Export vino: Russia e Cina incognite del made in Italy

Export vino: Russia e Cina incognite del made in Italy
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05 Giugno 2014
Categoria: Marketing internazionale
Paese:  Russia Cina

Il vino é il prodotto agroalimentare italiano più esportato: le vendite all’estero, nel 2013, sono state 5 miliardi di euro (+7,7% rispetto all’anno precedente) con una produzione del 17% rispetto al totale mondiale e al 30% della Ue. 

Tabella 1. Totale Export vino Italiano 2007/2013.  Valori in milioni di € - Volume in migliaia di ettolitri – VMU €/litro.                                               

        

Fonte: rielaborazione a cura di Exportiamo su dati Assoenologi.

Dalla tabella 1 si evince come il risultato sia particolarmente incoraggiante se posto in relazione alla contrazione dei volumi esportati (-4,4%), pari a una flessione di quasi 0,9 milioni di ettolitri, da addebitare prevalentemente al prodotto sfuso. I dati di consuntivo 2013 dell’export di vino registrano un volume di 20,4 milioni ettolitri.

Tabella 2. Export spumante italiano volume,valore,vmu. Valori in milioni di euro / VMU euro/litro

       

Fonte: rielaborazione a cura di Exportiamo su dati Assoenologi.

Anche gli spumanti hanno concluso il 2013 con risultati brillanti. Il valore ha registrato una crescita da 625 a 736 milioni di euro (+17,8% contro il +16,3% registrato nei primi nove mesi del 2013). I volumi sono passati da 1,8 a 2,1 milioni ettolitri +13,7%, contro +8,1% di settembre.

Scenari futuri. Ma i successi degli ultimi anni saranno confermati anche nel 2014? Analizzando le esportazioni italiane, complessivamente, non destano particolari preoccupazioni i principali mercati di sbocco. Negli Stati Uniti, prima destinazione in valore con 1.077 milioni di euro, si é registrato anche un lieve progresso nelle quantità spedite cresciute dello 0,9%. Il principale sbocco in quantità si conferma invece la Germania con 5,9 milioni di ettolitri (contro i 2,9 degli Usa), in flessione del 4,6%. Al di là delle primissime posizioni fra i principali clienti del vino italiano, il 2013 lascia in eredità una situazione di crescente incertezza. Innanzitutto i tre colossi per l’export italiano come Francia, Canada e Svizzera hanno fatto registrare flessioni nei volumi acquistati per tutto il 2013: rispettivamente del 6,5%, del 3% e del 4,6%. Dati che anche se ribaltati sul piano dei valori da un +8,9% in Francia e da un +5% in Svizzera (il Canada perde anche sul piano del fatturato un 1%) lasciano intravedere qualche segnale di negativo. A creare incertezze soprattutto i due sbocchi ai quali sono affidate le principali aspettative per il futuro, ovvero Cina e Russia. In Russia nel 2013 il calo degli acquisti di vino italiano é stato del 21,6% in quantità controbilanciato da un +14,4% in valore. In Cina invece se il fatturato ha riportato danni limitati (-3%), non si può non notare la vera e propria caduta in quantità: -33%. Nel panorama delle vendite all’estero preoccupa anche l’Ungheria (7° cliente del vino italiano) che nel 2013 ha visto un vero e proprio crollo degli acquisti dall’Italia con un - 28,6% in quantità e un -15,6% in valore. Le spedizioni made in Italy infatti sono calate anche in Repubblica Ceca del 13,2%, in Romania del 25% e in Bulgaria del 15,8%. Tuttavia nel quadro di uno scenario con più di un interrogativo non vanno infine tralasciate alcune aree le cui esportazioni dall’Italia hanno registrato trend positivi. Su tutti il Nord Europa: in Svezia (nono paese importatore dall’Italia) le vendite sono cresciute del 11,5% in quantità e del 15,2% in valore. In Norvegia sono cresciute del 4,2% in volume e del 12% in valore. In Finlandia dell’1% in quantità per un +8,6% nel giro d’affari. Anche in Portogallo le importazioni di vino dall’Italia sono aumentate del 14,2% in quantità e di ben il 32,7% in valore.

Segnaliamo per gli esperti del settore vinicolo la fiera “Vitignoitalia”, che si apre domenica 8 giugno a Castel dell’Ovo. L’evento porterà a Napoli, fino a martedì 10 giugno, oltre 200 aziende vitivinicole nazionali, 35 buyers esteri, giornalisti di settore, operatori commerciali ed eno appassionati. Particolare attenzione verrà data al tema della tutela ambientale e dell’eco sostenibilità: gli stand che verranno utilizzati, infatti, sono stati prodotti con materiali della raccolta differenziata che, insieme ad altre soluzioni, ridurranno al minimo l’impatto ambientale dell’evento. 

 

Fonte: rielaborazione dati da IlSole24Ore.

 

 

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