"Medio Oriente - Dove andiamo"

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26 Maggio 2016
Categoria: Letture Consigliate

100 anni fa, nel maggio del 1916, veniva firmato il negoziato che spartiva tra Francia e Gran Bretagna gran parte del territorio che era stato dell’impero Ottomano e che creava un equilibrio instabile mantenuto, in epoche recenti, dall’attività di governi autoritari come quello di Saddam Hussein in Iraq e Bashar al Assad in Siria. Cento anni dopo, quell’equilibrio risulta completamente distrutto altresì a causa di malcelati errori delle diplomazie occidentali nel valutare le conseguenze dell’eliminazione di regimi non democratici. Minacciato dalla presenza delle milizie dell’autoproclamato Stato Islamico, questo territorio è al momento completamente fuori controllo, con gravi ripercussioni in termini di sicurezza globale.

Nel saggio edito da Grisk in collaborazione con la rivista online di geopolitica e intelligence Lookout News si disegna il quadro delle problematiche che affliggono il Medio Oriente contemporaneo, passando per il problema della statalizzazione dell’Islam, le pericolose relazioni tra jihadismo e antagonismo politico in Europa e le conseguenze dei recenti accordi economici con l’Iran.

La ricostruzione della storia e dell’attualità che caratterizza l’area mediorientale si avvale del prezioso contributo di interviste e riflessioni di analisti politici e storici specializzati nelle dinamiche che coinvolgono i Paesi dell’area.

Nella sua forma snella e accessibile questo volumetto è capace di parlare ad un pubblico molto ampio, fornendo la giusta dose di note storiche utili all’analisi di questi complessi fenomeni contemporanei.

Interessanti i punti di vista di Fabrizio Cicchitto (presidente della III Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati) sul ruolo degli Stati Uniti nella costruzione del “caos mediorientale” e di Franco Cardini (storico saggista e professore di storia medievale) sui pericoli dell’Eurocentrismo come approccio all’Islam (professore di Diritto Islamico presso l’UNINT di Roma). Importanti anche gli interventi dell’Ambasciatore in Italia dello Stato di Israele, Naor Gilon, sulle conseguenze dei negoziati Occidentali con l’Iran e quello di Hassan Abouyoub, Ambasciatore in Italia del Marocco, sul ruolo ponte del suo Paese nelle relazioni tra Islam e Occidente. Utile quanto necessaria la riflessione di Daniele Caviglia (professore associato all’università degli studi internazionali di roma UNINT) in merito al ruolo delle Nazioni Unite nella pacificazione dell’area, torre di babele finora incapace di studiare delle soluzioni al conflitto arabo-israeliano.

Una lettura più che consigliata per chi ricerca uno sguardo d’insieme sui temi che affliggono quest’area del mondo e preferisce un approccio più costruttivo che distruttivo. Perché pur evitando di mettere i cosiddetti boots on the ground (gli stivali sul terreno che l’amministrazione Obama ha scelto di non poggiare in questa nuova fase meno interventista degli Stati Uniti d’America), da cittadini europei siamo altamente coinvolti nelle conseguenze di questo conflitto.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Cristina Pizzolato, redazione@exportiamo.it

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