dei due Paesi potessero essere portati avanti congiuntamente.

Le due realtà nazionali da anni cooperano anche nell’ambito del Forum economico italo-francese che vede riuniti i più grandi dirigenti industriali dei due Paesi. Come ricordato dal Presidente del Polo Internazionale ed Europeo di MEDEF, Bernand Spritz, nel futuro prossimo ci saranno tante altre occasioni che vedranno protagoniste le due potenze economiche europee e che consentiranno loro di seguire un percorso congiunto.

La presidenza francese in Europa il prossimo anno, il B20 ed il G20, entrambi a guida italiana, saranno le opportunità principali per dare forma a questo progetto tanto ambizioso quanto potenzialmente fruttuoso.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Gianluca Totaro, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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