ICE Chicago: gli Stati Uniti si confermano un mercato di grande richiamo per le PMI italiane

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13 Ottobre 2017
Categoria: Exportiamo Incontra
Paese:  USA

Con Gabriele Barone, Deputy Trade Commissioner dell’ufficio ICE di Chicago, si è parlato dell’importanza del mercato americano come sbocco commerciale per le produzioni Made in Italy e degli obiettivi ed attività future che verranno implementate dai 5 uffici dell’Agenzia-ICE presenti sul suolo statunitense.

Negli ultimi anni le iniziative dell’Agenzia ICE negli Stati Uniti stanno crescendo in maniera considerevole, segno che quello americano è un mercato fondamentale per l’export del Belpaese…

Tra i mercati focus dell’attività dell’Agenzia ICE nel 2016 gli Stati Uniti si confermano primo Paese per entità dell’investimento promozionale, con 26,8 milioni di euro - rispetto ai 17,9 del 2015 - in attuazione degli indirizzi strategici della Cabina di Regia istituzionale per l’Internazionalizzazione che ha individuato negli USA il principale mercato maturo da valorizzare, in quanto in grado di fornire il maggior contributo allo sviluppo degli scambi mondiali. La rete dei nostri 5 uffici negli Stati Uniti (New York, Chicago, Los Angeles, Miami e Houston) ha cosi sviluppato l’azione su macroprogetti di filiera per dare, da un lato, continuità alla strategia promozionale su un orizzonte pluriennale e per supportare, dall’altro, anche la diversificazione geografica delle esportazioni italiane, indirizzando gli operatori italiani verso la provincia americana.

Nel 2016 il commercio estero degli Stati Uniti è stato caratterizzato da un trend di rallentamento rispetto al 2015. Secondo i dati dello US Department of Commerce, l’interscambio complessivo con il resto del Mondo ha registrato una flessione del -2,9% rispetto al 2015 e, in particolare, le importazioni USA dal mondo sono scese del -2,6%. Nello stesso periodo, l’andamento degli scambi USA-Italia si è confermato in controtendenza con un ulteriore aumento del 2,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 62 miliardi di dollari USA.

Il nostro Paese, in controtendenza rispetto al dato generale, si conferma undicesimo fornitore, con un incremento dell’export pari al +2,4% e migliorando la quota di mercato che si attesta al 2,1%. La performance dell’export italiano negli USA testimonia dell’attuale dinamica positiva del mercato americano e della sua capacità di assorbimento delle esportazioni e va intepretato come risultato della straordinaria intraprendenza delle aziende tricolori ma anche degli investimenti e dello sforzo realizzato con l’attività promozionale che il Sistema Italia, nel suo complesso, ha dedicato a questo mercato nel biennio 2015-16.

Quali sono allora i prossimi obiettivi?

La formulazione della strategia promozionale ICE negli USA nel prossimo futuro tiene indubbiamente conto dei risultati delle attività promozionale sul mercato già realizzate con il Progetto Speciale USA. Penso agli entusiasmanti riscontri - in termini di nuovi fornitori italiani e volumi di vendita aggiuntiva - realizzati nell’ambito delle partnership attivate da ICE-Agenzia con i principali retailers americani nei settori agroalimentare, moda e gioielleria. Su input del Ministero dello Sviluppo Economico l’obiettivo sarà quindi quello di consolidare l’approccio per progetti di filiera e dare continuità all’attività di attrazione di investimenti esteri avviata tra il 2016 e l’inizio del 2017.

Da ICE Chicago ci concentreremo ancora nel rafforzare le collaborazioni con le grandi catene USA della distribuzione organizzata del settore agroalimentare per attivare campagne co-promozionali a sostegno dei prodotti “Authentic Italian” anche attraverso canali digital. Il progetto tecnologia USA ci vedrà poi impegnati con l’obiettivo di promuovere in maniera sinergica una voce strategica del nostro export, sia per le potenzialità di collaborazione con l’industria statunitense (in ogni campo), sia per volume, se si considera che la sola meccanica – con il 22% - è la principale voce del nostro export negli USA.

A proposito di tecnologia, la Maker Faire di New York ha visto come protagonista il padiglione Italia per il secondo anno, mettendo in mostra soprattutto la creatività e il saper fare tipici del Made in Italy. Come è andata l’esperienza di quest’anno?

