Un'Italia da export: intervista a Fercam

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13 Luglio 2016
Categoria: Un'Italia da Export

Nella nostra rubrica “Un’Italia da export” abbiamo il piacere di ospitare i contributi delle eccellenze targate Made in Italy che con competenza e coraggio si affacciano sui mercati internazionali. Tra queste c’è sicuramente Fercam, che in oltre 65 anni di storia è riuscita a trasformarsi da piccolo trasportatore locale fino a diventare uno dei leader europei della logistica integrata. Nell’intervista rilasciataci dall’AD di Fercam, Thomas Baumgartner, vengono svelati i segreti del successo aziendale ed i progetti futuri nei piani di internazionalizzazione che coinvolgono anche mercati extra-europei…

1. Ci racconti brevemente la storia della Sua Azienda…

L’azienda nasce a Bolzano nel 1949 come società di carrellamento ferroviario, ossia società che trasporta i vagoni ferroviari in arrivo alla stazione di Bolzano con degli speciali carrelli stradali verso le imprese per il carico o scarico della merce. Questa attività oggi è stata sostituita dal trasporto combinato ferrovia/strada, dove al posto del vagone viene movimentata la cassa mobile, il container o il semirimorchio dalla stazione ferroviaria verso i destinatari o mittenti. Con l’avvento del trasporto stradale a lungo raggio FERCAM si trasforma in vettore stradale ed incrementa la propria flotta grazie all’aumento dell’interscambio merci tra l’Italia e la Comunità Europea. Negli anni ‘70 avvia anche l’attività intermodale ferrovia/strada e inizia il proprio processo di internazionalizzazione. All’inizio degli anni ‘80 FERCAM costituisce una società in Germania e successivamente seguono filiali nel Benelux, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Austria. Dagli anni 2000 la società si concentra sulla costruzione di partnership con importanti gruppi europei per avere a disposizione una rete capillare di oltre 400 punti distributivi e sulla creazione di nuove strutture proprie nei paesi dell’Est Europa quali Slovacchia, Polonia, Romania e Bulgaria e nel Maghreb a Tangeri in Marocco e a Tunisi.

FERCAM è un’azienda a gestione familiare, ha concluso il 2015 con un fatturato di 633 milioni di Euro operando con 50 filiali in Italia, 22 in Unione Europea e 3 in extra UE (Tangeri/Marocco, Rades/Tunisia e Istanbul/Turchia) e si avvale a livello mondiale di una efficiente rete di corrispondenti e partner. Il costante investimento in formazione conferma l’importanza attribuita dall’azienda allo sviluppo delle competenze e alla crescita professionale dei collaboratori.
FERCAM opera nei diversi settori del trasporto e della logistica con servizi specializzati: Fercam Transport per i carichi su strada e rotaia, Fercam Air & Ocean per i trasporti aerei e marittimi in import ed export da e per ogni porto o aeroporto, Fercam Logistics dedicata alla gestione dell’intera supply chain dei propri clienti compresi i servizi a valore aggiunto, Fercam Distribution per spedizioni e carichi parziali euronazionali con un unico standard di qualità a livello europeo nonché a marchio Gondrand per il settore Traslochi, Mostre e Fiere con servizi altamente specialistici ad aziende e privati, fondazioni e musei.

2. Quali sono gli elementi e le condizioni che hanno decretato il successo della Sua Azienda sul mercato attuale?

Il successo deriva da una serie di fattori fra cui: una strategia chiara, una costante attenzione alle esigenze del cliente, un’offerta di servizi ampia e multi-specializzata che coinvolge tutta la supply chain, collaboratori motivati ed entusiasti ed una grande attenzione alle dinamiche di informatizzazione. Last but not least un fattore decisivo nel successo di FERCAM è l’internazionalizzazione aziendale, avviata molto tempo fa e che continua a regalare grandi soddisfazioni.

3. In questi anni di crisi, quanto la ricerca del successo sui mercati internazionali è stata una scelta e quanto una necessità per la Sua azienda?

La nostra azienda non si è internazionalizzata soltanto per il sopraggiungere della crisi intraprendendo la via dell’internazionalizzazione molto prima dello scoppio della stessa. Ci siamo internazionalizzati perché abbiamo sempre creduto nel progetto comunitario e nella crescita degli interscambi europei e mondiali.
Comunque la forte propensione aziendale all’export è stata determinante per superare indenni la crisi.

4. Quale metodologia di ingresso ha adottato per fare business all’estero ed in quali mercati siete oggi presenti?

Siamo presenti in quasi tutti i mercati europei e prossimamente abbiamo in progetto di ampliare ulteriormente la nostra internazionalizzazione rivolgendoci anche ad aree extra-europee. L’approccio ai mercati esteri normalmente avviene con la costituzione di una società controllata estera. Poche volte abbiamo optato per l’acquisto di strutture locali già esistenti.

5. Qual è il “peso” delle attività internazionali oggi sul Suo business?

Circa il 30% del nostro fatturato viene realizzato con clienti esteri e questa tendenza è registrata in aumento.

6. Nel Vostro percorso di espansione all’estero siete stati supportati da strutture pubbliche e/o da società di consulenza private?

Finora non ci siamo mai avvalsi di strutture pubbliche preferendo rivolgerci a consulenti privati.

7. Com’è il rapporto con la burocrazia all’estero e, più in generale, quali sono state le principali difficoltà riscontrate?

In nessun Paese abbiamo riscontrato una burocrazia “pesante” come quella italiana ed in generale non abbiamo riscontrato particolari difficoltà. In tutti i Paesi in cui siamo presenti oggi abbiamo incontrato un mercato del lavoro molto più flessibile e con molti meno vincoli rispetto a quello nazionale. L’unico Paese in cui abbiamo riscontrato una burocrazia ed una normativa molto rigida del mercato del lavoro (e dunque paragonabile al contesto italiano) è la Francia.
Una delle barriere più complicate da superare è quella linguistica ma avendo la fortuna di avere la nostra sede a Bolzano siamo avvantaggiati in quanto per noi è semplice trovare collaboratori multilingue che parlano fluentemente almeno tre lingue: l’italiano, il tedesco e l’inglese.

8. Quali sono i Vostri piani futuri di sviluppo? Avete già in mente nuovi mercati da conquistare?

Dopo un breve consolidamento e l’ulteriore potenziamento delle nostre strutture in ambito europeo/mediterraneo vorremmo concentrare la nostra attenzione sui Paesi dell’Estremo Oriente.

9. Quale consiglio si sente di dare agli imprenditori che intendono affacciarsi nello stesso contesto estero?

Occorre conoscere le lingue. Le imprese oggi possono sfruttare i marketplace su piattaforme internet che rendono molto facile la vendita all’estero senza investire in strutture proprie. Per chi è attivo nel settore dei servizi occorre muoversi, viaggiare e creare proprie strutture o partnership durature. Noi italiani siamo avvantaggiati, in quanto non solo siamo già abituati a combattere con la burocrazia ma abbiamo anche dei prodotti conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

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