Un vero successo. Dopo la soddisfazione espressa dalle aziende italiane partecipanti alla collettiva ufficiale tricolore nelle edizioni di New York del 2014 e 2015 e a quella di San Francisco Bay Area del 2015, ICE-Agenzia ha organizzato quest’anno - per la seconda volta - la presenza ufficiale italiana alla Maker Faire di New York convinta della valenza dell’iniziativa. I primi risultati ci hanno dato ragione: quello italiano è stato il Padiglione più visitato ed ha ottenuto il premio di miglior padiglione della fiera. Tutto merito delle 15 tra start-up, fab lab e stampatori 3 D italiani che hanno esposto il meglio delle produzioni del movimento maker italiano e catturato l’interesse di investitori e addetti al settore.

Quello dei Makers è, come noto, un settore notevolmente in crescita a cavallo tra industria e artigianato, in grado di fornire risposte tempestive a condizioni di produzione in continua evoluzione. Il Movimento Maker, alimentato da innovatori e intellettuali, è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni creando una nuova generazione di progettisti e imprenditori che utilizzano strumenti open-source, stampanti 3D e altre nuove tecnologie. A luglio 2017 l’organizzazione Fab Foundation ha segnalato che negli USA ci sono oltre 150 fabbriche che producono su commissione del progettista al quale poi spediscono a domicilio gli esemplari stampati. La domanda di sistemi di stampa 3D e servizi connessi ha scatenato un forte aumento dei volumi di produzione su scala mondiale, da 1,5 miliardi US $ nel 2011 a 4,2 miliardi US $ nel 2015, con un tasso di crescita annuo del 28%.

La Maker Faire costituisce quindi un’opportunità non solo per i makers italiani di presentarsi al mercato USA per attivare collaborazioni tecniche e per attrarre investimenti, ma anche per le nostre imprese manifatturiere intenzionate a cogliere il passaggio dalla produzione in serie di commodity indifferenziate a quella digitale di piccoli lotti di oggetti personalizzati uno per uno. Insieme ai colleghi del desk per l’attrazione investimenti e del desk proprietà intellettuale – entrambi attivi presso l’ufficio ICE di New York – stiamo già sviluppando i percorsi individuali di follow up delle aziende partecipanti anche per consolidare l’eventuale presenza all’edizione 2018 MF di San Francisco. L’assistenza personalizzata di ICE-Agenzia sarà completata dalle azioni di comunicazione e promozione dei makers italiani negli USA realizzate anche attraverso il sito www.makersitalia.com.

Anche l’approccio delle aziende sta cambiando soprattutto nella consapevolezza di affrontare un mercato maturo e complesso come quello americano. Quali sono in questo caso gli aspetti da considerare con maggiore attenzione? Come l’Agenzia ICE può assistere, in concreto, le aziende italiane che puntano agli Stati Uniti?

Nonostante la lontananza e la complessità normativo/regolamentare quello a stelle e strisce resta certamente un mercato di forte richiamo per le aziende italiane. A confermarlo sono, come detto, i dati della continua crescita dell’interscambio Italia-USA ma anche la parallela costante crescita di imprese italiane che decidono di radicarsi stabilmente negli Stati Uniti. Se guardiamo ai settori della meccanica e in generale a quelli in cui l’assistenza tecnica, i servizi di ricambistica e di post- vendita rappresentano fattori negoziali di fondamentale importanza, ci rendiamo conto che la presenza stabile negli USA è certamente il fattore competitivo principale per poter crescere e fare affari di medio-lungo termine in questo mercato.

Per questo motivo ICE-Agenzia offre accanto ai “classici” servizi di orientamento (informativi e di formazione per acquisire una prima conoscenza sulle opportunità di internazionalizzazione) e personalizzati per l’accesso al mercato USA (come la ricerca di clienti/partner, l’organizzazione di incontri d’affari e altri) anche servizi per radicare la presenza e il giro d’affari negli Stati Uniti. La nostra è quindi un’offerta integrata di servizi di informazione, assistenza, consulenza, formazione, promozione e attrazione investimenti esteri in Italia. Siamo sempre pronti a elaborare insieme alle imprese il percorso di assistenza più adatto in considerazione del settore di attività e soprattutto del ciclo di vita aziendale nel processo di internazionalizzazione.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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